Volkswagen si prepara a una delle più grandi riorganizzazioni della sua storia recente. Secondo le anticipazioni del settimanale tedesco Der Spiegel, il gruppo automobilistico avrebbe elaborato un piano di revisione industriale che prevede la possibile chiusura di quattro stabilimenti in Germania a partire dal 2031.
L’obiettivo della casa di Wolfsburg sarebbe quello di ridurre i costi di produzione, aumentare l’efficienza e affrontare le difficoltà che stanno attraversando il comparto automobilistico europeo, segnato dalla trasformazione verso l’elettrico e da una crescente competizione internazionale.
Secondo le indiscrezioni, il primo impatto riguarderebbe gli stabilimenti di Zwickau ed Emden, siti che negli ultimi anni erano stati individuati come punti strategici per la produzione di veicoli elettrici del gruppo. La cessazione delle attività dovrebbe avvenire progressivamente nei prossimi anni. Successivamente toccherebbe allo stabilimento di Hannover, la cui chiusura sarebbe prevista per il 2032, mentre nel 2034 potrebbe terminare la produzione a Neckarsulm, impianto storico collegato anche al marchio Audi.
Nei quattro stabilimenti coinvolti lavorano complessivamente circa 40 mila persone, anche se il destino dei dipendenti potrebbe dipendere dalle modalità con cui verrà attuato il piano e dagli eventuali accordi con i rappresentanti dei lavoratori.
La ristrutturazione rientrerebbe nella strategia del amministratore delegato Oliver Blume, chiamato a intervenire su una fase particolarmente complessa per il gruppo. Volkswagen deve infatti confrontarsi con margini sotto pressione, costi energetici elevati, investimenti ingenti nella mobilità elettrica e una competizione sempre più forte da parte dei produttori cinesi.
Oltre alla possibile chiusura degli impianti, il gruppo starebbe valutando anche una riduzione significativa dell’organico. L’obiettivo indicato sarebbe una diminuzione fino a 50 mila posti di lavoro entro il 2030 attraverso un insieme di misure che comprenderebbero pensionamenti anticipati, uscite volontarie e programmi di efficientamento.
La casa automobilistica tedesca aveva già annunciato nei mesi scorsi la necessità di un contenimento dei costi e di una maggiore flessibilità produttiva. La situazione riflette una trasformazione più ampia dell’intero settore automobilistico europeo, che deve bilanciare la transizione ecologica con la necessità di mantenere competitività in un mercato globale sempre più aggressivo.
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