Ucraina, nuova notte di raid russi. Kiev rivendica avanzate nel Donetsk, Mosca avverte sull’uso di Starlink

di

Ennio Bassi

Attacchi con droni sulla capitale e sulla sua regione: le autorità ucraine riferiscono di tre morti e otto feriti nelle ultime 24 ore. Il Cremlino definisce «pericoloso e irresponsabile» un eventuale impiego di Starlink per colpire in profondità il territorio russo. Kallas denuncia possibili nuovi sabotaggi di Mosca in Europa, mentre l’Onu segnala una grave crisi umanitaria a Oleshky

Ucraina, nuova notte di raid russi. Kiev rivendica avanzate nel Donetsk, Mosca avverte sull’uso di Starlink

La guerra in Ucraina torna a concentrarsi su Kiev e sulla sua regione, colpite da una nuova ondata di attacchi russi con droni. Secondo le autorità ucraine, nelle ultime 24 ore nella regione della capitale sono morte tre persone e altre otto sono rimaste ferite, mentre diversi edifici civili e attività produttive avrebbero subito danni.

Il capo dell’amministrazione dell’oblast di Kiev, Timur Tkachenko, ha riferito che sono stati colpiti magazzini ed edifici amministrativi nel distretto di Brovary, un’abitazione, un mercato e alcuni veicoli a Bucha, oltre a strutture produttive e agricole in altre zone della regione. Le autorità ucraine sostengono che gli obiettivi interessati fossero civili.

Secondo l’Aeronautica militare ucraina, nella notte Mosca avrebbe lanciato complessivamente 165 droni d’attacco, tra cui 79 velivoli a reazione. Kiev afferma di averne abbattuti o neutralizzati 112 entro le sette del mattino. Impatti sarebbero stati registrati in 14 località, mentre in altre sette sarebbero caduti frammenti dei droni intercettati.

Da Mosca arriva una versione incentrata invece sugli obiettivi militari e strategici dell’operazione. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver colpito centri logistici e di comunicazione, infrastrutture portuali e imbarcazioni utilizzate dalle forze ucraine. Tra gli obiettivi indicati dal comando russo figurano anche centri dati a Kiev collegati a fornitori di telecomunicazioni e servizi internet.

Il Cremlino ha intanto lanciato un avvertimento sull’eventuale utilizzo della rete satellitare Starlink per operazioni ucraine in profondità sul territorio della Federazione Russa. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito una simile ipotesi «molto dannosa, potenzialmente pericolosa e irresponsabile». Secondo quanto riportato nel testo di partenza, le forze russe avrebbero inoltre bombardato alla periferia di Kiev un centro di elaborazione dati collegato a Starlink, la rete satellitare gestita da SpaceX.

Sul terreno, Kiev rivendica progressi nella regione di Donetsk. Andriy Biletsky, comandante del Terzo Corpo d’armata ucraino, ha annunciato la riconquista degli insediamenti di Nove, Ridkodub e Katerynivka, nell’area di Lyman, nell’ambito dell’operazione denominata “Vivaldi”. Sarebbe stato inoltre ristabilito il controllo sui villaggi di Karpivka e Novomykhailivka. Secondo Biletsky, in questa fase dell’offensiva le forze ucraine avrebbero recuperato complessivamente 51 chilometri quadrati di territorio.

La tensione si estende anche al confronto tra Russia e Unione europea. L’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, ha dichiarato, citando informazioni di intelligence, che Mosca starebbe preparando ulteriori azioni di sabotaggio e attacchi contro le democrazie europee. Secondo Kallas, l’obiettivo sarebbe dividere e intimidire le società europee e ridurne il sostegno all’Ucraina. Si tratta di accuse formulate dalla rappresentante europea sulla base di informazioni dei servizi e riportate nel testo di partenza.

Sul fronte diplomatico, la Turchia continua invece a mantenere aperti i canali con il Cremlino. Una fonte del governo di Ankara ha affermato che non sono esclusi nuovi contatti di alto livello con Mosca per affrontare questioni bilaterali e regionali, compresa la guerra in Ucraina e la sicurezza nel Mar Nero.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nel frattempo sollecitato un maggiore coinvolgimento internazionale, lamentando quella che considera l’assenza di una posizione sufficientemente «ferma e coerente» da parte di Cina, India, Brasile, Sudafrica e, più in generale, di alcuni Paesi del G20 e del Sud globale. Secondo Zelensky, questi Stati dispongono di strumenti di influenza sulla Russia che potrebbero essere utilizzati per favorire un percorso verso la pace.

Parallelamente proseguono i preparativi per un nuovo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. Secondo Kyrilo Budanov, capo di gabinetto dell’ufficio presidenziale ucraino, l’operazione potrebbe concretizzarsi già all’inizio della prossima settimana. Gli scambi di prigionieri restano uno dei pochi ambiti nei quali Mosca e Kiev mantengono forme di cooperazione diretta.

Particolarmente grave, infine, la situazione umanitaria segnalata a Oleshky, cittadina sulla riva sinistra del Dnipro sotto controllo russo dal 2022 e situata di fronte a Kherson. Secondo l’allarme riportato dall’Onu, almeno 1.500 residenti sarebbero rimasti nella città, tra loro una quarantina di bambini secondo fonti ucraine. La popolazione deve fare i conti con gravi carenze di cibo, acqua, gas, elettricità e assistenza sanitaria.

L’ultimo negozio di alimentari avrebbe chiuso a gennaio e gli ultimi rifornimenti risalirebbero alla fine di maggio. Anche l’ospedale locale, rimasto a lungo uno degli ultimi punti di riferimento per la popolazione, sarebbe ormai privo di medicinali e carburante sufficiente per i generatori e avrebbe iniziato a rifiutare nuovi pazienti.

Mentre combattimenti e raid proseguono, il quadro resta dunque segnato da tre fronti paralleli: la pressione militare sul terreno, il confronto politico e diplomatico internazionale e un’emergenza umanitaria che continua a colpire la popolazione civile nelle aree più direttamente coinvolte dalla guerra.

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