Indonesia, eruzione dell’Anak Krakatoa: sette aeroporti chiusi e 2mila voli cancellati

di

Carlo Longo

La cenere vulcanica continua a creare problemi al traffico aereo: stop anche nei due principali scali di Giacarta. Circa 270mila passeggeri coinvolti nei disagi. Limitazioni anche alla navigazione nelle acque intorno al vulcano

Indonesia, eruzione dell’Anak Krakatoa: sette aeroporti chiusi e 2mila voli cancellati

L’eruzione dell’Anak Krakatoa continua a paralizzare parte dei collegamenti aerei in Indonesia. Il numero degli aeroporti temporaneamente chiusi è salito da cinque a sette a causa della cenere vulcanica presente nell’atmosfera, considerata un serio rischio per la sicurezza dei voli.

Tra gli scali interessati figura il Soekarno-Hatta di Giacarta, principale aeroporto internazionale dell’Indonesia e uno degli hub più importanti del Sud-est asiatico. Chiuso anche l’Halim Perdanakusuma, l’altro aeroporto della capitale.

Secondo le disposizioni comunicate dalle autorità indonesiane, gli scali resteranno chiusi almeno fino alle 18 di lunedì 7 settembre, ora locale, corrispondenti alle 13 in Italia.

Le conseguenze sul traffico aereo sono già considerevoli. Circa 2mila voli sono stati cancellati e i disagi riguardano, secondo le stime riportate, circa 270mila passeggeri.

Oltre ai due aeroporti di Giacarta, rimangono chiusi il Radin Inten II di Bandar Lampung, il Budiarto di Curug, l’Husein Sastranegara di Bandung, il Muhammad Taufiq Kiemas di Krui e lo scalo di Pondok Cabe.

Alla base delle restrizioni c’è la nube di cenere prodotta dall’Anak Krakatoa, vulcano situato nello stretto della Sonda, tra le isole di Sumatra e Giava. Le particelle vulcaniche disperse nell’atmosfera possono rappresentare un grave pericolo per gli aeromobili, in particolare per i motori, rendendo necessaria la sospensione precauzionale delle operazioni negli aeroporti interessati.

L’eruzione sta avendo ripercussioni anche sul traffico marittimo. Le autorità hanno vietato la navigazione entro un raggio di tre chilometri dal vulcano, creando una zona di sicurezza intorno all’area maggiormente esposta all’attività eruttiva.

La situazione resta sotto osservazione e la ripresa dei collegamenti dipenderà dall’evoluzione dell’eruzione e dalla presenza di cenere lungo le rotte aeree. Per migliaia di viaggiatori, intanto, proseguono attese, cancellazioni e riprogrammazioni dei voli negli aeroporti coinvolti.

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