Enel accelera: 53 miliardi di investimenti per spingere reti e rinnovabili

di

Carlo Longo

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Enel accelera: 53 miliardi di investimenti per spingere reti e rinnovabili

Enel accelera: 53 miliardi di investimenti per spingere reti e rinnovabili

Link to Il Piano Strategico 2026-2028 aumenta di 10 miliardi le risorse rispetto al triennio precedente. Obiettivo: crescere nei mercati più dinamici, rafforzare la redditività e aumentare la remunerazione degli azionistiIl Piano Strategico 2026-2028 aumenta di 10 miliardi le risorse rispetto al triennio precedente. Obiettivo: crescere nei mercati più dinamici, rafforzare la redditività e aumentare la remunerazione degli azionisti

Enel alza l’asticella e mette sul tavolo 53 miliardi di euro di investimenti per il triennio 2026-2028, dieci miliardi in più rispetto al piano precedente. La parola chiave è accelerazione: della crescita industriale, della transizione energetica e della remunerazione degli azionisti.

Il nuovo Piano Strategico, presentato a Roma il 23 febbraio 2026, arriva al termine di un triennio – 2023-2025 – che il gruppo guidato da Flavio Cattaneo archivia con i target raggiunti e una struttura finanziaria rafforzata. In questi tre anni Enel ha completato il piano di dismissioni, ridotto l’indebitamento e distribuito circa 15 miliardi di euro agli azionisti tra dividendi e buy-back. Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA si attesta a 2,5x nel 2025, mentre l’utile netto ordinario per azione è cresciuto in media del 9% annuo dal 2022, fino ai circa 0,69 euro attesi per fine anno.

Questa base consente ora al gruppo di muoversi con maggiore flessibilità. Enel prevede di portare la leva finanziaria intorno a 3,0x – comunque al di sotto della media di settore – liberando circa 15 miliardi di euro aggiuntivi da destinare agli investimenti nelle aree a più alto potenziale di crescita e a un ulteriore rafforzamento della politica di remunerazione.

Il contesto gioca a favore. La domanda globale di elettricità è attesa in forte aumento, trainata da data center, intelligenza artificiale, robotica, elettrificazione dei trasporti e ripresa industriale. Una crescita che, secondo il gruppo, sarà particolarmente sostenuta negli Stati Uniti e in altre economie considerate “Tier 1”, oltre che in Europa.

Tre le priorità strategiche indicate dal piano: accelerare nei Paesi caratterizzati da contesti stabili, massimizzare la produttività del capitale e mantenere un profilo rischio/rendimento equilibrato, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’utile per azione.

Oltre metà delle risorse – più di 26 miliardi – sarà destinata al Business Integrato. Di questi, circa 20 miliardi andranno alle rinnovabili, con un incremento di 8 miliardi rispetto al piano precedente. L’obiettivo è aggiungere circa 15 GW di nuova capacità, tra progetti Greenfield e interventi Brownfield, portando la capacità installata complessiva oltre gli 80 GW entro il 2028, dai circa 68 GW di fine 2025. Più del 75% della nuova capacità sarà concentrata su eolico e sistemi di accumulo a batteria.

Altri 26 miliardi circa saranno investiti nelle reti, con un focus particolare sull’Italia (circa il 55% delle risorse), seguita da Iberia e America Latina. La Regulated Asset Base è attesa crescere a circa 58 miliardi di euro nel 2028, rispetto ai 47 miliardi stimati a fine 2025.

Accanto alla crescita industriale, Enel punta sull’efficienza. Dopo aver anticipato di un anno i risparmi previsti dal piano precedente – circa un miliardo di euro – il gruppo mira a ulteriori 700 milioni di efficienze entro il 2028, anche attraverso digitalizzazione, migrazione al cloud e maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale. Tra i driver futuri figura anche il business dei data center, dove Enel intende valorizzare la propria presenza integrata offrendo siti, connessione alla rete e contratti di fornitura a lungo termine.

Sul fronte finanziario, il gruppo prevede che oltre il 90% dei circa 74 miliardi di EBITDA ordinario cumulato nel periodo 2026-2028 deriverà da attività regolate o contrattualizzate, aumentando così la prevedibilità dei flussi di cassa.

Gli obiettivi economici riflettono questa impostazione. L’utile netto ordinario per azione è atteso tra 0,80 e 0,82 euro nel 2028, rispetto ai circa 0,69 euro del 2025, con una crescita media annua intorno al 6%. Per il 2025 sarà proposta all’assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,49 euro per azione, mentre per il periodo successivo il dividendo per azione è previsto in aumento con un tasso medio annuo analogo a quello dell’EPS. Il Consiglio di amministrazione ha inoltre approvato una nuova tranche di buy-back fino a un miliardo di euro, nell’ambito dell’autorizzazione complessiva da 3,5 miliardi.

“Presentiamo un piano ambizioso e credibile, con una forte accelerazione della crescita”, ha commentato l’amministratore delegato Flavio Cattaneo, sottolineando come le azioni manageriali degli ultimi anni consentano oggi di investire nei mercati più dinamici e, al tempo stesso, incrementare la remunerazione degli azionisti.

Oltre il 2028, Enel prevede di proseguire lungo la traiettoria di crescita: capacità rinnovabile in aumento, RAB delle reti in espansione e utile per azione in crescita con un tasso medio annuo intorno al 6% fino al 2030. Sul fronte ambientale, il gruppo conferma l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2040, dopo aver già ridotto le emissioni complessive di quasi il 70% rispetto al 2017.

Una strategia che punta a coniugare solidità finanziaria e transizione energetica, in un mercato elettrico destinato a diventare sempre più centrale negli equilibri economici globali.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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