Gedi venduta a K Group: la Repubblica e le radio passano alla famiglia Kyriakou

di

Emilia Morelli

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Gedi venduta a K Group: la Repubblica e le radio passano alla famiglia Kyriakou

Gedi venduta a K Group: la Repubblica e le radio passano alla famiglia Kyriakou

Link to Exor cede Gedi al gruppo greco K Group. Nell’operazione anche Repubblica, Radio Deejay e Capital. Nuovi investimenti e cambio ai verticiExor cede Gedi al gruppo greco K Group. Nell’operazione anche Repubblica, Radio Deejay e Capital. Nuovi investimenti e cambio ai vertici

gediIl gruppo editoriale Gedi cambia proprietà. La holding K Group, controllata dalla famiglia greca Kyriakou, ha acquisito da Exor – la società della famiglia Agnelli-Elkann – il polo che comprende anche il quotidiano la Repubblica.

L’operazione segna un passaggio rilevante nel panorama dei media italiani, con l’ingresso di un nuovo attore internazionale già attivo nel settore dell’informazione e dell’intrattenimento.

Cosa include l’operazione e cosa resta fuori

Nel perimetro della cessione rientrano diverse realtà editoriali e radiofoniche di primo piano. Oltre a la Repubblica, passano sotto il controllo di K Group anche Radio Deejay, Radio Capital e m2o, insieme a testate come HuffPost Italia, National Geographic Italia e Limes, oltre alla concessionaria pubblicitaria Manzoni.

Restano invece fuori dall’accordo La Stampa, per la quale è già previsto un passaggio al gruppo Sae, e Stardust, progetto legato al mondo degli influencer destinato a un altro acquirente.

Il valore dell’acquisizione e la strategia del nuovo gruppo

Il valore economico dell’operazione non è stato ufficializzato, ma le stime indicano una cifra compresa tra i 100 e i 110 milioni di euro. K Group, holding con sede in Lussemburgo, è controllata dai tre fratelli Kyriakou attraverso altre società finanziarie.

Il nuovo editore ha dichiarato di voler rafforzare il posizionamento internazionale di Gedi, puntando su informazione, contenuti e intrattenimento. Tra gli obiettivi principali c’è l’espansione del gruppo in un’ottica globale, mantenendo però una forte identità editoriale.

Indipendenza editoriale e nuovi investimenti

Uno dei punti centrali della strategia annunciata riguarda la tutela dell’indipendenza editoriale delle testate. Il gruppo ha sottolineato l’impegno a preservare credibilità, pluralismo e identità dei marchi acquisiti, considerati elementi fondamentali per il futuro del progetto.

Parallelamente, sono previsti nuovi investimenti per ampliare la diffusione de la Repubblica e valorizzare il lavoro giornalistico. Particolare attenzione sarà dedicata anche al settore radiofonico, con l’obiettivo di creare un hub di riferimento nel Mediterraneo.

Cambi ai vertici ma continuità nelle redazioni

L’operazione comporta un rinnovo del consiglio di amministrazione di Gedi. Alla guida del gruppo come amministratore delegato arriva Mirja Cartia d’Asero, manager con una lunga esperienza nel settore editoriale e finanziario.

Sul fronte editoriale, invece, viene garantita la continuità. Mario Orfeo resta direttore de la Repubblica, mentre le attività radiofoniche continueranno sotto la guida di Linus, figura storica del network.

Espansione internazionale e nuove opportunità

Il gruppo Antenna, controllato dalla famiglia Kyriakou, ha già avviato contatti con partner strategici negli Stati Uniti per arricchire ulteriormente il portafoglio di Gedi. L’obiettivo è ampliare l’offerta con nuovi brand e contenuti, rafforzando la presenza internazionale.

Non si escludono inoltre nuove operazioni in Italia, con possibili collaborazioni con imprenditori locali e un’espansione anche nel settore cinematografico.

Un nuovo scenario per i media italiani

L’ingresso di K Group nel capitale di Gedi apre una nuova fase per uno dei principali gruppi editoriali italiani. Tra promesse di investimenti, internazionalizzazione e tutela dell’indipendenza, il mercato osserva con attenzione le prossime mosse del nuovo azionista.

Il passaggio di proprietà rappresenta un cambiamento significativo, destinato a influenzare gli equilibri del settore e il futuro dell’informazione nel Paese.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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