Un nuovo titolo si aggiunge al Concorso della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026. Si tratta di “Naza”, il nuovo documentario firmato da Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi che avevano realizzato No Other Land, premiato con l’Oscar nel 2025.
L’ingresso di Naza nel programma rafforza ulteriormente la presenza del cinema politico e documentario in un’edizione che, sotto la direzione di Alberto Barbera, sembra voler leggere il presente attraverso conflitti, memoria, identità e trasformazioni sociali.
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Naza sarà presentato in Sala Grande al Palazzo del Cinema il 10 settembre alle 17.15.
Alla proiezione sono annunciati i registi, i produttori, alcuni giornalisti del Guardian e la delegazione ufficiale del film.
Per Abraham e Szor si tratta della prima partecipazione al Concorso veneziano. I due si aggiungono a una nutrita pattuglia di registi alla loro prima volta in gara, tra cui Casey Affleck, Alì Asgari, Danny Boyle, May el-Toukhy, Cédric Kahn, Ilya Khrzhanovsky, Lance Oppenheim, Nicolas Pariser e Paolo Strippoli.
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La sinossi del film chiarisce subito l’impostazione dell’opera.
Secondo la presentazione ufficiale, Naza è stato girato di notte sui tetti di Tel Aviv e intende mostrare nel dettaglio i sistemi che, secondo il film, stanno alla base dell’uccisione di civili palestinesi nella Striscia di Gaza.
Si tratta dunque di un’opera fortemente politica, destinata con ogni probabilità a generare dibattito anche fuori dalle sale del Lido.
La scelta di affidare il racconto a due registi già coinvolti in No Other Land rafforza la continuità con un cinema che negli ultimi anni ha cercato di raccontare il conflitto israelo-palestinese attraverso testimonianze dirette, immagini di realtà e una prospettiva apertamente critica.
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Il nome di Yuval Abraham è già noto al pubblico internazionale soprattutto per No Other Land, documentario realizzato insieme a Basel Adra, Hamdan Ballal e Rachel Szor.
Quel film aveva raccontato la vita dei palestinesi di Masafer Yatta e le demolizioni delle abitazioni nella Cisgiordania occupata, attirando grande attenzione internazionale fino alla vittoria dell’Oscar 2025 come miglior documentario.
Con Naza, Abraham e Szor spostano il fuoco del racconto su Gaza e sui meccanismi militari legati alla guerra.
La presenza del film in concorso a Venezia conferma così una tendenza ormai evidente: il documentario politico non è più confinato alle sezioni collaterali, ma occupa sempre più spesso il centro delle grandi competizioni internazionali.
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La selezione di Venezia 83 appare particolarmente eterogenea. Barbera ha costruito un programma che mette insieme maestri affermati, opere prime, cinema d’autore, documentari politici e titoli capaci di attraversare temi molto diversi.
Sul Lido arriveranno film dedicati al potere dei media, alle guerre, alle migrazioni, all’intelligenza artificiale, alla famiglia e alle nuove generazioni. Un programma che sembra voler evitare una linea unica e preferisce affidarsi alla pluralità delle forme e delle contraddizioni.
Tra i ritorni più attesi c’è quello di Nanni Moretti, nuovamente in concorso con Succederà questa notte.
Barbera ha ricordato come Moretti mancasse da Venezia dal 1989, quando Palombella rossa non fu selezionato dalla Mostra ufficiale e venne accolto dalla Settimana della Critica. In concorso, il regista romano mancava addirittura dal 1981, anno del Leone d’argento per Sogni d’oro.
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