Midterm. Il presidente sconfitto alla Camera e al Senato. L'onda dei Dem sull'America

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Redazione

Il voto rappresenta una dura battuta d’arresto per il presidente Donald Trump e per i repubblicani, e apre la strada a un’intensa attività di controllo sull’amministrazione. Il presidente ha accettato il risultato ma ha evocato il suo potere di veto

Midterm. Il presidente sconfitto alla Camera e al Senato. L'onda dei Dem sull'America

Le elezioni americane  di midterm  si sono trasformate in una netta vittoria democratica. Il partito ha conquistato il controllo della Camera e del Senato, in una pesante sconfitta per i repubblicani e per Donald Trump, che aveva fatto della campagna elettorale un banco di prova della propria presidenza. Alla Camera i democratici si avviano a ottenere un’ampia maggioranza. Hakeem Jeffries potrebbe diventare il primo afroamericano a ricoprire la carica di speaker.

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Il ribaltone più significativo si è avuto al Senato, dove i democratici hanno vinto in diversi Stati tradizionalmente repubblicani. Il primo risultato di rilievo è stata l’elezione di Roy Cooper in North Carolina. In South Carolina, dopo 28 anni di dominio repubblicano, Annie Andrews ha sconfitto Darline Graham, sorella del senatore Lindsey Graham, scomparso a luglio.

In Texas, James Talarico ha battuto Ken Paxton con quasi 20 punti di distacco. In Kansas, Adam Hamilton ha conquistato un seggio democratico dopo 94 anni. In Ohio, Sherrod Brown ha sconfitto Jon Husted. Le vittorie di Josh Turek in Iowa e Troy Jackson in Maine hanno consolidato la maggioranza democratica al Senato.

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Dopo il voto, Trump ha cercato di prendere le distanze dalla sconfitta. Ha sostenuto che, se fosse stato lui stesso candidato, i repubblicani avrebbero ottenuto una vittoria schiacciante. Si è detto sorpreso dal risultato, nonostante i comizi affollati e l’entusiasmo dei sostenitori. Il presidente ha riconosciuto che il costo della benzina e le conseguenze a breve termine delle sue politiche sull’Iran potrebbero aver influito sulle scelte degli elettori e in alcune interviste si è detto disposto ad accettare il risultato e a collaborare con i democratici, dichiarando di voler trovare un’intesa, soprattutto sull’immigrazione.

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Trump ha anche evocato il ricorso al veto presidenziale per bloccare le iniziative legislative dei democratici. Ha ricordato di avere il potere di respingere le leggi, ma ha aggiunto di non voler trascorrere i prossimi due anni ponendo il veto a ogni proposta e di essere pronto a cercare accordi. I suoi messaggi, però, sono apparsi contrastanti: mentre parlava di collaborazione, ha pubblicato su Truth Social la fotografia di un cappello rosso con la scritta “VETO”. Con i democratici alla guida di entrambe le Camere, l’amministrazione Trump dovrà affrontare un’intensa attività di controllo parlamentare e potrebbe incontrare maggiori difficoltà nel portare avanti la propria agenda.

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