Roma, perquisizioni in Campidoglio: si indaga sui fondi del Giubileo

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Annachiara Mottola Di Amato
Roma, perquisizioni in Campidoglio: si indaga sui fondi del Giubileo

Link to Al centro dell'indagine ci sarebbe un giro di tangenti che un imprenditore pagava ai pubblici ufficiali per "pilotare" una serie di appalti per lavori di manutenzione delle strade della CapitaleAl centro dell'indagine ci sarebbe un giro di tangenti che un imprenditore pagava ai pubblici ufficiali per "pilotare" una serie di appalti per lavori di manutenzione delle strade della Capitale

I militari della Guardia di Finanza stanno effettuando una serie di perquisizioni negli uffici del dipartimento dei Lavori Pubblici del Comune di Roma in via Petroselli. I controlli rientrano nell'ambito di un'indagine della procura per corruzione, turbativa d'asta e frode in pubbliche forniture nell'ambito di appalti per la manutenzione delle strade che riguarderebbe anche fondi per il Giubileo. Tra gli indagati ci sarebbero anche alcuni funzionari del Comune della Capitale. Oggetto di perquisizioni anche la sede di Astral, società interamente partecipata dalla Regione Lazio.

Sei gli indagati: quattro dipendenti comunali e due poliziotti

Sei le persone che risultano indagate: quattro sono dipendenti del Comune di Roma e due sono agenti della polizia stradale. Come detto, le indagini si concentrano sugli appalti per la manutenzione del manto stradale, settore in cui sarebbero state distribuite tangenti sotto forma di denaro contante e offerte di lavoro. Il presunto corruttore è l’imprenditore Mirco Pellegrini, accusato di aver elargito mazzette e garantito posizioni lavorative ai figli di funzionari del Comune e di Astral, per ottenere vantaggi nella gestione dei contratti pubblici. Di fatto, in questo modo, una serie di appalti pubblici sarebbero stati "pilotati".

Strade riparate con materiali scandenti per tagliare i costi

Stando a quanto emerso fino a questo momento, Mirco Pellegrini controllava di fatto 15 società intestate a prestanome. Secondo l'accusa, guidata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal sostituto Lorenzo Del Giudice, i lavori svolti dalle sue aziende avvenivano al risparmio, tagliando i costi sui materiali bituminosi utilizzati per la manutenzione delle strade. La scelta di questi materiali avrebbe reso le superfici sottili e fragili, contribuendo alla rapida riapertura delle famigerate buche di Roma dopo breve tempo. Una situazione che aveva due effetti: non solo aggravava le condizioni della viabilità cittadina, ma aumentava anche la spesa pubblica per interventi di manutenzione successivi.

Le modalità corruttive

Le modalità corruttive, secondo i magistrati, comprendevano il pagamento di tangenti in contanti e l'offerta di posti di lavoro per i figli dei dipendenti comunali e di Astral. Non solo. Le indagini, infatti, hanno rivelato che l'imprenditore avrebbe mantenuto una sorta di “accordo” con due poliziotti della stradale, che avrebbero consentito ai camion della sua impresa di circolare senza il rischio di sanzioni, anche quando superavano abbondantemente i limiti di peso per il trasporto di materiali edili.

Chi è l'imprenditore indagato e quali sono le accuse contro di lui

L'uomo al centro dell'indagine della procura di Roma è l'imprenditore Mirko Pellegrini, 46 anni, nato a Roma e residente a Frascati. L'imprenditore, secondo quanto si apprende da fonti, avrebbe costituito un'associazione a delinquere del quale è il 'dominus' finalizzata alla commissione di una serie di reati - turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio -, tra l'altro volti ad ottenere appalti per l'asfaltatura stradale da Roma Capitale.

Stando a quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, Pellegrini avrebbe commesso frode nella pubblica fornitura di appalti conclusi con Roma Capitale e altri enti pubblici, non adempiendo dolosamente agli obblighi contrattuali previsti e ponendo in essere espedienti ingannevoli per far apparire l'esecuzione del contratto conforme agli obblighi assunti, con particolare allo spessore del manto di asfalto e alle qualità del materiale impiegato. Inoltre, il 46enne avrebbe dato o promesso utilità ai pubblici ufficiali affinché questi compissero atti contrari ai doveri d'ufficio.

Gare per importi di oltre 100 milioni di euro

In particolare, è stato "possibile rilevare la partecipazione delle società appartenenti al 'gruppo' a numerose procedure di gara per lo più inerenti a lavori di rifacimento del manto stradale, con la conseguente aggiudicazione, che nella maggior parte dei casi hanno avuto quale controparte 'Roma Capitale' per importi di circa 100 milioni di euro". Stando ancora a quanto ipotizzato dalla Guardia di Finanza, le intercettazioni e i successivi accertamenti "hanno consentito di far emergere l’esistenza di un unico disegno criminoso e di un’associazione per delinquere, il cui 'dominus' è risultato Pellegrini".

Acquisiti cellulari e computer dell'imprenditore indagato

All'imprenditore sono stati acquisiti sia i cellulari sia altri dispositivi informatici. "In merito alla perquisizione informatica la polizia giudiziaria procederà alla formazione immediata - si legge nel decreto di perquisizione -, dove possibile, di copia forense dei supporti informatici e cellulari rinvenuti, i cui originali verranno immediatamente restituiti all’indagato". "Solo qualora non dovesse essere possibile ottenere la copia informatica dei dispositivi elettronici o informatici in tempi brevi e comunque tali da poter essere compresi nell’arco temporale delle operazioni di perquisizione", la Finanza "procederà al sequestro dei dispositivi il tempo strettamente necessario alla formazione della copia forense, previo avviso dell’inizio operazioni alla parte e al legale, per poi procedere all’immediata restituzione degli stessi".

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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