Trump prepara la stretta sulle donne incinte: nel mirino il "turismo della nascita"

di

Emilia Morelli

L'amministrazione Trump valuta nuove restrizioni per impedire l'ingresso negli Stati Uniti alle donne straniere che intendono partorire sul suolo americano. Il piano punta a contrastare il cosiddetto "birth tourism" dopo la sentenza della Corte Suprema sulla cittadinanza per nascita

Trump prepara la stretta sulle donne incinte: nel mirino il "turismo della nascita"

La battaglia di Donald Trump contro la cittadinanza automatica per nascita si sposta dalle aule dei tribunali alle frontiere. Dopo la recente decisione della Corte Suprema che ha confermato la validità del principio dello ius soli previsto dal Quattordicesimo Emendamento, l'amministrazione americana sta valutando nuove misure per contrastare il cosiddetto "birth tourism", la pratica di recarsi negli Stati Uniti durante la gravidanza con l'obiettivo di far nascere il proprio figlio sul territorio americano e consentirgli di ottenere automaticamente la cittadinanza.

Secondo indiscrezioni provenienti da Washington, tra le ipotesi allo studio vi sarebbe anche un forte irrigidimento dei controlli sui visti e sugli ingressi delle donne straniere in stato di gravidanza quando le autorità ritengano che lo scopo principale del viaggio sia proprio il parto negli Stati Uniti.

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A differenza di quanto circolato sui social e in alcune ricostruzioni mediatiche, al momento non esiste un divieto generalizzato per tutte le donne incinte.

L'obiettivo dell'amministrazione Trump sarebbe quello di colpire esclusivamente i casi in cui emergano elementi che facciano ritenere che il viaggio sia finalizzato a ottenere la cittadinanza americana per il neonato. Si tratta di una pratica che Washington considera un abuso del sistema migratorio e che da anni rappresenta uno dei temi centrali della politica sull'immigrazione dell'attuale presidente.

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Il nuovo piano nasce dopo la recente sconfitta incassata davanti alla Corte Suprema.

I giudici hanno infatti respinto il tentativo dell'amministrazione di limitare la cittadinanza automatica per i figli degli immigrati irregolari e dei visitatori temporanei, confermando che il Quattordicesimo Emendamento continua a garantire la cittadinanza a chi nasce sul territorio americano. Una decisione che ha costretto la Casa Bianca a cercare strumenti alternativi per ridurre il fenomeno del "birth tourism".

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Il Dipartimento di Giustizia ha già impartito nuove direttive ai procuratori federali affinché venga data priorità alle indagini sui presunti sistemi organizzati di turismo della nascita.

L'amministrazione intende rafforzare la collaborazione tra il Dipartimento della Sicurezza Interna, il Dipartimento di Stato e le autorità consolari, intensificando i controlli sulle richieste di visto e perseguendo eventuali frodi documentali collegate a questo fenomeno. Le indagini riguarderanno soprattutto le organizzazioni che promuovono pacchetti di viaggio destinati alle future madri straniere.

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Le nuove ipotesi allo studio hanno già provocato dure reazioni.

Secondo associazioni per i diritti civili ed esperti di immigrazione, eventuali restrizioni basate sulla gravidanza potrebbero aprire delicati problemi di tutela della privacy e di discriminazione nei confronti delle donne. Alcuni giuristi sottolineano inoltre che stabilire chi possa entrare nel Paese in base a una presunta intenzione futura potrebbe esporre il governo a nuovi ricorsi giudiziari.

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Per Donald Trump il contrasto al "birth tourism" rappresenta uno dei tasselli della più ampia strategia di riforma dell'immigrazione.

La Casa Bianca sostiene che migliaia di persone sfruttino ogni anno le norme sulla cittadinanza per ottenere benefici permanenti attraverso la nascita di un figlio negli Stati Uniti. Gli studi disponibili, tuttavia, indicano che il fenomeno esiste ma riguarda una quota limitata rispetto al numero complessivo delle nascite registrate nel Paese.

Nelle prossime settimane l'amministrazione potrebbe presentare nuove direttive operative o ulteriori modifiche alle procedure per il rilascio dei visti. Per il momento, però, non è stato introdotto alcun divieto generalizzato nei confronti delle donne incinte: l'attenzione resta concentrata esclusivamente sul contrasto al cosiddetto turismo della nascita.

 

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