Link to Nelle regioni meridionali, la raccolta differenziata è meno efficiente, e i costi della TARI sono più elevati rispetto al Nord e al Centro. La città più cara è Catania, dove le famiglie spendono in media 594 euro, mentre la raccolta differenziata si ferma al 22%, tra i livelli più bassi del Paese. Al contrario, Trento è il capoluogo con la TARI più bassa, pari a 183 euroNelle regioni meridionali, la raccolta differenziata è meno efficiente, e i costi della TARI sono più elevati rispetto al Nord e al Centro. La città più cara è Catania, dove le famiglie spendono in media 594 euro, mentre la raccolta differenziata si ferma al 22%, tra i livelli più bassi del Paese. Al contrario, Trento è il capoluogo con la TARI più bassa, pari a 183 euro
Link to Un’Italia a due velocitàUn’Italia a due velocità
Il rapporto di Cittadinanzattiva mette in evidenza un’Italia divisa. Nelle regioni meridionali, la raccolta differenziata è meno efficiente, e i costi della TARI sono più elevati rispetto al Nord e al Centro. La città più cara è Catania, dove le famiglie spendono in media 594 euro, mentre la raccolta differenziata si ferma al 22%, tra i livelli più bassi del Paese. Al contrario, Trento è il capoluogo con la TARI più bassa, pari a 183 euro, e una gestione dei rifiuti molto più efficiente.A livello regionale, il Trentino-Alto Adige emerge come l’area più economica con una spesa media di 203 euro, mentre la Puglia si posiziona come la più costosa, con 426,50 euro, segnando un aumento del 4% rispetto al 2023. Questi dati confermano che, nelle regioni settentrionali, i costi più contenuti si accompagnano ai livelli più elevati di raccolta differenziata, a differenza del Sud, dove le criticità rimangono più marcate.
Link to Criticità e necessità di interventoCriticità e necessità di intervento
Secondo Tiziana Toto, responsabile nazionale delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, il sistema italiano di gestione dei rifiuti presenta ancora problemi strutturali. La rete di impianti di raccolta e trattamento è inadeguata, e il ricorso alle discariche resta eccessivo. Inoltre, i livelli di recupero delle risorse rimangono insoddisfacenti in molte aree del Paese.Nonostante i progressi nel riciclo di alcune categorie di rifiuti, restano importanti lacune, in particolare nella gestione dei rifiuti tessili e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE). I rifiuti tessili, ad esempio, sono responsabili del 10% delle emissioni globali di gas serra, ma solo l’1% viene correttamente riciclato. In Italia, ogni abitante immette sul mercato 23 chili di prodotti tessili all’anno, ma la raccolta si ferma a soli 2,7 chili per persona.
Link to Le priorità per la transizione ecologicaLe priorità per la transizione ecologica
La gestione dei rifiuti in Italia deve affrontare diverse sfide per favorire una vera economia circolare. È fondamentale ridurre la produzione di rifiuti, concentrandosi su settori critici come il tessile e l’elettronica. Un ruolo centrale deve essere attribuito ai cittadini, il cui coinvolgimento è indispensabile per rendere praticabile una transizione ecologica.Inoltre, l’Italia deve recepire e attuare le normative europee sulla responsabilità estesa del produttore, per incentivare una gestione più sostenibile dei rifiuti a partire dalla fase di produzione.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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