Un possibile scenario di escalation russa nel Mediterraneo, con droni lanciati da navi mercantili contro Paesi dell’Europa meridionale, sarebbe stato segnalato dall’intelligence statunitense ai governi europei. È quanto riferisce il quotidiano spagnolo El Mundo, citato nell’articolo di partenza.
Tra i Paesi che comparirebbero nell’analisi figurano Italia, Francia e Spagna. Secondo la ricostruzione, l’obiettivo di eventuali operazioni non sarebbe necessariamente quello di provocare danni estesi, ma anche di generare insicurezza e tensione nell’opinione pubblica.
Le informazioni vengono attribuite a una fonte anonima vicina al ministero della Difesa lituano e ad alcuni analisti. Nel testo fornito non risultano dichiarazioni pubbliche della Cia o di altre autorità statunitensi che confermino ufficialmente l’esistenza o il contenuto del dossier.
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Lo scenario descritto prevede l’utilizzo di navi commerciali in navigazione nel Mediterraneo come piattaforme di lancio per droni occultati all’interno di container.
I velivoli indicati sarebbero i Gerbera, droni impiegati dalla Russia anche nel conflitto in Ucraina e generalmente considerati più economici e leggeri rispetto agli Shahed di produzione iraniana.
Secondo i dati riportati nell’articolo, questi dispositivi avrebbero un raggio operativo nell’ordine dei 600 chilometri e potrebbero trasportare una quantità limitata di esplosivo. Una nave posizionata nel Mediterraneo centrale potrebbe quindi, in teoria, avvicinare sensibilmente la piattaforma di lancio alle coste italiane.
Si tratta tuttavia di uno scenario ipotetico: il testo non fornisce elementi indipendenti che dimostrino la predisposizione concreta di una simile operazione.
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La ricostruzione colloca questo scenario nel più ampio quadro della cosiddetta guerra ibrida, che può comprendere cyberattacchi, sabotaggi, campagne di disinformazione, attività di intelligence e operazioni volte a creare pressione psicologica.
Negli ultimi anni diversi governi europei hanno accusato la Russia di essere coinvolta in attività ostili o di destabilizzazione sul territorio europeo. Mosca ha in più occasioni respinto accuse di questo tipo quando le sono state rivolte.
Secondo quanto riportato nell’articolo, eventuali sorvoli o incursioni di droni potrebbero essere concepiti anche per produrre un effetto politico e mediatico, alimentando paura e polarizzazione.
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La fonte citata collega inoltre l’attenzione verso Italia, Francia e Spagna ai rispettivi calendari politici e alle elezioni previste nel 2027.
L’ipotesi formulata è che azioni dimostrative o provocazioni possano essere utilizzate per incidere sul clima politico interno dei Paesi coinvolti. Anche questa parte della ricostruzione, però, viene presentata come una valutazione di intelligence e non come un piano russo pubblicamente documentato.
L’articolo menziona inoltre il fatto che in Italia e Francia siano presenti forze politiche con posizioni differenti nei confronti di Mosca e del sostegno militare all’Ucraina. Questo elemento, da solo, non dimostra comunque l’esistenza di un collegamento operativo con le ipotesi descritte.
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La notizia arriva in un contesto di forte attenzione europea alla sicurezza delle infrastrutture, alla difesa aerea e alle possibili attività ostili condotte con strumenti difficili da attribuire immediatamente a uno Stato.
Resta però essenziale distinguere tra scenari elaborati dagli apparati di sicurezza, informazioni attribuite a fonti anonime e minacce effettivamente confermate.
Sulla base del materiale disponibile, l’ipotesi di attacchi con droni lanciati dal Mediterraneo contro Italia, Francia e Spagna deve quindi essere considerata un’allerta riportata dalla stampa e non un piano russo accertato pubblicamente.
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