Sono due i cittadini italiani che risultano dispersi nelle alluvioni e nelle frane che hanno devastato il Nepal. La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi, sta verificando la loro presenza e le loro condizioni con le autorità locali, il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e i tour operator. Finora sono stati contattati circa 130 connazionali segnalati nell’area colpita.
Il bilancio della tragedia continua intanto a salire: secondo la polizia locale, citata dalla Bbc, le vittime sono ormai 332. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono nelle zone maggiormente colpite, mentre centinaia di persone risultano ancora irreperibili. L’emergenza interessa anche l’area al confine con il Tibet. In territorio cinese le autorità stanno monitorando un lago di sbarramento naturale formatosi dopo una frana, per il rischio che possa cedere o essere superato dall’acqua, provocando una nuova piena nelle aree a valle.
La comunità internazionale ha annunciato l'invio di aiuti. Il Regno Unito ha stanziato 5 milioni di sterline e offerto l’invio di squadre di soccorso, mentre gli Stati Uniti hanno destinato 500.000 dollari per fornire rifugi, beni di prima necessità e servizi idrici e igienico-sanitari alle comunità colpite.
Anche Papa Leone ha espresso il proprio cordoglio per le vittime. In un telegramma firmato dal cardinale Pietro Parolin, il Pontefice ha assicurato la propria vicinanza spirituale alle persone colpite dalla tragedia e ha rivolto una preghiera anche agli operatori impegnati nei soccorsi. Secondo le prime ricostruzioni dell’US Geological Survey, la catastrofe sarebbe stata provocata dal crollo di un ghiacciaio, che avrebbe
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