A soli 8 mesi dall'ultima cassa integrazione e dopo diversi stop produttivi dovuti alla carenza dei componenti, Stellantis ha annunciato ai rappresentanti dei lavoratori una nuova cassa integrazione ordinaria nelle carrozzeria di Mirafiori, sulla linea della 500 elettrica e ibrida. La misura scatterà dal 19 al 30 ottobre e interesserà più di mille lavoratori: 934 operai e 140 impiegati.
La decisione, presa dall'azienda dopo una riunione interna fatta per valutare le problematiche dell'impiento, è stata resa nota dalla Direzione delle Carrozzerie alle rappresentanze sindacali dello stabilimento. Le previsione pessimistiche dei sindacati diventano quindi realtà e ora si teme la decisione possa riguardare prossimamente anche altri settori come le Presse.
A commentare la notizia sono stati il segretario generale della Fiom di Torino, Edi Lazzi, e il responsabile della Fiom di Mirafiori, Gianni Mannori, che hanno detto: "Sono passati solo otto mesi da quando la cassa integrazione è cessata in Carrozzeria. Otto mesi comunque intervallati da fermi produttivi settimanali iniziati nel mese di giugno e peraltro con il periodo di ferie che è stato prolungato. Resta il fatto che dopo questo breve perido di lavoro è arrivata la richiesta della cassa integrazione con il completo stop produttivo che rischia di essere il primo di una lunga serie mettendo anche a rischio la conferma dei 400 ragazzi interinali che lavorano in Carrozzeria. Rimarchiamo il fatto che, con questo stop, siamo al diciannovesimo anno consecutivo in cui le lavoratrici e i lavoratori sono collocati in cassa integrazione. Siamo così, per l'ennesima volta nel tunnel della cassa che, come sempre, pagheranno sulla loro pelle le lavoratrici e i lavoratori di Stellantis, ma anche quelli dell'indotto".
"L’annuncio da parte di Stellantis dell’apertura di due settimane di cassa integrazione a fine ottobre per i lavoratori di Mirafiori Carrozzeria è la prova di quanto sia ancora dura la crisi da attraversare e della necessità di allocare nello stabilimento torinese la produzione di un secondo modello, per poter arrivare a una sua stabile saturazione", aggiungono Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto e Luigi Paone, segretario generale della Uilm di Torino. "Le difficoltà che stanno sorgendo - spiegano - sulla linea di produzione della Fiat 500 ibrida, che ricordiamo è stata introdotta proprio su richiesta delle organizzazioni sindacali e affiancata alla produzione della 500 elettrica, non ci impediranno comunque di chiedere a Stellantis un confronto finalizzato alla stabilizzazione dei lavoratori somministrati a Mirafiori e, più in generale nell’area di Torino, che oggi conta oltre 1.100 temporanei. Siamo infine in attesa anche di un incontro su Teksid, che chiarisca i dettagli del piano di investimenti necessario a risolvere i problemi organizzativi e ad accompagnare la salita produttiva, con la auspicata stabilizzazione dei lavoratori somministrati".
"La richiesta di due settimane di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per la fine di ottobre evidenzia primi segnali di difficoltà che avevamo già riscontrato nei mesi precedenti", dicono Ferdinando Uliano, segretario generale Fim Cisl e Stefano Boschini, coordinatore nazionale automotive. "In questa fase – proseguono i sindacalisti – è fondamentale che l'azienda agisca con decisione sul piano della strategia commerciale per sostenere e rafforzare la domanda sia sulla 500 elettrica che sulla versione ibrida. Parallelamente, chiediamo con forza che vengano messi in atto tutti gli sforzi necessari per offrire garanzie e tutela ai circa 400 lavoratori somministrati che sono stati inseriti proprio per consentire la partenza del secondo turno".
Dal lato aziendale, invece, il portavoce di Stellantis dice: "Da oltre un anno e mezzo siamo impegnati a realizzare un ambizioso piano per rafforzare la nostra presenza industriale in Italia, con oltre una ventina di modelli prodotti nel nostro paese ed altri che arriveranno. Ambizioso perché calato in un contesto certamente non favorevole, caratterizzato da un mercato che si è ridotto di un quinto rispetto al pre covid, da una concorrenza extra-UE, forte di condizioni competitive irreplicabili in EU, che riduce ulteriormente lo spazio di mercato dei produttori europei e una grave mancanza di competitività europea, ancora più accentuata in Paesi come il nostro, in particolare sul piano del costo dell’energia”.
Secondo Stellantis, rispetto alle preoccupazioni intorno alla stabilità della produzione torinese è però importante focalizzarsi su un paio di elementi legati al contesto: il prezzo e la competitività”. “Sul fronte della competitività – spiega il portavoce - i prezzi delle produzioni nazionali, nella fattispecie, di Mirafiori, potrebbero essere contenuti grazie a un miglioramento della competitività, a partire da una riduzione del costo dell’energia. Stiamo portando avanti un dialogo con le istituzioni nazionali e locali per chiedere un costo dell’energia allineato a quelli di altri Paesi europei come la Spagna e la Francia, ma ancora – anche a causa del difficile contesto geopolitico – non abbiamo visto alcun beneficio concreto”. Oggi, precisa il portavoce, “un veicolo nuovo costa di più rispetto al passato e questa minore accessibilità ha svantaggiato soprattutto le famiglie del ceto medio e i giovani”.
Stellantis sottolinea poi che, nonostante questa situazione che caratterizzi il settore automotive, “uno dopo l’altro abbiamo messo in sicurezza e rilanciato tutti i nostri stabilimenti, a partire da Mirafiori”. “Alla fine dello scorso anno – aggiunge il portavoce - abbiamo portato la nuova 500 ibrida che ha già consentito di aumentare significativamente la produzione. Nel solo primo semestre di quest’anno, ad esempio, abbiamo prodotto più auto che in tutto il 2025. La nuova 500 non è l’unica iniziativa che abbiamo portato a Mirafiori. Nel Polo torinese – spiega - abbiamo anche avviato – e stiamo già rafforzando – la produzione dei cambi elettrificati e-DCT fondamentali per le motorizzazioni ibride che sono in costante crescita. Abbiamo portato il nostro primo hub di economia circolare e abbiamo realizzato un centro di ricerca all’avanguardia sulle batterie. Dal 2030 poi arriverà la nuova generazione di 500 che rafforzerà ulteriormente lo stabilimento”.
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