Un clamoroso furto d'arte al MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, ha scosso la città. I ladri sono riusciti a entrare nelle sale espositive e a portare via quattro opere attribuite ad Antonello da Messina, tra i massimi protagonisti del Rinascimento italiano.
Il colpo è avvenuto mentre Messina era impegnata nelle celebrazioni della tradizionale Processione della Vara, una circostanza che potrebbe aver favorito l'azione dei malviventi.
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Tra le opere sottratte ci sono tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, firmato e datato 1473.
Il dipinto è una delle testimonianze più importanti della produzione giovanile di Antonello da Messina. I ladri hanno staccato le tavole dalla cornice e sono riusciti a portarle fuori dal museo. Due delle opere, tuttavia, sono state successivamente ritrovate all'esterno dell'edificio, abbandonate durante la fuga.
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Tra i pezzi ancora ricercati c'è anche una piccola tavola bifronte raffigurante la Madonna con il Bambino e il Cristo in Pietà.
In questo caso i ladri avrebbero dovuto agire direttamente sulla teca blindata che proteggeva l'opera, riuscendo a estrarla e a portarla via. La tavoletta era stata attribuita ad Antonello da Messina in epoca relativamente recente ed era entrata nelle collezioni della Regione Siciliana dopo essere stata acquistata all'asta.
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Secondo le prime informazioni diffuse dal museo, i sistemi di allarme e videosorveglianza erano funzionanti. Le immagini registrate dalle telecamere potrebbero dunque rappresentare un elemento importante per ricostruire la dinamica del furto e identificare i responsabili.
La Procura di Messina ha aperto un'inchiesta per furto pluriaggravato di opere d'arte. Sul caso stanno lavorando la Squadra Mobile e i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
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Il MuMe è stato temporaneamente chiuso al pubblico per consentire agli investigatori di effettuare tutti i sopralluoghi e gli accertamenti necessari.
La priorità è ricostruire con precisione come i ladri siano riusciti a entrare nelle sale, quali percorsi abbiano seguito e soprattutto come abbiano superato i sistemi di protezione delle opere.
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Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso forte preoccupazione per il furto, sottolineando il valore straordinario delle opere sottratte e assicurando la collaborazione del Ministero con le autorità regionali e investigative.
Anche il sindaco di Messina Federico Basile ha definito il furto una ferita per la città e per il patrimonio culturale italiano.
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Le due tavole già recuperate rappresentano una prima importante svolta, ma restano da trovare le altre opere sottratte. Gli investigatori stanno cercando di capire anche se dietro il colpo possa esserci un'organizzazione specializzata nel traffico internazionale di opere d'arte.
Il timore è infatti che capolavori di questo valore possano essere destinati al mercato clandestino o utilizzati per eventuali richieste estorsive. Le indagini sono ancora in corso e sarà fondamentale seguire la pista dei possibili ricettatori e dei mercanti d'arte coinvolti.
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Il furto al MuMe non rappresenta soltanto la perdita temporanea di alcune opere di enorme valore economico. Le tavole di Antonello da Messina costituiscono infatti una parte fondamentale della memoria artistica di Messina e del patrimonio culturale italiano.
Il ritrovamento di due delle opere rubate lascia aperta la speranza di recuperare anche quelle ancora mancanti. Nel frattempo, la città attende che le indagini facciano luce su quello che appare come un colpo studiato e particolarmente audace.
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