Link to Al Congresso del Pse la leader del Pd attacca la premier accusandola di tagli, propaganda e odio. Meloni replica con durezza: «Diffonde falsità all’estero». La Lega e il centrodestra insorgono, Lupi: «Parole gravi e irresponsabili».
Al Congresso del Pse la leader del Pd attacca la premier accusandola di tagli, propaganda e odio. Meloni replica con durezza: «Diffonde falsità all’estero». La Lega e il centrodestra insorgono, Lupi: «Parole gravi e irresponsabili».
Tutto comincia ad Amsterdan dove Schlein, dal palco del Pse, alza il tono contro Roma: “In Italia c’è un’estrema destra al governo che taglia la spesa pubblica, la sanità e la scuola, e blocca il salario minimo. Stanno producendo solo propaganda, odio e polarizzazione”. Poi l’affondo politico e simbolico: “La settimana scorsa Meloni a Firenze ha detto che l’opposizione è peggio di Hamas. La libertà e la democrazia sono a rischio quando l’estrema destra governa”.
Parole esplosive, che attraversano le Alpi e atterrano a Palazzo Chigi come una bomba politica. La risposta della premier non si fa attendere: sui social, Meloni scrive con tono furibondo – e con il consueto stile diretto – “Siamo al puro delirio. Vergogna, Elly Schlein, che vai in giro per il mondo a diffondere falsità e a gettare ombre inaccettabili sulla Nazione che, da parlamentare e leader di partito, dovresti rappresentare e difendere”.
Lo scontro si accende in rete. I sostenitori delle due leader si fronteggiano a colpi di hashtag e meme, mentre i partiti alleati si schierano. La Lega entra subito nella mischia con un post su X che suona come una stilettata: «Ferma condanna per l’attentato contro Ranucci. Ferma condanna per le sciocchezze della Schlein».
A gettare acqua sul fuoco – o forse benzina diplomatica – ci prova Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati: “Le parole della Schlein sono gravi e irresponsabili. Soffiare sul fuoco evocando rischi inesistenti alimenta la sfiducia nelle istituzioni». Poi il richiamo al contesto internazionale: «In un momento in cui servono coesione e responsabilità per ricostruire Gaza e favorire la pace, la segretaria del Pd sceglie la polemica interna”.
Ma il botta e risposta non è solo politico: è un duello di visioni. Da un lato la leader dem che si presenta come paladina delle libertà e dei diritti sociali contro una destra “regressiva e autoritaria”; dall’altro una premier che rivendica stabilità, orgoglio nazionale e un’immagine dell’Italia “che non deve mai essere infangata all’estero”.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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