Abdul El-Sayed ha vinto la corsa al Senato in Michigan, battendo il repubblicano Mike Rogers e mantenendo ai democratici un seggio cruciale. Quando entrerà in carica a gennaio, sarà il primo musulmano a sedere al Senato degli Stati Uniti. Una vittoria storica, al termine di una delle competizioni più dure e costose delle elezioni di metà mandato.
Medico ed ex dirigente della sanità pubblica, El-Sayed ha condotto una campagna progressista, puntando su sanità accessibile, costo della vita e riduzione dell’influenza del denaro in politica. Ha inoltre legato l'immagine di Rogers, il suo competitor, al presidente Donald Trump, criticandone le strategie economiche e la gestione della guerra in Iran.
La politica di Israele è stata uno dei temi più divisivi della campagna. El-Sayed ha criticato duramente il governo israeliano e sostenuto che gli Stati Uniti dovrebbero interrompere gli aiuti militari al Paese. Le sue posizioni, ricorda il New York Times, hanno incontrato l’opposizione anche di una parte dell’elettorato democratico. La deputata moderata Haley Stevens, sconfitta da lui alle primarie, gli ha ritirato il sostegno negli ultimi giorni e ha appoggiato Rogers. Una decisione che ha provocato forti reazioni tra i Dem, ma non ha fermato la corsa di El-Sayed.
Anche la sua fede è stata al centro degli attacchi repubblicani. Durante la campagna, Rogers ha messo in dubbio la sua lealtà agli Stati Uniti e Donald Trump lo ha definito "jihadista". El-Sayed ha respinto le accuse, mentre i suoi sostenitori le hanno denunciate come islamofobe.
Il suo primato riguarda il Senato, non il Congresso nel suo complesso: il primo musulmano eletto alla Camera dei rappresentanti fu Keith Ellison, nel 2006. La sua vittoria rafforza i democratici in uno Stato cruciale e porta aa Washington una voce progressista che promette di intervenire nel dibattito su sanità e politica estera.
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