Traffico di migranti, smantellata organizzazione a Crotone

di

Emilia Morelli
Traffico di migranti, smantellata organizzazione a Crotone

Link to L'indagine ha messo in evidenza non solo i costi elevati del viaggio che arrivavano  fino a 15 mila euro ma anche il trattamento disumano ai quali erano sottoposti i migranti, definiti nelle intercettazioni come pecore o piccioni. E' inoltre emerso il ruolo di questa rete che, oltre a operare sul territorio italiano, aveva collegamenti internazionali, coinvolgendo paesi come Turchia, Iraq, Francia e GreciaL'indagine ha messo in evidenza non solo i costi elevati del viaggio che arrivavano  fino a 15 mila euro ma anche il trattamento disumano ai quali erano sottoposti i migranti, definiti nelle intercettazioni come pecore o piccioni. E' inoltre emerso il ruolo di questa rete che, oltre a operare sul territorio italiano, aveva collegamenti internazionali, coinvolgendo paesi come Turchia, Iraq, Francia e Grecia

Durante una conferenza stampa tenutasi a Catanzaro, il procuratore facente funzioni Vincenzo Capomolla ha illustrato i dettagli dell'operazione "Levante", che ha permesso di svelare una complessa organizzazione criminale attiva su più livelli. L'indagine ha evidenziato il ruolo di questa rete che, oltre a operare sul territorio italiano, aveva collegamenti internazionali, coinvolgendo paesi come Turchia, Iraq, Francia e Grecia. Al centro delle loro attività vi era la gestione del traffico di migranti irregolari, in particolare dal Medio Oriente e dall'Asia, sfruttando la disperazione di coloro che cercavano una via di fuga. La base operativa italiana era localizzata a Crotone, in Calabria.

Link to I costi elevati del viaggio e il trattamento dei migrantiI costi elevati del viaggio e il trattamento dei migranti

L'indagine ha rivelato che il costo per attraversare il Mediterraneo variava tra i 7.000 e i 10.000 euro, ai quali si aggiungevano altre spese per il trasporto all'interno del territorio italiano e il passaggio attraverso il confine con la Francia, che poteva raggiungere un totale di 15.000 euro. Oltre ai costi finanziari, i migranti erano soggetti a un trattamento disumano da parte dei trafficanti, che li descrivevano con termini sprezzanti come "pecore" o "piccioni" nelle intercettazioni raccolte dagli investigatori.

Link to Flussi finanziari enormi e sistema HawalaFlussi finanziari enormi e sistema Hawala

Gli enormi flussi di denaro generati dal traffico di migranti venivano gestiti attraverso il sistema Hawala, un metodo di trasferimento di fondi che permette di evitare la tracciabilità del denaro. Tre esercizi commerciali tra Ventimiglia, Roma e Milano, tra cui minimarket e negozi di telefonia, erano al centro delle operazioni di "money transfer" illegale. Le indagini hanno messo in luce profitti ingenti: in una sola intercettazione, il capo dell'organizzazione affermava di aver guadagnato 65.000 euro solo per il trasporto via mare nel 2014.

Link to Il ruolo dell'agenzia di viaggio illegale e i passaporti falsificati per i migrantiIl ruolo dell'agenzia di viaggio illegale e i passaporti falsificati per i migranti

La "cellula" italiana dell'organizzazione era basata a Crotone, e agiva come una vera e propria agenzia di viaggio illegale. Il gruppo sfruttava soprattutto migranti che non richiedevano asilo, presenti nel Cara (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo) di Isola Capo Rizzuto. Una delle risorse principali a disposizione dell'organizzazione erano i passaporti falsi, che venivano acquistati in Turchia e forniti ai migranti a costi che variavano tra i 700 e i 1.500 euro.

Link to Passaporti utilizzati anche da terroristiPassaporti utilizzati anche da terroristi

Nel corso delle intercettazioni è emerso che l'organizzazione aveva accesso a passaporti autentici in bianco, principalmente iracheni, che venivano utilizzati anche da gruppi terroristici. Uno degli indagati discuteva di come fosse in grado di procurare questi documenti, facendo riferimento a contatti con organizzazioni terroristiche attive nella regione. Tale circostanza evidenzia la pericolosità dell'organizzazione non solo per il traffico di esseri umani, ma anche per i potenziali legami con il terrorismo internazionale.

Link to L' organizzazione agiva consapevole dei rischi legaliL' organizzazione agiva consapevole dei rischi legali

Dalle intercettazioni è emerso che l'organizzazione era consapevole dei rischi legali in Italia. Uno dei membri discuteva del rischio di arresto e detenzione, temendo pene fino a tre anni di carcere a causa delle leggi italiane. Durante la conferenza stampa, sia il procuratore Capomolla sia i vertici della Guardia di Finanza hanno sottolineato che, nonostante la complessità dell'operazione, non sono emersi collegamenti con la 'ndrangheta né con il tragico naufragio avvenuto nel febbraio 2023 a Steccati di Cutro.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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