Riparte da Mosca il difficile percorso diplomatico per cercare una via d'uscita alla guerra in Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato al Cremlino Steve Witkoff e Jared Kushner, emissari del presidente americano Donald Trump, in un vertice durato tre ore e dieci minuti.
Secondo Yuri Ushakov, consigliere di Putin, l'incontro è stato «sostanziale, costruttivo e estremamente franco». I rappresentanti americani avrebbero illustrato al leader russo «una serie di idee» sul possibile percorso verso un accordo di pace, senza però entrare nei dettagli delle proposte.
Putin, da parte sua, avrebbe ribadito le posizioni già espresse da Mosca, insistendo sulla necessità di affrontare quelle che il Cremlino definisce le «cause profonde» del conflitto. Il presidente russo si è inoltre detto fiducioso sulla possibilità per la Russia di raggiungere i propri obiettivi militari e di assumere il controllo del Donbass.
Witkoff e Kushner, secondo Ushakov, porteranno a Kiev le valutazioni espresse da Putin. I due emissari americani incontreranno oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, completando così la seconda parte della loro missione diplomatica.
Tregua di 72 ore
Sul terreno, Putin ha annunciato uno stop agli attacchi contro Kiev durante il periodo della missione diplomatica americana. La tregua, tuttavia, non dovrebbe superare le 72 ore.
Il presidente russo ha spiegato che l'Ucraina avrebbe chiesto un cessate il fuoco più lungo, ma che tra le parti non è mai stato raggiunto un accordo in questo senso. Mosca, ha assicurato, farà comunque «tutto ciò che è in suo potere» per garantire la sicurezza dei negoziati e dei mediatori.
Anche Zelensky ha segnalato la disponibilità a una sospensione degli attacchi aerei contro le città coinvolte nel processo negoziale. Kiev, ha detto, è pronta ad astenersi dagli attacchi contro Mosca e si aspetta che la Russia faccia altrettanto nei confronti della capitale ucraina.
«Pronti a un confronto concreto»
All'apertura dell'incontro al Cremlino, Putin ha riconosciuto la difficoltà della situazione. Witkoff ha invece sottolineato l'importanza della fiducia nel lavoro di mediazione, affermando che la delegazione americana è «a proprio agio» nel lavorare con il presidente russo.
Secondo la Casa Bianca, durante il vertice sono stati discussi anche «piani sostanziali» relativi ai prossimi passi, che potrebbero essere annunciati nelle prossime settimane.
La diplomazia, dunque, torna al centro della scena, ma i nodi restano numerosi. La posizione di Mosca non appare sostanzialmente modificata e la tregua limitata a tre giorni non equivale ancora a un vero cessate il fuoco. Dopo Mosca, la parola passa ora a Kiev.
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