La protesta torna nel cuore di Parigi e raggiunge uno dei luoghi simbolo della capitale francese. L'accesso al Louvre è stato bloccato nella mattinata da manifestanti che hanno dichiarato di agire a sostegno del movimento dei liceali.
La notizia è stata confermata dalla direzione del museo e dai sindacati all'agenzia France Presse. L'iniziativa arriva dopo un fine settimana segnato da manifestazioni, scontri e saccheggi in diverse città francesi e apre una nuova fase della crisi che sta mettendo sotto pressione il governo e le forze dell'ordine.
Sul piano politico, intanto, emergono le prime ammissioni sulle difficoltà incontrate nella gestione dell'ordine pubblico.
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Il ministro dell'Interno Laurent Nunez ha riconosciuto che durante le proteste la polizia ha «perso il controllo» della situazione in alcune città.
Nunez ha parlato anche di una «mancanza di previsione» nella preparazione della risposta delle forze di sicurezza e ha rivelato di aver presentato le proprie dimissioni al presidente Emmanuel Macron, assumendosi la responsabilità politica per quanto accaduto.
Il capo dello Stato ha però deciso di respingerle.
Secondo una nota dell'Eliseo, Macron ha ritenuto necessario garantire «continuità nella guida delle forze dell'ordine» in una fase particolarmente delicata.
Il presidente ha comunque criticato le «carenze» che avrebbero contribuito alla gestione insufficiente delle violenze e ha chiesto al ministro di fare piena luce sulle lacune nella pianificazione e nelle attività di intelligence.
A Nunez è stato inoltre affidato il compito di definire nuovi metodi operativi per le forze di sicurezza, con l'obiettivo di affrontare le prossime mobilitazioni evitando il ripetersi delle scene viste durante il fine settimana.
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Critiche sono arrivate anche dal ministro della Giustizia Gérald Darmanin, che ha riconosciuto difficoltà nella capacità delle autorità di prevedere la portata delle violenze.
«Abbiamo indubbiamente fallito questo fine settimana», ha dichiarato a France 2, parlando di una «lacuna nell'intelligence».
Secondo Darmanin, i servizi francesi non sarebbero riusciti a contrastare adeguatamente i gruppi dell'estrema sinistra indicati dalle autorità come coinvolti negli episodi più violenti.
Le dichiarazioni dei ministri aprono così un confronto interno all'esecutivo non soltanto sulla gestione operativa delle manifestazioni, ma anche sulla capacità degli apparati di sicurezza di anticipare l'evoluzione delle proteste e individuare i gruppi intenzionati a provocare disordini.
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Pesante anche il bilancio degli interventi delle forze dell'ordine.
Secondo i dati forniti dalle autorità francesi, soltanto tra Parigi e la notte successiva agli scontri sarebbero stati effettuati circa 350 fermi.
Darmanin ha indicato invece in 2.331 il numero complessivo dei fermi effettuati durante il fine settimana in Francia. Circa il 70% riguarderebbe persone maggiorenni, spesso già conosciute dalle forze dell'ordine, mentre oltre l'80% sarebbe stato interessato da procedimenti giudiziari.
Decine di persone sarebbero state poste in custodia cautelare. Tredici casi sono stati segnalati a Marsiglia, una delle città maggiormente coinvolte nelle violenze.
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In questo clima, il blocco degli accessi al Louvre assume anche un forte valore simbolico. Il museo parigino, tra i più visitati al mondo, si trova nel pieno centro della capitale ed è uno dei luoghi più riconoscibili della Francia.
L'iniziativa è stata organizzata in solidarietà con la mobilitazione dei liceali, mentre il governo tenta di evitare che la protesta sociale e studentesca si sovrapponga nuovamente agli episodi di violenza registrati nei giorni precedenti.
Per Macron la sfida è ora duplice: garantire il diritto a manifestare e, allo stesso tempo, ristabilire il controllo dell'ordine pubblico dopo che esponenti dello stesso governo hanno ammesso errori nella pianificazione e nelle attività di intelligence.
La decisione di mantenere Nunez alla guida del ministero dell'Interno indica la volontà dell'Eliseo di evitare cambi al vertice nel pieno della crisi. Ma le ammissioni arrivate dal governo mostrano che la gestione delle proteste è ormai diventata anche un problema politico per la presidenza francese.
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