L’amministrazione Trump ha approvato una nuova vendita di armamenti a Israele per un valore di circa 2,8 miliardi di dollari. Lo riferisce il New York Times, precisando che pacchetto comprende 40 mila bombe da 2.000 libbre, equivalenti a circa una tonnellata, tra ordigni MK-84 e BLU-117, oltre a 20 mila testate perforanti progettate per penetrare cemento, roccia e altre superfici prima di esplodere.
L’impiego di bombe così pesanti nelle aree densamente popolate di Gaza ha provocato forti critiche internazionali. Organizzazioni per i diritti umani e diversi governi hanno denunciato il rischio di un elevato numero di vittime civili, considerato l’ampio raggio distruttivo degli ordigni. La proposta è stata trasmessa dal Dipartimento di Stato alle commissioni competenti del Congresso per una valutazione informale. Tuttavia, il segretario di Stato Marco Rubio potrebbe ricorrere ai poteri d’emergenza per procedere senza attendere l’approvazione parlamentare, come già avvenuto in precedenti occasioni.
La fornitura si andrebbe ad aggiungere a un precedente accordo da circa 2,7 miliardi di dollari, approvato dall’amministrazione Trump nel febbraio 2026, che comprendeva altre 35 mila bombe dello stesso tipo.Secondo il New York Times, la decisione conferma il sostegno di Trump a Israele, nonostante i contrasti con il primo ministro Benjamin Netanyahu sulla conduzione delle operazioni militari a Gaza, in Libano e contro l’Iran.
L'iniziativa si prevede che incontri la forte opposizione di numerosi esponenti democratici al Congresso, contrari all’aumento delle forniture militari a Israele a causa del bilancio di vittime civili nella guerra iniziata dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Critiche sono arrivate anche da alcuni sostenitori tradizionali di Trump.
Israele sostiene che Hamas e Hezbollah operino deliberatamente tra la popolazione civile e utilizzino tunnel e strutture sotterranee che richiederebbero armi pesanti per essere colpiti. Diversi ex funzionari e analisti militari statunitensi contestano però la necessità di ricorrere sistematicamente agli ordigni più distruttivi.
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