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Palazzo Chigi si confronta su due fronti: le crescenti tensioni all'interno della maggioranza e le complesse decisioni di politica estera legate al conflitto in Ucraina. In un vertice, la premier Giorgia Meloni ha riunito i suoi vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani (in collegamento da Trieste), insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, per cercare di smorzare le polemiche interne e definire la linea italiana in vista del summit convocato dal presidente francese Emmanuel Macron.
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La maggioranza di governo appare sempre più divisa. Le tensioni tra la Lega e Forza Italia sono ormai all’ordine del giorno, con scambi di accuse e prese di posizione contrastanti. L’ultima scintilla è stata la telefonata tra Salvini e il vicepresidente americano JD Vance, che ha irritato la Farnesina perché avvenuta senza previa comunicazione. A rendere ancora più tesi i rapporti, le dichiarazioni del vicesegretario leghista Claudio Durigon, che ha descritto Tajani come “in difficoltà” nella gestione delle relazioni con gli Stati Uniti, suggerendo che il sostegno della Lega sia indispensabile.
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Di fronte a una maggioranza sempre più frammentata, Meloni a Palazzo Chigi ha lanciato un appello alla coesione: “Evitiamo le liti, anche perché così offriamo il fianco alle opposizioni”. Il rischio di una crisi di governo, evocato dall’opposizione dopo le dichiarazioni di Durigon, ha reso necessario un chiarimento tra i leader del centrodestra.
Sul piano della politica estera, almeno, sembra esserci una linea comune: parlare di un intervento militare italiano in Ucraina è prematuro. La posizione condivisa è che l’Italia potrebbe considerare l’invio di truppe solo sotto l’egida delle Nazioni Unite e nell’ambito di una forza multinazionale più ampia, non esclusivamente occidentale o europea.
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In vista del summit convocato da Macron, il governo italiano si prepara a sostenere una strategia basata sulla sicurezza europea e il rispetto del diritto internazionale. Tajani ha ribadito che l’unica condizione per l’invio di truppe è una missione ufficiale delle Nazioni Unite, sottolineando il sostegno all’Ucraina senza derogare ai principi di pace e sicurezza internazionale.
Dopo il vertice, Palazzo Chigi ha diffuso un comunicato per chiarire la posizione del governo: “Non sono previste truppe italiane sul terreno”, ma si sta valutando un possibile coinvolgimento delle Nazioni Unite per monitorare l’eventuale cessate il fuoco. Il comunicato ha inoltre riaffermato l’impegno dell’Italia a collaborare con gli alleati europei e gli Stati Uniti per garantire la sicurezza dell’Ucraina attraverso un modello di difesa ispirato all’articolo 5 del Trattato di Washington.
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