L'accordo con la Russia sulle forniture di diesel divide la politica americana e apre un nuovo fronte di tensione tra Washington e l'Europa. Il segretario al Tesoro Scott Bessent difende con decisione l'intesa raggiunta dall'amministrazione di Donald Trump con Mosca, sostenendo che sia nell'interesse dei cittadini statunitensi. Ma le critiche arrivano anche dall'interno del Partito repubblicano.
Intervistato da Fox, Bessent ha assicurato che l'amministrazione utilizzerà «tutti i poteri legali disponibili» per dare attuazione all'accordo.
Il segretario al Tesoro ha inoltre respinto le obiezioni di chi, al Congresso, ritiene che l'intesa possa entrare in conflitto con la legislazione statunitense sulle sanzioni contro la Russia.
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Nel difendere l'accordo, Bessent ha rivolto un duro attacco ai governi europei che hanno criticato la scelta americana.
Secondo il segretario al Tesoro, dall'inizio della guerra l'Europa avrebbe trasferito alla Russia, attraverso gli acquisti e i rapporti economici, più risorse di quelle destinate all'Ucraina. Bessent ha accusato inoltre i Paesi europei di aver fallito sul fronte della politica energetica e di continuare, attraverso le importazioni, a contribuire alle entrate di Mosca.
Per questo, a suo giudizio, sarebbe «ipocrita» contestare agli Stati Uniti un accordo pensato per concedere ai consumatori americani una tregua sul prezzo del diesel.
Bessent ha ribadito che Trump è tornato alla Casa Bianca con il mandato di mettere al centro gli interessi degli americani e che l'intesa con Mosca risponderebbe proprio a questo obiettivo.
Il segretario ha inoltre indicato nell'Iran il principale sconfitto dell'operazione, sostenendo che Teheran avrebbe già perso tra l'85 e il 90% della propria capacità di produrre missili e droni.
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La linea dell'amministrazione non convince però una parte significativa del fronte conservatore.
L'ex vicepresidente Mike Pence ha chiesto a Trump di rescindere immediatamente l'accordo e di imporre sanzioni a tutti i Paesi che continuano ad acquistare energia dalla Russia.
Critico anche il deputato repubblicano del Nebraska Don Bacon. Pur riconoscendo la necessità di abbassare il costo del diesel per agricoltori e consumatori statunitensi, Bacon considera l'acquisto di carburante russo «la risposta sbagliata».
Ancora più netta la posizione del deputato Michael McCaul, secondo il quale un alleggerimento delle sanzioni rischierebbe di fornire nuove risorse alla «macchina da guerra del Cremlino».
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L'opposizione repubblicana potrebbe trasformarsi anche in un'iniziativa parlamentare. Il deputato Brian Fitzpatrick ha annunciato l'intenzione di cercare di forzare un voto alla Camera dei Rappresentanti per impedire gli acquisti di diesel russo annunciati dal presidente.
L'eventuale iniziativa dovrà tuttavia attendere la ripresa dell'attività del Congresso dopo le elezioni di metà mandato previste a novembre.
Resta inoltre aperta la questione dell'effettivo impatto dell'accordo sui prezzi alla pompa. Secondo gli analisti citati, non è scontato che l'iniziativa voluta da Trump possa produrre benefici immediati per i consumatori.
La scelta della Casa Bianca apre quindi un doppio confronto: quello internazionale con gli alleati europei, contrari a un allentamento della pressione economica sulla Russia, e quello interno al Partito repubblicano, dove diversi esponenti temono che il vantaggio sui prezzi dell'energia possa tradursi in nuove entrate per Mosca.
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