Sondaggi, il campo largo sale al 43,9%: centrodestra sotto il 41% per la prima volta

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Corinna Pindaro

Sondaggi politici, la Supermedia YouTrend vede il campo largo al 43,9% e il centrodestra al 40,7%. Fratelli d’Italia resta primo partito al 26,6%, cresce il M5S e Futuro Nazionale raggiunge il 7,7%

Sondaggi, il campo largo sale al 43,9%: centrodestra sotto il 41% per la prima volta

Cambiano gli equilibri nei sondaggi politici italiani. La nuova Supermedia YouTrend/AGI fotografa un vantaggio del campo largo sul centrodestra, con una distanza che supera i tre punti percentuali.

La somma di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa raggiunge infatti il 43,9%, in crescita di 0,7 punti rispetto alla precedente rilevazione.

I partiti che compongono l'attuale maggioranza di governo — Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati — scendono invece complessivamente al 40,7%, perdendo 0,4 punti.

È un dato significativo soprattutto perché, secondo la Supermedia, si tratta della prima discesa del centrodestra sotto la soglia del 41% dall'inizio della legislatura.

La rilevazione non è un singolo sondaggio: la Supermedia combina e pondera le intenzioni di voto rilevate da diversi istituti, tenendo conto della consistenza dei campioni, della data delle interviste e dei metodi utilizzati.

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Il ridimensionamento della coalizione non modifica però la posizione di Fratelli d'Italia, che rimane nettamente il primo partito.

La formazione guidata da Giorgia Meloni viene stimata al 26,6%, con una flessione di 0,3 punti.

Alle sue spalle il Partito Democratico sale leggermente al 21,1%, guadagnando un decimo.

Il distacco tra i due principali partiti resta quindi di 5,5 punti percentuali.

Più evidente il movimento del Movimento 5 Stelle, che raggiunge il 12,5%, in aumento di 0,4 punti rispetto alla precedente Supermedia.

Proprio la crescita dei Cinque Stelle contribuisce al miglioramento complessivo del campo largo.

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Continua inoltre a pesare negli equilibri politici la presenza di Futuro Nazionale, la formazione di Roberto Vannacci.

La Supermedia la colloca al 7,7%, con un ulteriore incremento dello 0,1%.

Il dato è particolarmente rilevante perché Futuro Nazionale supera Forza Italia, stimata al 7,4% dopo una flessione di due decimi.

Alleanza Verdi e Sinistra raggiunge invece il 6,4%, mentre la Lega resta al 5,6%.

Il quadro restituisce così una destra più frammentata rispetto all'inizio della legislatura: Fratelli d'Italia conserva un vantaggio molto ampio sui propri alleati, mentre una quota consistente di intenzioni di voto viene intercettata da Futuro Nazionale, che in questa elaborazione non viene conteggiato nella coalizione di governo.

Ed è proprio questa variabile a rendere particolarmente delicata qualsiasi traduzione automatica dei sondaggi in seggi.

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Nel dettaglio, Fratelli d'Italia è al 26,6%, seguito dal Pd al 21,1% e dal M5S al 12,5%.

Futuro Nazionale raggiunge il 7,7%, Forza Italia il 7,4%, Alleanza Verdi e Sinistra il 6,4% e la Lega il 5,6%.

Più indietro troviamo Azione al 3,3%, Italia Viva al 2,3%, +Europa all'1,5% e Noi Moderati all'1,1%.

Rispetto alla Supermedia precedente, le variazioni sono generalmente contenute. Ma sommate tra loro producono un cambiamento più evidente nei rapporti tra le coalizioni.

Il campo largo guadagna complessivamente 0,7 punti, mentre il centrodestra ne perde 0,4.

La distanza teorica tra i due schieramenti arriva così a 3,2 punti percentuali.

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Il dato del 43,9% acquista un peso particolare anche alla luce della nuova legge elettorale.

Secondo il meccanismo descritto nelle analisi sulla riforma, la coalizione che arriva prima e supera il 42% dei voti in entrambe le Camere può accedere a un premio di maggioranza.

È proprio per questo che il 43,9% attribuito al campo largo dalla Supermedia assume un significato politico diverso rispetto a una semplice distanza di qualche punto tra coalizioni.

Ma c'è una cautela essenziale.

Una Supermedia nazionale non permette di stabilire quale sarebbe oggi il risultato di un'elezione. Le intenzioni di voto possono cambiare, le coalizioni effettivamente presentate alle urne potrebbero essere diverse e la trasformazione dei voti in seggi dipende dalle regole elettorali e dalla distribuzione territoriale dei consensi.

Il dato fotografa quindi gli orientamenti rilevati dagli istituti in questa fase, non un risultato elettorale futuro.

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La Supermedia non è inoltre l'unica fotografia disponibile.

Le singole rilevazioni continuano a mostrare differenze anche significative.

Un sondaggio Tecnè del 10 settembre, per esempio, collocava il centrodestra al 42,5% e l'aggregazione di centrosinistra al 42,6%: appena un decimo di differenza, ampiamente all'interno del margine d'errore dichiarato dall'istituto.

La rilevazione SWG condotta tra il 9 e il 14 settembre attribuiva invece a Fratelli d'Italia il 27%, al Pd il 20,9% e al M5S il 12,6%. Futuro Nazionale raggiungeva il 7,9%, mentre Forza Italia era al 6,9% e la Lega al 5,5%.

Le differenze ricordano un punto fondamentale: ogni sondaggio ha un proprio campione e un proprio margine di errore. Spostamenti di pochi decimi non vanno quindi interpretati come cambiamenti certi dell'elettorato.

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La fotografia politica presenta così due tendenze contemporanee.

Da una parte Fratelli d'Italia conserva saldamente il primato individuale, con oltre cinque punti di vantaggio sul Pd.

Dall'altra, quando il confronto viene spostato dai singoli partiti alle possibili coalizioni, il rapporto cambia.

La Supermedia attribuisce oggi al campo largo il 43,9% contro il 40,7% del centrodestra.

La crescita del Movimento 5 Stelle e la tenuta di Pd e AVS rafforzano matematicamente l'aggregazione delle opposizioni. Sul versante opposto pesa invece la presenza autonoma di Futuro Nazionale, che con il 7,7% rappresenta ormai una quota consistente dell'area politica alla destra della maggioranza.

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Ed è proprio Roberto Vannacci a rappresentare uno degli elementi più rilevanti della nuova fase.

Se Futuro Nazionale restasse fuori dal centrodestra, la coalizione composta dagli attuali partiti di maggioranza partirebbe dal 40,7% fotografato dalla Supermedia.

Ma i sondaggi non consentono di dare per scontata la configurazione delle alleanze alle prossime elezioni.

Per questo il 7,7% attribuito a Futuro Nazionale non può essere semplicemente sommato al 40,7% del centrodestra come se esistesse già un'unica coalizione.

Allo stesso modo, il 43,9% del campo largo deriva dalla somma di partiti distinti e presuppone una determinata configurazione politica.

Sono scenari aritmetici utili a leggere i rapporti di forza, non risultati elettorali acquisiti.

Link to La fotografia di settembreLa fotografia di settembre

La Supermedia YouTrend viene elaborata sulla base di sondaggi realizzati da diversi istituti tra il 2 e il 16 settembre, tra cui EMG, Ixè, Noto, Only Numbers, Piepoli, SWG, Tecnè e YouTrend.

La fotografia che ne emerge è comunque chiara.

Fratelli d'Italia resta il primo partito al 26,6%. Il Pd è al 21,1%, il Movimento 5 Stelle al 12,5%. Futuro Nazionale sale al 7,7%.

Ma soprattutto cambia il dato delle coalizioni: il centrodestra scende al 40,7%, mentre la somma dei partiti considerati nel campo largo raggiunge il 43,9%.

Un divario di 3,2 punti che, nella fotografia attuale dei sondaggi, rende molto più serrato il confronto tra i due principali schieramenti politici.

 

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