Corruzione in Sicilia, chiesto l’arresto dell’ex vicepresidente Armao: è il marito di Giusi Bartolozzi

di

Corinna Pindaro

La Procura di Palermo chiede l’arresto dell’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao, marito di Giusi Bartolozzi. L’ipotesi è corruzione nell’ambito delle autorizzazioni ambientali ed energetiche

Corruzione in Sicilia, chiesto l’arresto dell’ex vicepresidente Armao: è il marito di Giusi Bartolozzi

La Procura di Palermo ha chiesto l’arresto di Gaetano Armao, avvocato, ex vicepresidente ed ex assessore della Regione Siciliana e, fino allo scorso agosto, presidente della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali. Armao è anche il marito di Giusi Bartolozzi, ex capo di Gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

L’ipotesi al centro dell’inchiesta è quella di corruzione. Nelle scorse ore la Squadra Mobile ha eseguito perquisizioni nell’abitazione di Armao e nei suoi studi professionali di Palermo e Roma, oltre che in alcuni uffici pubblici.

La richiesta di misura cautelare non riguarda soltanto l’ex vicepresidente della Regione. I magistrati palermitani, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia, hanno avanzato richieste nei confronti di altre otto persone, tra imprenditori, professionisti e figure legate alla politica regionale. Tra gli indagati figura anche il deputato dell’Assemblea regionale siciliana Giuseppe Geremia Lombardo, esponente del Movimento per l’Autonomia e nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo.

Link to L’inchiesta sulle autorizzazioni ambientaliL’inchiesta sulle autorizzazioni ambientali

Il cuore dell’indagine porta alla Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali, organismo regionale attraverso il quale passano i pareri necessari per numerosi progetti industriali ed energetici, compresi quelli relativi alle fonti rinnovabili.

Armao ne è stato presidente fino allo scorso agosto.

Secondo l’ipotesi investigativa, dietro alcuni procedimenti autorizzativi potrebbe essersi sviluppato un sistema illecito basato sul pagamento di somme di denaro in cambio di atti o dell’esercizio delle funzioni. Le contestazioni ipotizzate, a vario titolo, sono quelle di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione.

Si tratta, è bene precisarlo, dell’impostazione accusatoria della Procura in una fase ancora iniziale del procedimento. Lo stesso procuratore De Lucia, nella nota con cui ha reso nota l’operazione, ha richiamato espressamente il principio della presunzione di innocenza per tutte le persone coinvolte.

Link to Perché Armao non è stato ancora arrestatoPerché Armao non è stato ancora arrestato

La distinzione è importante: nei confronti di Armao è stato chiesto l’arresto, ma la misura non è stata ancora disposta.

Alle nove persone coinvolte è stato notificato l’invito a comparire davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio preventivo. È un passaggio previsto dalla nuova disciplina delle misure cautelari prima che il gip decida sulla richiesta avanzata dalla Procura.

Secondo RaiNews, per otto indagati sarebbero stati richiesti gli arresti domiciliari e per una persona il divieto di dimora.

Le perquisizioni sono state effettuate proprio prima degli interrogatori. La Procura ha spiegato di aver ritenuto necessario procedere per evitare il rischio di dispersione delle prove una volta che la notifica dell’invito a comparire avesse reso nota agli indagati l’esistenza dell’inchiesta.

Link to Chi è Gaetano ArmaoChi è Gaetano Armao

Avvocato amministrativista e docente universitario, Armao è da anni una figura di primo piano della politica siciliana.

Ha ricoperto più volte incarichi nella giunta regionale ed è stato vicepresidente della Regione e assessore all’Economia durante il governo di Nello Musumeci, tra il 2017 e il 2022. Più recentemente è stato presidente della Commissione tecnica specialistica e consulente giuridico del presidente della Regione Renato Schifani.

È proprio l’attività della Commissione a essere finita al centro dell’indagine.

Dall’organismo passano infatti valutazioni ambientali decisive per investimenti di grande valore economico, dai progetti industriali agli impianti energetici fino ai parchi eolici e alle altre infrastrutture legate alle rinnovabili.

Secondo il Corriere della Sera, gli investigatori stanno verificando l’ipotesi che il meccanismo delle autorizzazioni possa essere stato condizionato attraverso tangenti. Armao respinge l’accusa di corruzione.

Link to Il legame con Giusi BartolozziIl legame con Giusi Bartolozzi

Il nome di Armao assume inevitabilmente anche un rilievo nazionale per il suo rapporto con Giusi Bartolozzi, di cui è marito.

Bartolozzi è stata capo di Gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, incarico dal quale si è successivamente dimessa. Era diventata una delle figure più influenti di via Arenula ed era finita al centro del confronto politico e giudiziario legato al caso Almasri.

L’inchiesta palermitana che coinvolge Armao è però distinta dalle vicende che hanno riguardato Bartolozzi: allo stato delle informazioni disponibili non emerge un suo coinvolgimento nell’indagine siciliana.

Il rapporto familiare è dunque un elemento biografico e politico rilevante, ma non deve essere trasformato in un collegamento giudiziario che al momento non risulta dalle indagini.

Link to Nove persone coinvolteNove persone coinvolte

Oltre ad Armao e al deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo, tra le persone indicate nelle cronache dell’inchiesta figurano manager, imprenditori e professionisti.

Le indagini sono coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Francesca Mazzocco e condotte dalla Squadra Mobile di Palermo.

Per la professione esercitata da Armao, alle perquisizioni nei suoi studi ha presenziato un magistrato della Procura ed è stato informato il Consiglio dell’Ordine degli avvocati.

Adesso il passaggio decisivo saranno gli interrogatori preventivi.

Soltanto successivamente il gip dovrà stabilire se accogliere o respingere le richieste di misura cautelare avanzate dalla Procura.

Per questo, almeno per ora, la notizia non è l’arresto dell’ex vicepresidente siciliano, ma la richiesta del suo arresto nell’ambito di un’inchiesta per presunta corruzione che investe uno dei settori economicamente più delicati della Regione: quello delle autorizzazioni ambientali ed energetiche.

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News