Bollette gas, stangata a ottobre: aumento del 9,1%, quasi 2.000 euro l'anno per le famiglie vulnerabili

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Carlo Longo

Bollette gas, Arera annuncia un aumento del 9,1% a ottobre 2026. Per i clienti vulnerabili la spesa annua sfiora i 2.000 euro. Le richieste al governo

Bollette gas, stangata a ottobre: aumento del 9,1%, quasi 2.000 euro l'anno per le famiglie vulnerabili

Nuova impennata delle bollette del gas in Italia. A ottobre 2026 il costo complessivo per i clienti domestici vulnerabili è aumentato del 9,1% rispetto a settembre, segnando un ulteriore aggravio per milioni di famiglie proprio mentre si avvicina la stagione invernale. A comunicarlo è Arera, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, che ha aggiornato le condizioni economiche del servizio di tutela della vulnerabilità.

Il rincaro interessa direttamente circa 2,3 milioni di utenti e riflette l'aumento delle quotazioni del gas sui mercati all'ingrosso. A pesare sono soprattutto le tensioni geopolitiche internazionali, che continuano a influenzare il mercato energetico europeo e a rendere più oneroso l'approvvigionamento della materia prima.

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Secondo i dati diffusi dall'Autorità il 3 novembre, il prezzo della sola materia prima gas ha raggiunto 88,36 euro al megawattora, equivalenti a circa 0,945 euro al metro cubo standard.

Considerando tutte le componenti della bolletta, comprese le spese di trasporto, gli oneri di sistema e le imposte, il prezzo di riferimento per un cliente domestico tipo è arrivato a 1,768 euro al metro cubo, contro gli 1,620 euro registrati a settembre.

L'incremento conferma una tendenza che si protrae da diversi mesi e che rischia di pesare ulteriormente sui bilanci familiari con l'accensione degli impianti di riscaldamento.

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Le associazioni dei consumatori lanciano l'allarme sulle conseguenze economiche dei nuovi rincari.

Secondo le elaborazioni dell'Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo con un consumo annuo di 1.100 metri cubi, l'aumento del 9,1% si tradurrebbe in una maggiore spesa di circa 163 euro nell'arco di dodici mesi, ipotizzando che i prezzi rimangano invariati.

La bolletta annuale del gas arriverebbe così a circa 1.945 euro. Sommando anche una spesa stimata di 869 euro per l'energia elettrica, il costo complessivo delle utenze domestiche raggiungerebbe 2.814 euro all'anno.

Si tratta di proiezioni basate sui prezzi attuali, non di importi già sostenuti dalle famiglie, ma sufficienti a fotografare l'entità del problema.

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Alla base dei rincari c'è soprattutto la crescita dei prezzi all'ingrosso, alimentata dall'incertezza geopolitica e dalle difficoltà negli approvvigionamenti energetici.

Le tensioni in Medio Oriente e le ripercussioni sui flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz hanno contribuito a rendere più instabili i mercati. A questo si aggiungono i timori legati alla disponibilità di gas naturale liquefatto e all'aumento della domanda europea con l'avvicinarsi dell'inverno.

Le quotazioni del gas sul mercato TTF di Amsterdam hanno superato nelle ultime settimane la soglia dei 100 euro al megawattora, accentuando la pressione sui prezzi applicati ai consumatori.

Il meccanismo di aggiornamento mensile adottato da Arera trasferisce le variazioni dei mercati all'ingrosso sulle condizioni economiche del servizio di tutela della vulnerabilità.

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Il rincaro del 9,1% riguarda direttamente i clienti che usufruiscono del servizio di tutela della vulnerabilità, riservato a determinate categorie, tra cui gli ultrasettantacinquenni, le persone economicamente svantaggiate e i soggetti che rientrano nelle condizioni di vulnerabilità previste dalla normativa.

Per chi si trova nel mercato libero, invece, gli effetti dipendono dal contratto sottoscritto.

Le offerte a prezzo variabile possono risentire degli aumenti delle quotazioni all'ingrosso, mentre i contratti a prezzo fisso mantengono generalmente invariata la componente energetica per il periodo stabilito, salvo differenti condizioni contrattuali.

Non tutti gli utenti, dunque, subiranno automaticamente un incremento del 9,1%, ma il rialzo del mercato energetico potrebbe avere ripercussioni su una platea più ampia.

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Di fronte all'ennesimo aumento, le associazioni dei consumatori chiedono all'esecutivo misure immediate per contenere il peso delle bollette.

Assoutenti sollecita una riduzione dell'Iva sul gas e un intervento sugli oneri di sistema, mentre il Codacons denuncia l'impatto dei rincari sul potere d'acquisto delle famiglie.

Le richieste arrivano in una fase particolarmente delicata, con l'inflazione energetica che rischia di riflettersi anche sui costi sostenuti dalle imprese e, indirettamente, sui prezzi di beni e servizi.

La nuova impennata del gas riporta così al centro del dibattito politico il tema della sicurezza energetica e della protezione dei consumatori. Con l'inverno alle porte, la preoccupazione è che il peso delle utenze possa aumentare ulteriormente, rendendo ancora più difficile la gestione delle spese domestiche.

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