Europa, estate 2026 segnata dal caldo estremo: stress termico record e fiumi ai minimi da 30 anni

di

Carlo Longo

I dati di Copernicus fotografano una stagione caratterizzata da temperature eccezionali e siccità: condizioni di stress termico almeno «molto forte» hanno interessato il 52% del continente. Per l’Europa occidentale è stata l’estate più calda mai registrata

Europa, estate 2026 segnata dal caldo estremo: stress termico record e fiumi ai minimi da 30 anni

Caldo estremo, siccità e corsi d’acqua ai minimi. L’estate 2026 ha lasciato un segno profondo sull’Europa, con livelli record di stress termico e portate dei fiumi eccezionalmente basse. È il quadro delineato da Copernicus, il programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra.

Secondo i dati diffusi dal servizio europeo, entro la fine della stagione il 52% del continente è stato interessato da condizioni di stress termico di intensità almeno «molto forte», associate a temperature percepite pari o superiori a 38 gradi.

Lo stress termico è un indicatore che tiene conto degli effetti delle condizioni ambientali sul corpo umano. Livelli particolarmente elevati possono comportare seri rischi per la salute, aumentando, tra l’altro, la possibilità di colpi di calore.

A caratterizzare l’estate europea sono state soprattutto la persistenza delle alte temperature e le condizioni di siccità. In vaste aree del continente, in particolare nella parte occidentale, le temperature dell’aria superficiale hanno raggiunto valori record. Una situazione analoga è stata osservata nei mari europei, dove le temperature superficiali hanno toccato livelli record o prossimi ai massimi mai rilevati.

Le conseguenze sono state evidenti anche sul sistema idrico. I fiumi europei hanno registrato durante l’estate le portate più basse degli ultimi trent’anni, secondo le rilevazioni di Copernicus.

Nel complesso, quella del 2026 è risultata la terza estate più calda mai registrata in Europa. Nell’Europa occidentale, invece, nessuna stagione estiva precedente aveva raggiunto temperature tanto elevate dall’inizio delle rilevazioni considerate.

Il caldo, inoltre, è arrivato in anticipo. La prima grande ondata ha investito ampie zone dell’Europa occidentale già alla fine di maggio, anticipando condizioni tipicamente estive. Da quel momento le temperature eccezionalmente elevate sono persistite per buona parte della stagione.

I dati di Copernicus delineano così un’estate europea dominata non soltanto da picchi di temperatura, ma anche dalla durata e dall’estensione geografica del caldo: più della metà del continente ha sperimentato livelli molto elevati di stress termico, mentre la scarsità d’acqua ha portato i fiumi ai valori estivi più bassi osservati nell’arco di tre decenni.

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