Gli Stati Uniti intendono mantenere alta la pressione economica sull’Iran, ma l’obiettivo di Washington non sarebbe quello di provocare il collasso del Paese. A chiarirlo è stato il segretario al Tesoro americano Scott Bessent, intervenuto ad Asheville, in North Carolina, alla vigilia dei lavori del G20 Finanze.
Secondo Bessent, Teheran starebbe prendendo seriamente le nuove misure economiche adottate nei suoi confronti. «L’Iran prende sul serio le sanzioni», ha affermato il segretario al Tesoro, tornando sulla strategia di pressione annunciata dall’amministrazione statunitense.
«L’economia iraniana non deve necessariamente collassare, deve solo rinsavire», ha aggiunto Bessent, confermando allo stesso tempo che Washington non intende allentare la propria linea: «Continueremo a esercitare la nostra pressione».
Per l'amministrazione americana la questione iraniana non riguarda soltanto gli equilibri politici e di sicurezza in Medio Oriente. Secondo il segretario al Tesoro, arrivare a una soluzione delle tensioni con Teheran contribuirebbe infatti anche a «riportare stabilità» nell'economia mondiale.
Bessent ha inoltre ringraziato i Paesi europei per quello che ha definito un «forte sostegno» alle misure economiche promosse dagli Stati Uniti contro l'Iran.
La posizione europea è emersa dopo una riunione di coordinamento del G7 e alla vigilia del G20 Finanze in programma ad Asheville. Anche il ministro italiano dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato il sostegno alle iniziative concordate, senza tuttavia entrare nei dettagli delle misure.
Le dichiarazioni di Bessent confermano dunque la volontà americana di utilizzare le sanzioni come strumento per spingere Teheran a modificare la propria condotta, cercando al tempo stesso di evitare che la pressione economica produca un vero e proprio tracollo dell'economia iraniana.
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