Hunter Biden apre alla corsa per la Casa Bianca nel 2028: «Forse dovrò candidarmi»

di

Carlo Longo

Hunter Biden non esclude una candidatura alle elezioni presidenziali Usa del 2028. Il figlio di Joe Biden apre alla corsa per la Casa Bianca e indica Newsom, Beshear e Pritzker tra i possibili protagonisti democratici

Hunter Biden apre alla corsa per la Casa Bianca nel 2028: «Forse dovrò candidarmi»

Il cognome Biden potrebbe tornare nella corsa per la Casa Bianca nel 2028. Ma questa volta con un nome diverso.

Hunter Biden ha lasciato aperta la possibilità di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti, alimentando uno scenario che fino a poche settimane fa era stato trattato dallo stesso figlio dell'ex presidente quasi come una provocazione.

Nessuna candidatura è stata annunciata e non esiste, al momento, una campagna presidenziale. Le parole pronunciate durante un'intervista radiofonica a Cats Roundtable, tuttavia, sono sufficienti a riportare Hunter Biden dentro il dibattito sul futuro del Partito Democratico.

Alla domanda del conduttore John Catsimatidis su una possibile corsa nel 2028, Biden ha inizialmente risposto di non avere ancora deciso. Poi ha aggiunto, con un tono almeno in parte scherzoso, che con l'appoggio dello stesso Catsimatidis potrebbe essere costretto a prendere in considerazione l'idea.

Link to Un'apertura che arriva dopo il «no» di poche settimane faUn'apertura che arriva dopo il «no» di poche settimane fa

Il significato politico della dichiarazione sta soprattutto nel confronto con ciò che Hunter Biden aveva detto recentemente.

Il 21 agosto, ospite di Bill Maher, aveva negato di stare pensando a una candidatura presidenziale, ricorrendo anche all'ironia sulla propria storia personale e sulle dipendenze: aveva sostanzialmente spiegato che un suo eventuale annuncio per la Casa Bianca sarebbe stato talmente improbabile da far dubitare persino della sua sobrietà.

A distanza di poco più di due settimane, il tono è cambiato.

Non siamo ancora davanti a un vero progetto politico. Ma Hunter Biden non esclude più categoricamente di poter entrare nella competizione del 2028.

Ed è una differenza tutt'altro che irrilevante considerando la crescente esposizione pubblica del figlio dell'ex presidente.

Link to La nuova vita pubblica di Hunter BidenLa nuova vita pubblica di Hunter Biden

Per anni Hunter Biden è stato soprattutto un problema politico per il padre.

Le sue vicende personali, gli affari all'estero, il contenuto del laptop diventato uno dei casi più controversi della campagna del 2020, le dipendenze e infine i procedimenti giudiziari sono stati utilizzati ripetutamente dai repubblicani per colpire Joe Biden.

Negli ultimi mesi, però, qualcosa è cambiato.

Hunter ha progressivamente abbandonato il profilo relativamente defilato mantenuto durante la presidenza del padre e ha avviato una vera offensiva mediatica personale, moltiplicando interviste, podcast e interventi pubblici e lanciando anche una propria newsletter su Substack.

Il Wall Street Journal ha descritto questa fase come un autentico media blitz: Hunter parla ormai apertamente di politica, del padre, delle proprie vicende giudiziarie e delle dipendenze, confrontandosi talvolta persino con personaggi che in passato erano stati tra i suoi critici più duri.

È in questo contesto che la battuta sulla Casa Bianca acquista un significato diverso.

Link to Dipendenze e Stato di diritto: i temi scelti da HunterDipendenze e Stato di diritto: i temi scelti da Hunter

Durante la nuova intervista Hunter Biden non si è limitato a scherzare su una candidatura.

Ha anche indicato alcuni dei temi sui quali costruirebbe la propria idea di presidenza.

Il primo è lo Stato di diritto. Secondo Biden, chiunque diventi presidente dovrebbe impegnarsi a rispettare la Costituzione e le istituzioni della repubblica americana.

Il secondo è molto più personale: la lotta alle dipendenze.

Hunter ha ricordato di avere raggiunto oltre sette anni di sobrietà e ha indicato nelle decine di milioni di americani alle prese con diverse forme di dipendenza una delle questioni alle quali vorrebbe dedicare maggiore attenzione.

Una scelta inevitabilmente legata alla propria storia, raccontata pubblicamente dallo stesso Biden anche nel memoir Beautiful Things.

Link to Il peso delle vicende giudiziarie e della grazia di Joe BidenIl peso delle vicende giudiziarie e della grazia di Joe Biden

Un'eventuale candidatura partirebbe però con un bagaglio politico senza precedenti.

Hunter Biden è stato condannato nel 2024 per reati federali legati all'acquisto e al possesso di un'arma mentre faceva uso di droghe e si è dichiarato colpevole in un separato procedimento fiscale.

Prima di lasciare la Casa Bianca, Joe Biden gli concesse una grazia presidenziale ampia e incondizionata, una decisione che provocò fortissime polemiche anche perché il presidente aveva precedentemente escluso più volte di voler intervenire a favore del figlio.

Se Hunter decidesse realmente di entrare nelle primarie democratiche, quelle vicende tornerebbero inevitabilmente al centro della campagna.

Per i repubblicani rappresenterebbero uno dei principali argomenti contro di lui; per Biden diventerebbero invece parte di una narrazione personale fondata sulla caduta, la dipendenza e il successivo recupero.

Link to Hunter guarda a Newsom, Beshear e PritzkerHunter guarda a Newsom, Beshear e Pritzker

C'è però un elemento delle sue dichiarazioni che suggerisce prudenza prima di considerarlo un vero aspirante presidente.

Parlando del 2028, Hunter Biden ha sottolineato che il Partito Democratico dispone già di una rosa molto forte di possibili candidati.

Ha citato il governatore del Kentucky Andy Beshear, quello dell'Illinois J.B. Pritzker e soprattutto il governatore della California Gavin Newsom, verso il quale ha espresso un apprezzamento particolarmente netto.

Newsom è da tempo uno dei nomi più osservati in vista del 2028 e ha già ammesso di prendere in considerazione una candidatura dopo le elezioni di metà mandato del 2026.

Nella lista di Hunter non sono invece comparsi alcuni altri nomi considerati potenzialmente competitivi, tra cui Kamala Harris e Pete Buttigieg. La corsa democratica, in ogni caso, è ancora completamente aperta e nessuno dei principali protagonisti ha formalizzato una candidatura.

Link to Il 2028 è ancora lontano: prima ci sono le elezioni di MidtermIl 2028 è ancora lontano: prima ci sono le elezioni di Midterm

La prudenza è necessaria anche per un'altra ragione.

La politica americana è concentrata in questo momento sulle elezioni di metà mandato del 2026, che determineranno gli equilibri del Congresso durante la seconda metà del mandato di Donald Trump.

La stessa competizione per la successione di Trump nel Partito Repubblicano rimane ancora fluida. Tra i nomi più discussi figurano il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, mentre Trump non ha ancora indicato ufficialmente il proprio successore politico.

Sul fronte democratico, il risultato delle Midterm potrebbe invece modificare profondamente i rapporti di forza e lanciare nuovi possibili candidati.

Per questo una vera campagna per le presidenziali del 2028 difficilmente entrerà nella fase decisiva prima della conclusione del voto di novembre.

Link to Da bersaglio dei repubblicani a possibile candidato?Da bersaglio dei repubblicani a possibile candidato?

È questo l'aspetto più singolare dell'ipotesi Hunter Biden.

Per anni il figlio di Joe Biden è stato una delle figure più utilizzate dalla destra americana per attaccare la famiglia dell'ex presidente. Una candidatura trasformerebbe quel bersaglio politico direttamente in protagonista della competizione.

E non sarebbe un candidato convenzionale.

Hunter arriverebbe alle primarie con un livello di notorietà nazionale enorme, ma anche con un tasso di polarizzazione altrettanto elevato e senza l'esperienza elettorale e amministrativa dei governatori democratici che potrebbero contendergli la nomination.

La notorietà del cognome Biden garantirebbe attenzione, non necessariamente consenso.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News