Ci sono due sospetti identificati nell’inchiesta sul tentato attacco con droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia/Halle. È questa la principale novità emersa oggi dalle indagini tedesche su un episodio che sta provocando uno scontro sempre più duro tra Berlino e Mosca.
Secondo le informazioni raccolte da NDR, WDR e Süddeutsche Zeitung e confermate da diverse fonti tedesche, gli investigatori avrebbero individuato un uomo di origine russa con passaporto lettone e un cittadino bielorusso con passaporto russo. Entrambi avrebbero collegamenti con la Russia e sarebbero finiti nel mirino delle autorità nell'ambito dell'indagine sul fallito attentato.
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La svolta più importante è arrivata però dalla posizione ufficiale del governo tedesco. Dopo settimane di indagini, Berlino ha attribuito formalmente alla Russia la responsabilità del tentato attacco.
Il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt ha spiegato che la conclusione deriva dall'insieme delle indagini di polizia, dalle caratteristiche dell'operazione e dalle informazioni raccolte dai servizi di intelligence tedeschi e dei Paesi alleati.
Secondo Dobrindt, le persone coinvolte avrebbero agito per conto di strutture statali russe, seguendo uno schema già riscontrato in altre operazioni ibride attribuite a Mosca in Europa.
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Anche la ricostruzione di quanto accaduto all'aeroporto sta diventando più precisa.
L'obiettivo sarebbe stato un Antonov An-124 ucraino parcheggiato nello scalo di Lipsia/Halle. Le immagini delle telecamere aeroportuali avrebbero mostrato un drone dirigersi verso il velivolo e colpirne un'ala. La carica esplosiva si sarebbe separata nell'impatto, mentre il detonatore non avrebbe funzionato.
È un particolare decisivo: non si sarebbe trattato quindi semplicemente della presenza sospetta di un drone nei pressi di un aeroporto, ma di un tentativo di attentato con esplosivo fallito per un problema tecnico.
Lo scalo di Lipsia/Halle ha inoltre un'importanza strategica particolare. È uno dei principali hub cargo europei e ospita grandi aerei da trasporto ucraini Antonov; svolge anche un ruolo nella logistica collegata alla NATO.
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L'indagine si è allargata rispetto alle prime informazioni.
Gli investigatori hanno recuperato più droni riconducibili alla vicenda. Uno era stato individuato nell'area aeroportuale, mentre un altro avrebbe urtato un velivolo cargo. Successivamente è stato trovato un terzo apparecchio in un campo nei dintorni.
Proprio vicino a quest'ultimo sarebbero stati recuperati circa 50 grammi di RDX, noto anche come esogeno, un potente esplosivo utilizzato anche in ambito militare.
Gli elementi tecnici – configurazione dei droni, esplosivo e sistema di detonazione – sono tra quelli utilizzati dalle autorità tedesche per sostenere la tesi del coinvolgimento russo.
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Uno degli aspetti più interessanti dell'inchiesta riguarda il possibile metodo utilizzato per organizzare l'operazione.
Gli investigatori tedeschi stanno lavorando sull'ipotesi dei cosiddetti “agenti usa e getta”: persone che non appartengono formalmente ai servizi segreti, ma vengono reclutate per compiere singole operazioni di sabotaggio, spionaggio o propaganda.
Secondo le autorità tedesche, sarebbe uno dei sistemi impiegati dai servizi russi per condurre operazioni in Europa mantenendo una distanza tra gli esecutori materiali e chi avrebbe organizzato l'azione.
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Berlino ha deciso di rispondere anche sul piano diplomatico.
Il governo tedesco ha annunciato la chiusura del consolato generale russo a Bonn, l'ultimo ancora operativo nel Paese, e la cessazione dell'accordo relativo alla Casa Russa di Berlino.
La Germania intende inoltre rafforzare i controlli all'ingresso per i cittadini russi e aumentare la pressione sulla cosiddetta flotta ombra utilizzata da Mosca per aggirare le sanzioni energetiche.
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Mosca respinge completamente le accuse.
Vladimir Putin ha contestato la ricostruzione tedesca chiedendo pubblicamente dove siano le prove del coinvolgimento russo. Secondo il presidente, la decisione di Berlino sarebbe legata anche alla situazione politica interna della Germania.
Il ministero degli Esteri russo ha annunciato inoltre che Mosca reagirà alle misure adottate dal governo tedesco.
Berlino, dal canto suo, sostiene di aver raggiunto le proprie conclusioni sulla base di elementi investigativi e di intelligence, anche se non tutto il materiale raccolto dai servizi è stato reso pubblico.
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La vicenda non è più soltanto un confronto tra Germania e Russia.
L'Alta rappresentante dell'Unione europea Kaja Kallas ha affermato che l'episodio presenta le caratteristiche del terrorismo sponsorizzato da uno Stato e ha assicurato il sostegno dei Paesi europei alla Germania.
Anche Ursula von der Leyen ha annunciato che l'Europa aumenterà la pressione su Mosca, mentre il segretario generale della NATO Mark Rutte ha collegato l'episodio di Lipsia al più ampio aumento delle attività ostili e delle incursioni di droni registrate sul fianco orientale dell'Alleanza.
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La conseguenza più immediata potrebbe essere un nuovo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia.
Bruxelles sta già lavorando a misure che potrebbero colpire circa 1.600 persone e società collegate al complesso militare-industriale russo. Il pacchetto era in preparazione prima della svolta nell'inchiesta di Lipsia, ma il caso potrebbe portare a un suo ulteriore rafforzamento.
Francia, Finlandia e Belgio hanno inoltre annunciato iniziative diplomatiche nei confronti dei rappresentanti russi, mentre anche l'Ue ha convocato l'inviato di Mosca.
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L'inchiesta entra quindi in una fase completamente nuova. Non si cerca più soltanto di capire cosa sia accaduto all'aeroporto: gli investigatori stanno cercando di ricostruire la rete che avrebbe organizzato l'operazione e i suoi eventuali collegamenti con i servizi russi.
L'identificazione dei due sospetti potrebbe essere il passaggio decisivo per risalire la catena di comando.
Per Berlino, intanto, il punto politico è già definito: quello di Lipsia è stato un tentativo di attentato e la responsabilità porta alla Russia. Mosca nega, ma l'episodio ha ormai superato i confini tedeschi e rischia di diventare uno dei casi più gravi di presunta guerra ibrida russa sul territorio europeo dall'inizio del conflitto in Ucraina.
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