Protesta degli autotrasportatori, la Sicilia revoca il fermo dopo l'incontro con Salvini

di

Carlo Longo

Il governo annuncia lo sblocco di 480 milioni di euro e ulteriori interventi per il settore. La mobilitazione prosegue in Campania e Calabria, mentre in Puglia i blocchi saranno ridotti solo parzialmente

Protesta degli autotrasportatori, la Sicilia revoca il fermo dopo l'incontro con Salvini

La Sicilia interrompe il fermo degli autotrasportatori dopo gli impegni assunti dal governo durante il confronto con le rappresentanze del settore. Il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha deciso di revocare la protesta, accogliendo l'invito del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini a ripristinare la regolarità dei collegamenti e della movimentazione delle merci. Una decisione che segna un primo allentamento della mobilitazione, mentre in altre regioni del Mezzogiorno i presidi restano attivi.

La svolta è arrivata al termine di una serie di incontri tenuti a Milano, durante i quali il ministro ha annunciato lo sblocco di risorse economiche destinate alle imprese di autotrasporto. Il governo ha assicurato l'avvio dei primi pagamenti a partire dal 21 ottobre, con l'obiettivo di dare una risposta alle richieste degli operatori, da tempo alle prese con ritardi nell'erogazione dei contributi e costi di gestione sempre più elevati.

Per i trasportatori siciliani, la sospensione del fermo rappresenta un segnale di disponibilità al dialogo con l'esecutivo. Il Cts ha infatti motivato la decisione con la volontà di favorire la prosecuzione del confronto, senza rinunciare alle rivendicazioni che hanno portato alla mobilitazione.

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Al centro dell'intesa c'è lo sblocco di 480 milioni di euro, una cifra superiore ai 430 milioni inizialmente previsti. Secondo quanto illustrato dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, le risorse consentiranno di coprire le domande di contributo presentate dalle imprese fino al mese di agosto. Per le richieste relative a settembre e ottobre saranno invece necessari ulteriori finanziamenti, che il governo si è impegnato a individuare nelle prossime settimane.

Il pacchetto annunciato comprende anche lo sblocco di 590 milioni di euro destinati al rinnovo del parco mezzi, oltre alla previsione di nuove risorse per il credito d'imposta e per contenere l'impatto dei costi legati al sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l'Ets, sui trasporti marittimi.

Nel complesso, l'esecutivo punta a rendere disponibili oltre un miliardo di euro, in gran parte attraverso il recupero di stanziamenti già esistenti ma rimasti inutilizzati per difficoltà burocratiche. A questi dovrebbero aggiungersi ulteriori interventi per un valore superiore a 150 milioni di euro.

Salvini ha definito gli annunci come l'avvio di un percorso che dovrà proseguire con nuovi provvedimenti. Il ministro ha inoltre fissato per il 27 ottobre un secondo incontro presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, durante il quale sarà verificato lo stato dei pagamenti e saranno affrontate le questioni ancora aperte.

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La decisione del Comitato trasportatori siciliani consente di avviare il ritorno alla normale operatività del settore nell'Isola, dopo le difficoltà provocate dal fermo. La protesta aveva riportato al centro dell'attenzione le condizioni economiche delle imprese di autotrasporto, particolarmente esposte alle oscillazioni dei costi del carburante, alle spese di manutenzione dei mezzi e agli oneri legati ai collegamenti marittimi.

Per un territorio insulare come la Sicilia, la continuità dei trasporti rappresenta un elemento essenziale per l'approvvigionamento delle attività commerciali e per la distribuzione delle produzioni locali verso il resto del Paese. La revoca del fermo non equivale tuttavia a una soluzione definitiva delle criticità denunciate dagli operatori. L'attenzione si sposta adesso sull'effettiva disponibilità dei contributi e sulla capacità del governo di rispettare le scadenze annunciate.

Anche le principali associazioni nazionali dell'autotrasporto hanno accolto favorevolmente gli impegni del ministero, mantenendo però una posizione prudente. Unatras, Fai, Anita, Confartigianato Trasporti, Assotir, Fiap e le altre organizzazioni firmatarie di una nota congiunta hanno ribadito la necessità di trasformare rapidamente le dichiarazioni in provvedimenti concreti.

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La decisione siciliana non è stata seguita dagli autotrasportatori di Campania e Calabria, che hanno confermato l'intenzione di proseguire la mobilitazione almeno fino al prossimo incontro ministeriale del 27 ottobre. In Calabria, Fedralog ha espresso insoddisfazione per l'esito del confronto, sostenendo che le misure illustrate dal governo riguardino prevalentemente fondi già stanziati e attesi da mesi dalle imprese.

Secondo l'organizzazione, lo sblocco di risorse relative al 2025 non sarebbe sufficiente a rispondere alle difficoltà economiche del comparto, che chiede interventi aggiuntivi e maggiori certezze sui tempi di erogazione. In Campania restano invece attivi i presidi nei pressi di alcuni snodi fondamentali della rete autostradale e logistica regionale. Le proteste interessano in particolare l'area di Nola, lungo l'A30 Caserta-Salerno, e i collegamenti con gli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise.

La prosecuzione dei blocchi continua ad avere ripercussioni sulla distribuzione delle merci, soprattutto nelle province di Napoli e Caserta, dove vengono segnalate difficoltà nell'approvvigionamento di alcuni prodotti alimentari. Problemi analoghi riguardano anche il Molise, con una ridotta disponibilità di frutta, verdura e prodotti confezionati in diversi punti vendita.

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Una posizione intermedia è stata assunta dagli autotrasportatori pugliesi, che hanno annunciato una riduzione soltanto parziale dei blocchi, subordinando la completa sospensione della protesta all'arrivo di risposte concrete da parte del governo. La situazione preoccupa in particolare il settore agricolo. Coldiretti Puglia ha richiamato l'attenzione sulle possibili conseguenze per le imprese, che dipendono dalla regolarità dei trasporti per commercializzare prodotti freschi e deperibili. Il protrarsi delle difficoltà logistiche rischia infatti di incidere sulle consegne e sui tempi di distribuzione, con effetti lungo l'intera filiera agroalimentare.

Il prossimo passaggio sarà il tavolo convocato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il 27 ottobre. In quella sede il governo dovrà fornire aggiornamenti sull'erogazione dei contributi e chiarire le modalità di attuazione delle ulteriori misure economiche annunciate.

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