Nuova offensiva russa contro il sistema energetico dell'Ucraina. Una serie di attacchi missilistici e con droni ha colpito durante la notte infrastrutture elettriche in sei regioni del Paese, provocando gravi danni agli impianti e lasciando senza corrente oltre mezzo milione di persone.
Tra gli obiettivi raggiunti figura una centrale termoelettrica gestita dal gruppo energetico ucraino Dtek, che ha subito danni tali da rendere necessaria la sospensione della produzione di elettricità.
La notizia è stata comunicata dall'azienda attraverso il proprio canale Telegram e ripresa dall'agenzia di stampa Ukrinform. Non sono stati forniti dettagli sulla localizzazione dell'impianto colpito né sui tempi necessari per ripristinarne l'attività.
L'attacco rappresenta un ulteriore colpo alla rete energetica ucraina, già sottoposta a forti pressioni a causa dei ripetuti bombardamenti russi.
Sei regioni colpite, oltre 500mila cittadini senza elettricità
Secondo quanto riferito dal viceministro ucraino dell'Energia, Artem Nekrasov, le forze russe hanno preso di mira infrastrutture energetiche nelle regioni di Zhytomyr, Volyn, Mykolaiv, Poltava, Khmelnytskyi e Rivne.
Gli attacchi si sono susseguiti tra la notte e la mattinata del 23 ottobre, causando interruzioni della fornitura elettrica su vasta scala.
«Questa notte e questa mattina, la Russia ha continuato i suoi attacchi contro il settore energetico ucraino», ha dichiarato Nekrasov, secondo quanto riportato da Sky News.
Il viceministro ha confermato che le conseguenze dei bombardamenti hanno lasciato senza elettricità più di 500mila cittadini.
Le autorità ucraine stanno valutando l'entità dei danni e le possibilità di ripristinare i collegamenti, mentre il sistema energetico nazionale deve fare i conti con una nuova emergenza.
Il danneggiamento delle centrali e delle reti di distribuzione può avere ripercussioni non soltanto sulle abitazioni, ma anche sulle attività produttive e sui servizi essenziali che dipendono dalla continuità dell'alimentazione elettrica.
Centrale Dtek fuori servizio dopo il bombardamento
Particolarmente pesante il bilancio dei danni registrati in uno degli impianti termoelettrici del gruppo Dtek, tra i principali operatori privati del settore energetico ucraino.
L'azienda ha comunicato che la struttura è stata colpita duramente dalle forze russe e che la produzione di energia è stata interrotta.
La gravità dei danni rende necessario un intervento tecnico prima che l'impianto possa tornare operativo.
Non sono al momento disponibili informazioni precise sulla durata dello stop, né sull'eventuale presenza di vittime o feriti all'interno della centrale.
L'episodio conferma la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche nel conflitto e la difficoltà di garantire una fornitura stabile alla popolazione durante le operazioni militari.
Droni russi su Sumy: due feriti e danni alle infrastrutture civili
La nuova ondata di attacchi ha interessato anche la città di Sumy, nel nord-est dell'Ucraina, dove durante la notte sono stati segnalati bombardamenti condotti con droni.
Secondo il capo dell'amministrazione militare locale, Oleg Hrygorov, diversi velivoli senza pilota hanno raggiunto i loro obiettivi, provocando danni a infrastrutture civili in tre differenti zone della città.
Colpiti anche edifici residenziali nel distretto di Kovpakiv.
Il bilancio iniziale è di almeno due persone ferite, le cui condizioni sono ancora oggetto di valutazione da parte del personale sanitario.
Le autorità hanno attivato i soccorsi e avviato gli accertamenti per verificare l'estensione dei danni.
L'attacco su Sumy si aggiunge così ai bombardamenti contro il sistema energetico, delineando una notte di intensa attività militare in diverse aree dell'Ucraina.
Starlink, Kiev denuncia il permanere delle restrizioni militari
Sul fronte delle comunicazioni satellitari, il governo ucraino segnala che le limitazioni all'utilizzo militare di Starlink sarebbero ancora operative.
A riferirlo è Dmitry Litvin, consigliere del presidente ucraino, intervenuto sulla piattaforma X per commentare le indiscrezioni relative a un contatto tra Donald Trump ed Elon Musk.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Trump avrebbe chiesto al fondatore di SpaceX di rimuovere le restrizioni che interessano la versione militare del sistema satellitare utilizzato in Ucraina.
Litvin ha tuttavia affermato che, dal punto di vista ucraino, non sarebbero stati registrati cambiamenti.
«Vediamo gli stessi limiti, quindi per ora non è cambiato nulla», ha scritto il consigliere presidenziale.
La questione riguarda uno strumento importante per le comunicazioni e il coordinamento operativo delle forze ucraine. Le dichiarazioni di Kiev non chiariscono, tuttavia, se siano previste modifiche successive alle condizioni di utilizzo del servizio.
Arrestato un presunto disertore: per Kiev forniva coordinate ai servizi russi
Intanto, il Servizio di sicurezza dell'Ucraina (Sbu) ha annunciato l'arresto di un uomo sospettato di aver collaborato con i servizi segreti russi fornendo informazioni sulle posizioni militari ucraine.
Secondo la ricostruzione diffusa dall'intelligence di Kiev e riportata da Ukrinform, il sospettato avrebbe abbandonato senza autorizzazione la propria unità militare e successivamente trasmesso all'Fsb coordinate relative a installazioni e strutture logistiche delle forze ucraine.
Tra gli obiettivi individuati vi sarebbero state anche posizioni riconducibili all'unità di droni presso la quale l'uomo aveva prestato servizio.
L'Sbu sostiene che le informazioni raccolte fossero destinate a facilitare attacchi missilistici e aerei russi.
Grazie all'attività di controspionaggio, secondo le autorità ucraine, sarebbe stato possibile evacuare preventivamente oltre cento droni da una zona potenzialmente esposta ai bombardamenti.
Gli investigatori hanno inoltre riferito di aver individuato e fermato il sospettato nei pressi di un deposito considerato strategico nella regione di Kiev.
L'ipotesi del reclutamento prima dell'arruolamento
La vicenda presenta, secondo l'intelligence ucraina, ulteriori elementi di particolare gravità.
L'uomo sarebbe stato reclutato dall'Fsb prima ancora di entrare nelle forze armate ucraine.
In una prima fase avrebbe ricevuto incarichi di osservazione relativi a infrastrutture energetiche e petrolifere nell'Ucraina settentrionale. Successivamente, secondo l'accusa, gli sarebbe stato ordinato di arruolarsi per ottenere accesso a informazioni militari riservate.
Durante la formazione come operatore di droni, il sospettato avrebbe raccolto dati personali riguardanti comandanti e personale del centro di addestramento.
In cambio della collaborazione, i servizi russi gli avrebbero promesso il trasferimento in Russia e l'ottenimento della cittadinanza.
L'uomo si trova attualmente in custodia cautelare senza possibilità di cauzione e rischia, secondo le autorità ucraine, una condanna all'ergastolo con confisca dei beni.
Le accuse si basano sulla ricostruzione degli investigatori ucraini e dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.
Guerra e infrastrutture, una nuova emergenza per la popolazione
La giornata del 23 ottobre evidenzia ancora una volta la molteplicità dei fronti sui quali si sviluppa il conflitto tra Russia e Ucraina.
Da un lato, i bombardamenti contro centrali e reti elettriche compromettono la disponibilità di energia per centinaia di migliaia di cittadini. Dall'altro, gli attacchi con droni contro le città continuano a provocare feriti e danni alle infrastrutture civili.
A queste difficoltà si aggiungono le questioni legate alle comunicazioni satellitari e alla sicurezza delle informazioni militari, elementi sempre più rilevanti nella conduzione delle operazioni belliche.
Per le autorità ucraine, la priorità immediata resta il ripristino della fornitura elettrica nelle sei regioni colpite e la messa in sicurezza delle infrastrutture danneggiate.
Il bilancio delle interruzioni e dei danni potrebbe essere aggiornato nelle prossime ore, mentre proseguono le verifiche tecniche e gli interventi di emergenza.
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