Cortei in decine di città contro carovita e riarmo. Tensioni al Nord, feriti negli scontri a Mestre e Vicenza

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Redazione

Il Viminale ha dichiarato che l’obiettivo delle forze dell’ordine era isolare eventuali violenti. Il ministro Matteo Salvini ha inoltre disposto la precettazione degli autisti

Cortei in decine di città contro carovita e riarmo. Tensioni al Nord, feriti negli scontri a Mestre e Vicenza

 

Roma ha blindato l’area del Colosseo, Milano ha presidiato il centro e Bologna ha predisposto misure di sicurezza rafforzate. Nel venerdì di sciopero generale promosso dall’Usb, cortei e presidi hanno attraversato decine di città italiane. In piazza sono scesi studenti, lavoratori, pensionati, famiglie e attivisti, uniti dalla protesta contro il carovita e le politiche di riarmo.

Tra le richieste sono tornati l’aumento di salari e pensioni, maggiori investimenti in scuola e sanità e interventi contro il rincaro di bollette, affitti e beni essenziali. La mobilitazione ha coinvolto anche i porti di Trieste, Genova e Livorno, dove i lavoratori hanno organizzato presidi contro la guerra e il trasporto di armi.

A Milano, centinaia di studenti si sono radunati davanti al Politecnico per protestare contro il carovita e rivendicare il diritto allo studio. Il percorso del corteo è stato modificato rispetto al piano iniziale per permettere ai manifestanti di ricongiungersi con il corteo dei lavoratori.

A Bologna, la protesta è cominciata davanti a diversi istituti superiori, i cui ingressi sono stati bloccati da gruppi di studenti. In centro, alcuni negozianti hanno protetto le vetrine in vista della manifestazione. Al corteo hanno partecipato anche le madri degli studenti.

Link to Le piazze da Palermo a TorinoLe piazze da Palermo a Torino


A Palermo poco più di duemila persone, tra studenti, lavoratori e rappresentanti dei sindacati di base, sono partite da piazza Castelnuovo e hanno raggiunto il porto. I manifestanti hanno denunciato l’aumento dei prezzi, degli affitti e delle bollette e hanno chiesto più fondi per la scuola e la sanità pubblica. Durante il corteo non sono state segnalate tensioni.

A Napoli diverse migliaia di persone si sono radunate nella zona di piazza Mancini. La stazione Garibaldi della linea 1 della metropolitana è stata chiusa per circa un’ora per ragioni di ordine pubblico, poi è stata riaperta. A Cosenza hanno sfilato oltre 1.500 persone, tra studenti, lavoratori, docenti, agricoltori con i trattori e piccoli imprenditori. Almeno duemila manifestanti hanno partecipato al corteo di Pisa; iniziative si sono svolte anche ad Aosta e in altre città.

A Torino, gli organizzatori hanno dichiarato una partecipazione superiore a 50mila persone. Nel corteo è comparso uno striscione a sostegno della mobilitazione internazionale dei portuali. Prima della partenza, davanti al municipio sono stati rovesciati due bidoni di letame. Durante la manifestazione si sono verificati anche spintoni tra polizia e manifestanti autonomi, ma il corteo è poi proseguito.

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A Mestre, dopo che alcuni manifestanti hanno tentato di superare il blocco delle forze dell’ordine, la polizia li ha respinti. Il questore ha riferito che sette agenti sono rimasti lievemente contusi, riportando contusioni e tagli.

A Vicenza, gli organizzatori hanno riferito che tre manifestanti sono rimasti feriti, tra cui uno colpito alla testa da un lacrimogeno. Il corteo, diretto verso la tangenziale, è stato fermato con gli idranti dopo il tentativo di superare il cordone di polizia.

A Treviso sono state lanciate alcune uova colorate contro la sede di Confindustria. Gli organizzatori hanno definito il gesto una protesta contro le condizioni di lavoro e il finanziamento dell’industria bellica. Il corteo ha ricordato anche Mattia Battistetti, il lavoratore morto sul lavoro.

Il Viminale ha dichiarato che l’obiettivo delle forze dell’ordine era isolare eventuali violenti. Il ministro Matteo Salvini ha inoltre disposto la precettazione degli autisti. La giornata ha così riunito nelle piazze temi diversi — potere d’acquisto, lavoro, istruzione, sanità e opposizione al riarmo — ed è stata segnata da una vasta partecipazione e da tensioni in alcune città.

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