Spionaggio per la Russia, le parole del Gip: "Personalità trasgressiva e alta probabilità di nuovi reati"

di

Carlo Longo

Nell'ordinanza che ha disposto gli arresti dei due ex 007 accusati di spionaggio per la Russia, il Gip di Roma parla di una "personalità trasgressiva" e di un'elevata pericolosità sociale. Le motivazioni del provvedimento

Spionaggio per la Russia, le parole del Gip: "Personalità trasgressiva e alta probabilità di nuovi reati"

Sono le motivazioni del giudice per le indagini preliminari a delineare il quadro più severo dell'inchiesta sul presunto spionaggio a favore della Russia che ha portato all'arresto di due ex appartenenti all'Aisi. Nell'ordinanza cautelare, il Gip di Roma Rosamaria De Lellis descrive gli indagati come soggetti caratterizzati da una forte propensione a violare le regole, evidenziando il concreto rischio che possano tornare a commettere reati analoghi qualora ne avessero l'opportunità.

L'inchiesta, coordinata dalla Procura ordinaria e da quella militare di Roma, riguarda i due ex agenti Gavino Raoul Pirase Vincenzo Di Pasquale, accusati di aver passato informazioni riservate a un presunto appartenente ai servizi segreti russi in cambio di denaro.

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Tra i passaggi più significativi dell'ordinanza figura il giudizio espresso nei confronti di Gavino Raoul Piras.

Secondo il Gip, "l'allarmante reiterazione delle condotte illecite" contestate all'ex 007 sarebbe "espressione di una personalità trasgressiva, evidentemente incapace di valutare la gravità di quanto posto in essere". Un'affermazione che il giudice utilizza per motivare la necessità della misura cautelare, ritenendo insufficienti strumenti meno afflittivi.

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Per il giudice il pericolo non riguarda soltanto quanto sarebbe già avvenuto.

Nell'ordinanza si legge infatti che le condotte contestate "appaiono ben lontane dall'essere occasionali" e che esiste "un'alta probabilità, ovvero la quasi certezza", che gli indagati possano commettere nuovamente reati della stessa natura se si presentasse l'occasione. È proprio questa valutazione sulla pericolosità sociale ad aver giustificato l'applicazione della misura cautelare.

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Secondo l'accusa, i due ex appartenenti all'Aisi avrebbero raccolto informazioni attraverso una rete di contatti composta anche da quattro militari ancora in servizio.

Il materiale sarebbe stato successivamente consegnato a un presunto agente dell'intelligence russa operante in Italia sotto copertura diplomatica, dietro pagamento in denaro. Gli investigatori contestano reati che vanno dallo spionaggio politico e militare all'accesso abusivo a sistemi informatici, fino alla rivelazione di informazioni classificate.

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Nelle motivazioni il Gip sottolinea anche la particolare gravità delle informazioni che sarebbero state divulgate.

Secondo il giudice, gli indagati avrebbero trasmesso "con disprezzo" notizie destinate a rimanere riservate, mettendo a rischio interessi strategici dello Stato. L'ordinanza richiama inoltre la posizione di particolare responsabilità ricoperta in passato dai due ex agenti, elemento che rende ancora più grave, secondo l'accusa, l'eventuale tradimento degli obblighi di riservatezza.

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Diversa la posizione della difesa.

L'avvocato di Gavino Raoul Piras sostiene che il suo assistito avrebbe raccolto esclusivamente informazioni provenienti da fonti aperte e che, anche qualora avesse incontrato funzionari stranieri, non avrebbe mai trasmesso documenti coperti da segreto. La difesa contesta quindi l'impianto accusatorio e annuncia battaglia nelle prossime fasi del procedimento.

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L'indagine prosegue con ulteriori approfondimenti sugli eventuali documenti trasmessi e sui contatti intrattenuti con il presunto agente russo.

Al momento le accuse formulate dalla Procura dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario e gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna. Intanto, però, le motivazioni del Gip restituiscono un quadro estremamente severo, nel quale il rischio di reiterazione dei reati e la tutela della sicurezza nazionale hanno avuto un peso decisivo nella scelta di disporre gli arresti.

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