Si alza il livello dello scontro tra Germania e Russia. Il governo di Friedrich Merz ha accusato direttamente Mosca di essere responsabile del fallito attacco con droni ed esplosivo all’aeroporto cargo di Lipsia, definendolo un «atto di guerra ibrida sul suolo tedesco».
A puntare il dito contro il Cremlino sono stati i ministri dell’Interno Alexander Dobrindt e degli Esteri Johann Wadephul. Secondo le indagini della polizia e le informazioni raccolte dai servizi di intelligence, ci sarebbero elementi sufficienti per attribuire alla Russia la responsabilità dell’operazione.
L’episodio risale al 4 agosto e si sarebbe sviluppato in tre fasi. In un primo momento è stato trovato un drone con materiale esplosivo vicino a un Antonov ucraino, in un aeroporto che rappresenta un importante snodo per i rifornimenti destinati a Kiev. Dopo la riapertura dello scalo, un secondo drone avrebbe colpito un cargo della Dhl, senza provocare danni. Dieci giorni più tardi è stato individuato un terzo drone, insieme ad altro esplosivo militare, il RDX.
Secondo Dobrindt, la configurazione dei droni, i componenti tecnologici, i sistemi di detonazione e gli esplosivi presenterebbero caratteristiche già riscontrate in precedenti operazioni attribuite ai servizi russi. Gli esecutori materiali sarebbero invece «agenti di basso livello», cittadini comuni reclutati online e utilizzati per attività di sabotaggio, propaganda e spionaggio.
Berlino ha annunciato una serie di contromisure. Tra queste, la chiusura del consolato generale russo di Bonn e della Casa della Cultura russa a Berlino, l'inasprimento dei controlli sui cittadini russi e un rafforzamento delle pressioni sulla cosiddetta «flotta ombra» utilizzata da Mosca per trasportare petrolio aggirando le sanzioni.
«Il governo tedesco agirà contro la Russia in quanto responsabile dell’attacco ibrido», ha dichiarato Wadephul, sottolineando che Berlino intende rendere più difficile la realizzazione di nuove operazioni sul territorio tedesco ed europeo.
Mosca respinge tutte le accuse e definisce infondate le ricostruzioni tedesche, accusando a sua volta Berlino di «sponsorizzare il terrorismo» attraverso il sostegno militare all’Ucraina.
La Germania ha coordinato la propria reazione con gli alleati della Nato e con i partner europei. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha parlato di «prove inequivocabili» e avvertito che i tentativi russi di intimidire l'Alleanza «falliranno». La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso solidarietà al cancelliere Merz.
Anche la premier italiana Giorgia Meloni ha assicurato il sostegno dell’Italia: «Siamo in piena solidarietà con la Germania dopo l’attacco ibrido russo a Lipsia. La sicurezza dei nostri Alleati è la sicurezza di tutti noi».
L'accusa di Berlino segna un passaggio delicato nei rapporti con Mosca. Dopo anni di guerra in Ucraina, la Germania riconosce apertamente che il confronto con la Russia non riguarda più soltanto il campo di battaglia, ma coinvolge direttamente il territorio europeo attraverso sabotaggi, operazioni clandestine e attacchi con droni. Una nuova dimensione della guerra ibrida destinata, secondo Berlino, a rappresentare una minaccia crescente per la sicurezza europea.
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