Due ex appartenenti ai servizi segreti italiani sono stati arrestati a Roma con l’accusa di aver passato informazioni riservate alla Russia in cambio di denaro. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Ros e coordinata dalla Procura della Capitale, ha portato ai domiciliari due uomini accusati a vario titolo di spionaggio, rivelazione di notizie riservate e accesso abusivo a sistemi informatici.
Secondo gli investigatori, il principale indagato avrebbe raccolto informazioni sensibili attraverso una rete di fonti e le avrebbe consegnate a un presunto appartenente all’intelligence russa in servizio in Italia sotto copertura diplomatica.
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Gli arrestati sono Gavino Raul Piras, indicato come il principale indagato, e Vincenzo Di Pasquale, entrambi ex appartenenti all’intelligence italiana e con un passato nell’Arma dei Carabinieri.
La misura cautelare è stata disposta nell’ambito di un’inchiesta nata da una segnalazione dell’Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna, e sviluppata dal Ros. Oltre ai due arrestati, risultano coinvolti nell’indagine altri cinque soggetti, tra cui quattro militari in servizio che avrebbero avuto un ruolo nella circolazione delle informazioni riservate.
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Al centro dell’indagine ci sarebbero notizie riservate riguardanti la sicurezza nazionale e il comparto della Difesa.
Secondo l’accusa, le informazioni sarebbero state acquisite attraverso rapporti personali, accessi informatici e contatti con soggetti ancora inseriti in ambienti sensibili dello Stato. Gli investigatori stanno ora verificando il livello di classificazione dei documenti e il reale danno provocato dalla loro eventuale trasmissione a soggetti legati a Mosca.
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Uno dei punti più delicati riguarda il destinatario delle informazioni.
Secondo la ricostruzione investigativa, il principale indagato avrebbe avuto contatti con un presunto agente dei servizi russi presente in Italia sotto copertura diplomatica. In cambio delle informazioni, avrebbe ricevuto denaro. Gli incontri e gli scambi sarebbero stati monitorati dagli investigatori, che avrebbero raccolto gravi indizi a carico degli arrestati.
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L’inchiesta ha ricostruito una presunta rete di contatti tra ex appartenenti ai servizi, militari e ambienti collegati all’intelligence russa.
Il lavoro degli investigatori si è concentrato sulla protezione delle informazioni classificate e sulla vulnerabilità delle filiere della Difesa. L’obiettivo è capire se il passaggio di notizie riservate sia stato un episodio isolato o se faccia parte di una più ampia attività di penetrazione informativa da parte di Mosca.
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Duro il commento del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di “tolleranza zero” nei confronti di chi mette a rischio la sicurezza nazionale.
Il caso arriva in un momento di forte tensione tra Russia e Paesi occidentali, con le intelligence europee sempre più attente alle attività di spionaggio, disinformazione e sabotaggio attribuite a Mosca. Per il governo italiano, l’inchiesta conferma la necessità di rafforzare i controlli interni e la protezione delle informazioni sensibili.
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La vicenda colpisce perché coinvolge ex appartenenti agli apparati di sicurezza dello Stato.
Secondo gli inquirenti, proprio la conoscenza delle procedure interne e dei circuiti informativi avrebbe consentito agli indagati di muoversi con maggiore efficacia. È questo l’aspetto che preoccupa di più gli investigatori: la possibilità che figure uscite dai servizi possano sfruttare competenze, relazioni e vecchi contatti per alimentare reti di spionaggio straniere.
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Gli accertamenti proseguono su dispositivi informatici, comunicazioni e flussi di denaro.
Gli investigatori dovranno chiarire quali informazioni siano state effettivamente consegnate, quanto fossero sensibili e se esistano altri soggetti coinvolti. Per ora il quadro resta quello di un’inchiesta ancora aperta, ma già considerata molto delicata per la sicurezza nazionale.
Il caso dei due ex 007 arrestati a Roma riporta così l’Italia al centro della guerra invisibile tra intelligence occidentali e russe. Una partita fatta di contatti riservati, informazioni classificate e tentativi di infiltrazione che, sullo sfondo della guerra in Ucraina, assume un peso politico e strategico sempre più rilevante.
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