Verifiche a campione negli aeroporti fino al 7 settembre. Madrid risponde alle misure italiane dopo la crisi migratoria di Ceuta. Bruxelles: «La fiducia tra gli Stati è la risorsa più preziosa»
È ormai scontro aperto tra Spagna e Italia sulla gestione dei controlli alle frontiere. Dalla mezzanotte tra venerdì e sabato la polizia spagnola ha iniziato a effettuare controlli a campione sui passeggeri in arrivo dall’Italia, misura annunciata dal governo di Pedro Sánchez in risposta alla decisione di Roma di sospendere per un mese, dopo la crisi migratoria di Ceuta, l'applicazione di Schengen alle frontiere aeree e marittime con la Spagna.
I controlli resteranno in vigore fino al 7 settembre e riguarderanno una quota compresa tra il 5% e il 15% dei passeggeri, con verifiche dei documenti direttamente allo sbarco. Al momento, secondo quanto riferito, le operazioni si stanno svolgendo senza particolari disagi nei principali aeroporti spagnoli, nonostante i circa 250 voli provenienti dall’Italia.
La Farnesina ha intanto rafforzato l'assistenza dei consolati e degli uffici diplomatici per i cittadini italiani che dovessero incontrare difficoltà durante il viaggio o una volta arrivati in Spagna.
La contrapposizione tra Madrid e Roma arriva dopo giorni di tensione diplomatica e rischia di trasformare una controversia legata alla gestione delle frontiere in un caso politico europeo. Da Bruxelles è arrivato un richiamo alla necessità di preservare la cooperazione tra gli Stati membri: «La fiducia tra gli Stati è la risorsa più preziosa», è stato il messaggio della Commissione europea.
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