Meloni a Bari: «Non ho mollato e non mollerò». La premier celebra il record del governo e lancia la sfida

di

Aisha Harrison

Dalla festa di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni rivendica la stabilità dell'esecutivo e apre di fatto la campagna elettorale. Attacchi alla sinistra, difesa della riforma elettorale e nuovi interventi annunciati su carburanti, energia e sicurezza.

Meloni a Bari: «Non ho mollato e non mollerò». La premier celebra il record del governo e lancia la sfida

«Non ho mollato mai e non intendo farlo adesso». Dal palco del porto di Bari, Giorgia Meloni celebra la longevità del suo governo e trasforma l'appuntamento di Fratelli d'Italia in un primo appuntamento della lunga stagione che porterà alle prossime elezioni. Un discorso tra bilancio dei quasi quattro anni di governo e promesse per il futuro, con la premier che rivendica soprattutto la stabilità dell'esecutivo.

Meloni rivendica il consenso conquistato e marca la distanza dalle opposizioni, accusate di essere unite soltanto dall'obiettivo di battere il centrodestra. «Mettetevi comodi, non avete capito con chi avete a che fare», dice rivolgendosi a chi intende ostacolare il governo. Il traguardo, afferma, è «un'Italia che non chiede più il permesso a nessuno».Tra i temi centrali c'è la riforma elettorale, difesa come garanzia di stabilità: chi vince, sostiene la premier, deve avere i numeri per governare per cinque anni, evitando «ribaltoni» e «governi di palazzo». La stabilità, aggiunge, non è stata un vezzo ma «uno scudo» di fronte alle crisi internazionali e alle emergenze interne.

Nel discorso trovano spazio anche i dossier economici e sociali più urgenti. Sul caro carburanti Meloni annuncia nuovi interventi mirati e conferma la fine dei tagli generalizzati alle accise, spiegando che le risorse dovranno essere destinate a chi ne ha effettivamente bisogno.Sul fronte energetico, la premier rilancia inoltre l'ipotesi di aumentare la quota di petrolio estraibile nei mari italiani, citando le risorse presenti in Basilicata. In Puglia affronta anche il dossier ex Ilva, ribadendo la necessità di conciliare tutela della salute e salvaguardia del patrimonio industriale.

La sicurezza resta un altro punto qualificante dell'azione del governo. Meloni difende l'aumento delle spese per la difesa come una scelta necessaria: «La sicurezza è la precondizione perché la libertà esista». Una posizione che, sottolinea l'ANSA, ha ricevuto le congratulazioni di diversi leader internazionali, tra cui Narendra Modi e il segretario generale della Nato Mark Rutte.

Nel confronto con Roberto Vannacci, invece, la premier evita uno scontro diretto. Senza nominarlo, prende però posizione sul tema del femminicidio, ricordando Lorena Isceri e definendo un'aggravante il fatto che una donna venga uccisa «perché osa essere libera». Sui migranti rivendica inoltre una linea che, a suo dire, sarebbe stata inizialmente considerata estremista in Europa e oggi sarebbe invece imitata da altri Paesi.

La manifestazione, alla quale secondo gli organizzatori hanno partecipato circa 10mila militanti, ha visto gli interventi dei principali alleati di governo. Maurizio Lupi ha rivendicato la «vittoria di democrazia» sulla riforma delle preferenze, Matteo Salvini ha ricordato Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, mentre Antonio Tajani ha ribadito che non esiste un'alternativa al governo di centrodestra.

Un momento più personale ha interrotto per qualche secondo il comizio: Meloni ha risposto al telefono durante il suo intervento e poi si è scusata con il pubblico. «Era mia figlia, ha chiamato tre volte», ha spiegato

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