Drone abbattuto in Lituania, l’ipotesi dell’intelligence: «Possibile messaggio per la visita di Crosetto»

di

Carlo Longo

Drone abbattuto in Lituania dagli Eurofighter italiani della NATO: per Crosetto era probabilmente russo. Intelligence e Difesa valutano anche un possibile collegamento con la visita del ministro sul fianco Est

Drone abbattuto in Lituania, l’ipotesi dell’intelligence: «Possibile messaggio per la visita di Crosetto»

Un drone entra nello spazio aereo della Lituania nella notte. Scatta l’allarme, due Eurofighter F-2000 italiani decollano dalla base di Šiauliai e lo intercettano, neutralizzandolo. Poche ore più tardi, proprio in quella base, è atteso il ministro della Difesa Guido Crosetto, impegnato in una missione nei Paesi del fianco orientale della NATO.

Una coincidenza temporale che ha aperto un interrogativo ben più delicato: l’incursione potrebbe essere stata anche un messaggio rivolto all’Italia e al suo ministro della Difesa?

L’ipotesi, secondo quanto riferito da Open citando fonti della Difesa e dell’intelligence italiana, è tra quelle prese in considerazione. Al momento, però, non ci sono elementi pubblici sufficienti per stabilire che il drone sia stato deliberatamente inviato in relazione alla visita di Crosetto.

Quello che è certo è l’intervento italiano. Il ministero della Difesa ha comunicato che nella tarda serata del 14 settembre due Eurofighter della Task Force Air “Baltic Thunder III” sono decollati in modalità scramble dopo la violazione dello spazio aereo lituano. Gli equipaggi hanno intercettato e neutralizzato il velivolo nell’ambito delle procedure NATO.

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Anche sull’origine del drone gli accertamenti non sono ancora definitivamente conclusi.

Crosetto, incontrando oggi in Lituania il ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas, ha affermato che è «probabile» che il velivolo abbattuto fosse russo.

Successivamente, intervistato da Sky Tg24, il ministro ha adottato una formulazione ancora più prudente: dai resti il drone sembrerebbe appartenere alla famiglia degli Shahed, ma non ci sono ancora certezze sufficienti per attribuirne formalmente la provenienza.

Le autorità lituane stanno infatti analizzando i rottami per stabilire con precisione modello e origine.

Secondo il Centro nazionale lituano per la gestione delle crisi, il drone sarebbe entrato nello spazio aereo del Paese dalla direzione della Bielorussia e sarebbe stato abbattuto nei pressi di Pratkunai, non lontano da Kaunas. Le autorità hanno inoltre accertato la presenza di materiale esplosivo sul velivolo.

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È la tempistica a rendere l’episodio particolarmente delicato.

Crosetto era impegnato proprio in queste ore in una missione sul fianco Est dell’Alleanza Atlantica, con tappe in Bulgaria, Polonia, Lettonia e Lituania e incontri con i contingenti italiani schierati nella regione.

Secondo quanto ricostruito da Open, fonti italiane della Difesa e dell’intelligence stanno considerando anche la possibilità che l’incursione abbia avuto un obiettivo politico e dimostrativo, collegato alla presenza del ministro italiano nella regione. La testata riferisce che l’ipotesi sarebbe sostenuta da ulteriori elementi che, tuttavia, non sono stati resi pubblici.

È quindi necessario distinguere nettamente i fatti dalle valutazioni ancora in corso.

È accertato che il drone abbia violato lo spazio aereo lituano, che sia stato neutralizzato dai caccia italiani e che Crosetto fosse atteso in Lituania.

Non è invece accertato, almeno pubblicamente, che il drone sia stato inviato appositamente per lanciare un messaggio al ministro italiano.

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Il velivolo sarebbe entrato in Lituania provenendo dalla direzione della Bielorussia, alleata strategica di Mosca.

Secondo Reuters, il drone sospetto è stato intercettato e distrutto nei pressi di Pratkunai. I resti recuperati sono ora al centro degli accertamenti delle autorità.

La provenienza geografica, però, non permette automaticamente di attribuire la responsabilità dell’incursione.

È proprio su questo punto che Crosetto ha mantenuto una posizione prudente. Il ministro ha parlato di una minaccia che «molto probabilmente» proveniva dalla Russia, ma ha contemporaneamente sottolineato di non poterlo affermare con certezza fino al completamento delle verifiche.

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L’episodio acquista ulteriore peso perché non è isolato.

Il ministero della Difesa sottolinea che si tratta del secondo episodio nell’arco di circa un mese che coinvolge i caccia italiani impegnati nella protezione dello spazio aereo NATO nella regione.

La presenza italiana nei Baltici fa parte del dispositivo dell’Alleanza per la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo di Lituania, Lettonia ed Estonia.

Crosetto ha utilizzato proprio quanto accaduto nella notte per ribadire l’importanza del contingente italiano: episodi di questo genere, ha osservato, dimostrano perché la presenza militare sul fianco orientale sia fondamentale per la sicurezza collettiva dell’Alleanza.

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Le dichiarazioni successive del ministro allargano ulteriormente il quadro.

Crosetto ha osservato che negli ultimi mesi sono aumentate le incursioni di droni e gli attacchi informatici e ha inserito questi episodi nel più ampio scenario della guerra ibrida.

Secondo il ministro, operazioni di questo tipo possono servire anche a «saggiare le difese della NATO» e verificarne la capacità di reazione, oltre che ad aumentare la tensione e produrre effetti sulle opinioni pubbliche occidentali.

È un passaggio importante perché consente di comprendere la possibile logica dell’incursione anche senza arrivare alla conclusione, per ora non dimostrata, che Crosetto ne fosse direttamente il destinatario.

Un drone che entra nello spazio aereo di un Paese NATO costringe infatti l’Alleanza ad attivare radar, catena di comando e caccia in allerta. Permette quindi, almeno potenzialmente, di osservare tempi e modalità della risposta militare occidentale.

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La tensione nei cieli lituani era già altissima.

Soltanto due giorni prima, il 13 settembre, l’aeroporto di Vilnius era stato temporaneamente chiuso dopo la segnalazione di possibili droni e la NATO aveva fatto decollare un caccia. In quel caso l’allarme si era però rivelato infondato: l’ispezione aveva stabilito che gli oggetti individuati erano in realtà uno stormo di uccelli.

Questa volta la situazione è stata completamente diversa: il velivolo senza pilota era reale ed è stato abbattuto.

Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha ringraziato gli alleati per la rapidità della risposta, mentre il ministero della Difesa di Vilnius ha sottolineato l’intervento dei piloti italiani impegnati nella missione NATO.

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L’incidente lituano non arriva inoltre in un vuoto geopolitico.

Nelle stesse ore la Danimarca ha denunciato un altro grave episodio nel Baltico: una nave militare russa avrebbe lanciato razzi di segnalazione in direzione di un elicottero militare danese impegnato in un’attività di sorveglianza. Copenaghen ha convocato l’ambasciatore russo.

La successione di episodi alimenta la preoccupazione dei Paesi europei per la sicurezza del fianco orientale dell’Alleanza e per il rischio che la guerra in Ucraina produca incidenti o azioni deliberatamente provocatorie oltre i confini ucraini.

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È quindi proprio questo il punto più delicato della vicenda.

La coincidenza tra l’incursione del drone, l’intervento degli Eurofighter italiani e l’arrivo di Crosetto in Lituania è reale. E fonti italiane stanno valutando l’ipotesi che dietro l’episodio possa esserci stato anche un intento dimostrativo legato alla visita del ministro.

Ma trasformare questa pista in una certezza sarebbe prematuro.

Prima bisognerà stabilire definitivamente la provenienza del drone, ricostruirne la traiettoria e capire se sia possibile individuare elementi che indichino una rotta intenzionale.

Per ora Crosetto mantiene ferma una certezza politica più ampia: quanto accaduto dimostra, a suo giudizio, che la sicurezza del fianco Est non riguarda soltanto Lituania, Lettonia o Polonia, ma l’intera NATO e quindi anche l’Italia.

Ed è proprio il fatto che a neutralizzare la minaccia siano stati due Eurofighter italiani, alla vigilia dell’arrivo del ministro della Difesa, a trasformare una violazione dello spazio aereo lituano in una vicenda che riguarda direttamente anche Roma.

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