Apple ha citato in giudizio OpenAI accusandola di aver sottratto segreti commerciali e informazioni riservate per sviluppare i propri dispositivi hardware destinati ai consumatori. La causa apre uno scontro senza precedenti tra due aziende che negli ultimi anni hanno collaborato, anche grazie all'integrazione di ChatGPT nell'ecosistema iPhone.
Nell'azione legale, Cupertino sostiene che OpenAI, attraverso l'ex vicepresidente del design dei prodotti Apple Tang Tan, oggi responsabile hardware della società guidata da Sam Altman, avrebbe acquisito in modo illecito tecnologie e dati riservati. Secondo Apple, alcuni dipendenti impegnati nei colloqui di assunzione con OpenAI sarebbero stati invitati a presentarsi con componenti e prototipi dei prodotti sviluppati a Cupertino.
Apple chiede che OpenAI interrompa immediatamente l'utilizzo delle informazioni contestate, distrugga tutto il materiale ottenuto e riprogetti i futuri dispositivi eliminando qualsiasi tecnologia derivata dai presunti segreti industriali sottratti. L'azienda ha inoltre richiesto un processo con giuria.
OpenAI respinge con decisione le accuse. «Non abbiamo alcun interesse nei segreti commerciali di altre società», ha dichiarato l'azienda, definendo infondate le contestazioni.
La vicenda segna una brusca inversione nei rapporti tra le due società. Dopo l'accordo del 2024 che ha portato ChatGPT sui dispositivi Apple, i rapporti si sono progressivamente deteriorati, soprattutto in seguito all'acquisizione da parte di OpenAI della startup io, fondata dall'ex capo del design di Apple Jony Ive, per 6,5 miliardi di dollari. L'operazione ha dato impulso ai progetti hardware della società di Altman, che oggi impiega anche centinaia di ex dipendenti Apple.
La causa rappresenta un nuovo fronte giudiziario per OpenAI, già impegnata in altre dispute legali, e arriva in un momento delicato, mentre la società punta alla quotazione in Borsa entro la fine dell'anno.
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