Claude trova nel Dna un sistema di enzimi sconosciuto: la scoperta dell’IA di Anthropic

di

Mario Tosetti

Il sistema era nascosto nelle sequenze genetiche di un virus che infetta i batteri ed era finora sfuggito ai ricercatori. Anthropic sostiene che sia stato individuato autonomamente dalla sua IA

Claude trova nel Dna un sistema di enzimi sconosciuto: la scoperta dell’IA di Anthropic

Un sistema enzimatico mai descritto prima, nascosto all’interno di sequenze di Dna già disponibili ma finora passato inosservato. A individuarlo è stato Claude, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic, secondo quanto annunciato dalla stessa azienda.

Il risultato rappresenta uno dei primi frutti del laboratorio di biologia aperto da Anthropic nella primavera del 2026, nel quale ricercatori umani e sistemi di intelligenza artificiale lavorano insieme all'analisi di grandi quantità di dati biologici.

La società parla di una scoperta compiuta «autonomamente» da Claude. I risultati sono stati illustrati sul sito di Anthropic e accompagnati da un articolo scientifico che, al momento dell'annuncio, non risulta ancora pubblicato su una rivista.

Ed è proprio questo un elemento importante per valutare la portata della scoperta: la funzione esatta del nuovo sistema non è stata ancora determinata e saranno necessari ulteriori esperimenti di laboratorio.

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Il compito affidato all'intelligenza artificiale consisteva nell'esaminare grandi database di sequenze genetiche alla ricerca di anomalie, proteine poco conosciute e combinazioni potenzialmente interessanti da sottoporre successivamente ai biologi. Secondo il racconto di Anthropic, il lavoro avrebbe coinvolto circa 950 agenti di Claude. Nell'arco di 21 ore sarebbero stati utilizzati complessivamente 210 milioni di token per scandagliare il database.

A un certo punto uno degli agenti avrebbe identificato una combinazione insolita: alcune sequenze di Dna non codificante associate a una proteina della quale non era nota la funzione. L'analisi ha portato a individuare un sistema collegato a un enzima chiamato trascrittasi inversa, capace di trasferire nel Dna informazioni contenute nell'Rna. Il sistema si trova naturalmente all'interno di un fago gigante, cioè un virus specializzato nell'infettare i batteri.

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A rendere particolarmente interessante il risultato sono le caratteristiche osservate nel sistema enzimatico. Anthropic sottolinea che una combinazione simile di proprietà è stata riscontrata soltanto in pochi altri sistemi biologici conosciuti, alcuni dei quali sono programmabili e possono effettuare operazioni sul materiale genetico come tagliare, copiare o inserire sequenze di Dna.

Il paragone inevitabile è con tecnologie come Crispr, il sistema di editing genetico diventato uno degli strumenti fondamentali della biologia molecolare moderna. Questo non significa, però, che il sistema individuato da Claude sia già una nuova Crispr. Anthropic stessa riconosce che non se ne conosce ancora la funzione. Saranno gli esperimenti condotti dai biologi a stabilire che cosa faccia realmente e se possa avere applicazioni scientifiche o biotecnologiche.

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L'esperimento mostra anche il modello di collaborazione tra ricercatori e intelligenza artificiale che Anthropic sta cercando di sviluppare. Claude analizza quantità di dati difficilmente gestibili manualmente, individua anomalie e proteine non caratterizzate e suggerisce ai ricercatori le piste considerate più promettenti. Gli scienziati selezionano poi le ipotesi e le sottopongono alla verifica sperimentale in laboratorio.

Secondo Anthropic, l'intervento umano in questa specifica ricerca si sarebbe concentrato soprattutto sulla definizione dell'incarico iniziale e sulla successiva attività sperimentale, mentre la ricerca all'interno del database sarebbe stata condotta dagli agenti di Claude.

Feng Zhang, professore al Massachusetts Institute of Technology e al Broad Institute e tra i pionieri della ricerca su Crispr, non ha partecipato al progetto ma, interpellato da Anthropic, ha definito il risultato un esempio delle possibilità offerte dagli agenti di IA alla ricerca biologica.

La parte decisiva comincia però adesso. I ricercatori dovranno comprendere esattamente il funzionamento del sistema appena individuato e verificare sperimentalmente quali operazioni sia effettivamente in grado di svolgere sul materiale genetico.

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