Francia, la Corte costituzionale boccia il divieto dei social per gli under 15: stop alla legge di Macron

di

Corinna Pindaro

Francia, il Consiglio costituzionale boccia il divieto dei social per gli under 15: la misura limita in modo sproporzionato la libertà di espressione. Macron ordina di riscrivere la legge

Francia, la Corte costituzionale boccia il divieto dei social per gli under 15: stop alla legge di Macron

La Francia fa marcia indietro sul progetto di vietare l'accesso ai social network ai minori di 15 anni. Il Consiglio costituzionale francese ha censurato la norma approvata dal Parlamento, ritenendo che il divieto imposto indistintamente agli under 15 costituisca una limitazione eccessiva della loro libertà di espressione e comunicazione.

La decisione rappresenta un duro colpo per la strategia del presidente Emmanuel Macron, che aveva fatto della protezione dei minori online uno dei punti qualificanti della propria agenda.

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Il Consiglio costituzionale non ha messo in discussione l'obiettivo di proteggere bambini e adolescenti dai rischi legati all'utilizzo dei social network. Il problema, secondo i giudici, riguarda soprattutto il modo scelto dal legislatore per raggiungere questo obiettivo.

La disposizione è stata giudicata non adeguata, non necessaria e non proporzionata rispetto alla libertà di espressione e comunicazione garantita ai minori. La norma, infatti, avrebbe introdotto un divieto generalizzato per tutti gli under 15, senza distinguere sufficientemente tra piattaforme, servizi e livelli di rischio.

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Il provvedimento era stato approvato definitivamente dal Parlamento francese e prevedeva il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni.

Il testo prevedeva inoltre meccanismi di verifica dell'età degli utenti e imponeva alle piattaforme di intervenire sugli account già esistenti appartenenti a ragazzi sotto la soglia prevista. L'obiettivo dichiarato era quello di ridurre l'esposizione dei più giovani ai rischi associati all'uso delle piattaforme digitali.

Con la censura dell'articolo centrale della legge, però, il provvedimento non potrà entrare in vigore nella forma prevista.

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La bocciatura costituzionale non sembra destinata a chiudere la partita. Macron ha incaricato il primo ministro Sébastien Lecornu di elaborare rapidamente un nuovo testo che tenga conto delle osservazioni del Consiglio costituzionale e del quadro normativo europeo.

L'obiettivo indicato dall'Eliseo è arrivare a una nuova soluzione entro la primavera del 2027. Il governo francese vuole quindi mantenere il principio di una maggiore protezione dei minori online, ma dovrà trovare uno strumento giuridico compatibile con i diritti fondamentali.

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La decisione francese riapre una questione che riguarda ormai gran parte dell'Europa: come proteggere bambini e adolescenti dai rischi dei social senza comprimere eccessivamente il loro diritto di accesso alla comunicazione online.

Il problema è particolarmente complesso perché le piattaforme social sono ormai anche strumenti di informazione, comunicazione e partecipazione alla vita pubblica. Per questo, secondo il Consiglio costituzionale, una restrizione così ampia deve rispettare criteri particolarmente rigorosi di necessità e proporzionalità.

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La bocciatura non significa dunque che la Francia abbia rinunciato a introdurre limiti all'utilizzo dei social da parte dei minori. Al contrario, il governo sembra intenzionato a ripresentare una disciplina modificata.

La nuova sfida sarà trovare un equilibrio tra sicurezza dei minori, tutela della privacy, verifica dell'età e libertà di espressione. Un equilibrio tutt'altro che semplice, soprattutto in un momento in cui diversi Paesi stanno valutando restrizioni sempre più severe sull'accesso dei giovanissimi alle piattaforme social.

Per Macron la strada è quindi ancora aperta, ma la prossima legge dovrà superare un ostacolo fondamentale: dimostrare che le limitazioni imposte ai minori siano realmente necessarie e proporzionate.

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