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Link to Dallo Stadio di San Siro alle Dolomiti, la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali è stata un racconto corale di sport, cultura, pace e identità nazionale. Un evento spettacolare e misurato insieme, capace di mostrare al mondo il volto migliore dell’Italia: quello che sa unire tradizione e innovazione, bellezza e responsabilità, emozione e visione. Il discorso sentito di Giovanni Malagò, la dichiarazione di apertura del Presidente Sergio Mattarella. Con la Premier Giorgia Meloni, in tribuna anche il Vice presidente degli Stati Uniti J.D. Vance. Invocata più volta la pace nel mondoDallo Stadio di San Siro alle Dolomiti, la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali è stata un racconto corale di sport, cultura, pace e identità nazionale. Un evento spettacolare e misurato insieme, capace di mostrare al mondo il volto migliore dell’Italia: quello che sa unire tradizione e innovazione, bellezza e responsabilità, emozione e visione. Il discorso sentito di Giovanni Malagò, la dichiarazione di apertura del Presidente Sergio Mattarella. Con la Premier Giorgia Meloni, in tribuna anche il Vice presidente degli Stati Uniti J.D. Vance. Invocata più volta la pace nel mondo
di Ennio Bassi
[caption id="attachment_83030" align="alignright" width="157"] Sergio Mattarella[/caption]
[caption id="attachment_83028" align="alignleft" width="207"] Coventry e Malagò[/caption]
Sessantasettemila spettatori sugli spalti di San Siro, milioni davanti agli schermi di tutto il mondo, e un’Italia che, per una sera, si è raccontata senza retorica ma con orgoglio, con il Presidente della Fondazione organizzatrice dei Giochi Giovanni Malagò ed il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a fare da padroni di casa. La cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 è stata molto più di uno spettacolo: è stata una dichiarazione di identità, una celebrazione dello spirito olimpico e, insieme, del Sistema Italia nella sua forma più armonica. Il tutto sotto lo sguardo felice della Premier Giorgia Meloni, che in tribuna era con il Vice presidente degli Stati Uniti J.D. Vance e leader provenienti da tutto il mondo. Una cerimonia bellissima, di grande fascino e perfettamente riuscita grazie alla sapiente regia di Marco Balich, durante la quale più volte e stata evocata e auspicata la pace nel mondo.
Link to Tedofori d'eccellenza hanno accompagnato la fiamma olimpicaTedofori d'eccellenza hanno accompagnato la fiamma olimpica
[caption id="attachment_83044" align="alignright" width="300"]Dopo un viaggio in tutta Italia, la fiamma Olimpica era arrivata a Milano, dove tra gli altri l'hanno accolta Stefano Lucchini e Roberto Bolle, in rappresentanza del mondo della finanza e della cultura. L’apertura della serata è invece affidata alla danza pura e simbolica di Claudio Coviello e Antonella Albano, ballerini del Teatro alla Scala, che incarnano Amore e Psiche. Un inizio che sceglie il linguaggio universale del corpo per raccontare passione e razionalità, emozione e misura. Subito dopo entra in scena Matilda De Angelis, elegante e magnetica, che con la bacchetta da direttrice d’orchestra “guida” idealmente la cerimonia, circondata dai volti dei grandi compositori italiani: un omaggio alla tradizione culturale che ha reso l’Italia riconoscibile nel mondo.
La creatività italiana prende forma nell’omaggio a Raffaella Carrà, simbolo pop di libertà e leggerezza, e nella celebrazione della moda con Giorgio Armani, mentre Vittoria Ceretti porta in campo la bandiera italiana consegnandola ai corazzieri. Laura Pausini canta l’inno di Mameli con sobrietà e intensità, seguita da Pierfrancesco Favino, che declama L’Infinito di Leopardi, ricordando come l’orizzonte, nello sport come nella vita, sia sempre qualcosa da superare.
Il racconto musicale si apre al mondo con Mariah Carey, che omaggia Domenico Modugno cantando Nel blu dipinto di blu in italiano, e si sviluppa in un viaggio lungo cento anni di Olimpiadi Invernali grazie a Sabrina Impacciatore, tra immagini d’archivio, musical e contaminazioni sonore che vanno da Celentano all’elettronica di Mace. A spiegare, con ironia e intelligenza, la gestualità italiana al pubblico internazionale è Brenda Lodigiani, ispirata all’opera di Bruno Munari.
[caption id="attachment_83040" align="alignleft" width="170"] Gustav Thoeni[/caption]
La sfilata delle delegazioni inizia, come da tradizione, con la Grecia. Scorrono Paesi grandi e piccoli, storie lontane e vicine: il debutto olimpico del Benin, gli abiti tradizionali dell’Arabia Saudita, la Mongolia in costume ispirato all’epoca di Gengis Khan, il portabandiera solitario del Madagascar, gli applausi per Brasile, Canada, Cina, Giappone che sfila con doppia bandiera. Emozione e rispetto accompagnano l’ingresso della delegazione dell’Ucraina. Non mancano momenti di tensione, con fischi per alcune delegazioni e personalità politiche, a ricordare che lo sport vive dentro il mondo reale, non fuori.
Il boato più grande è per l’Italia. A San Siro sfilano i 146 atleti guidati da Arianna Fontana e Federico Pellegrino; a Cortina Federica Brignone, portabandiera insieme ad Amos Mosaner, sfila sulle sue spalle. Un’immagine potente di squadra, sacrificio e orgoglio.
Prima dell’ingresso ufficiale, un prologo destinato a restare nella memoria: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriva a San Siro a bordo di un tram, guidato da Valentino Rossi. Un viaggio notturno attraverso Milano, tra cittadini, musicisti della Scala, atleti e bambini. Un racconto low profile, umano, che restituisce l’idea di una Repubblica vicina e condivisa.
Link to Il Presidente Mattarella dichiara aperti i GiochiIl Presidente Mattarella dichiara aperti i Giochi
[caption id="attachment_83038" align="alignright" width="223"]A San Siro, Mattarella dichiara ufficialmente aperti i Giochi. Prima di lui parlano Giovanni Malagò, che promette un’Olimpiade “con spirito italiano”, fondata sulla bellezza come responsabilità, e la presidente del CIO Kirsty Coventry, che invita a vivere i Giochi come celebrazione di ciò che unisce l’umanità. Un messaggio rafforzato dal video del segretario generale dell’Onu António Guterres e dalle parole della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
La pace diventa tema centrale con Ghali, che recita Rodari in tre lingue mentre i ballerini disegnano una colomba, e con Charlize Theron, ambasciatrice Onu, che porta un messaggio ispirato a Nelson Mandela. L’ingresso della bandiera olimpica è affidato a otto portabandiera simbolo dei valori olimpici: Tadatoshi Akiba, Rebeca Andrade, Maryam Bukar Hassan, Eliud Kipchoge, Cindy Ngamba, Pita Taufatofua, Nicolò Govoni, Filippo Grandi; a Cortina sfilano Franco Nones e Martina Valcepina. L’inno olimpico è eseguito da Lang Lang e Cecilia Bartoli, accompagnati dal coro di voci bianche della Scala.
Il finale è affidato al fuoco. Beppe Bergomi e Franco Baresi, accompagnati dalla voce di Andrea Bocelli sulle note di Nessun Dorma, avviano la staffetta che conduce all’accensione dei bracieri. Enrico Fabris passa la torcia a Alberto Tomba e Deborah Compagnoni all’Arco della Pace, mentre a Cortina l’onore spetta a Sofia Goggia. Poco prima, Samantha Cristoforetti accompagna una bambina verso il braciere-sole, unendo spazio, futuro e immaginazione.
Quando la fiamma si accende, a Milano e Cortina insieme, l’Italia mostra il suo volto migliore: quello che sa fare sistema, unire territori, linguaggi e generazioni. È questa la vera vittoria della serata inaugurale: aver dimostrato che lo spirito olimpico non è solo competizione, ma racconto condiviso, responsabilità e visione. Un inizio all’altezza dei Giochi che verranno.
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