Intesa Sanpaolo archivia i primi nove mesi del 2026 con il miglior risultato della propria storia, raggiungendo un utile netto di 8,2 miliardi di euro, in aumento dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La crescita dei profitti, accompagnata dal miglioramento dei principali indicatori di redditività e dal contenimento dei costi operativi, ha spinto il gruppo guidato da Carlo Messina a rivedere per la seconda volta dall'inizio dell'anno le previsioni economiche, portando l'obiettivo di utile netto per l'intero esercizio ben oltre i 10 miliardi di euro. Un andamento che conferma la capacità della banca di generare risultati anche in uno scenario caratterizzato dalla progressiva riduzione dei tassi di interesse e da un quadro economico internazionale ancora complesso.
Il terzo trimestre ha contribuito in maniera significativa alla performance complessiva, con un utile superiore a 2,6 miliardi di euro, il più elevato mai registrato dal gruppo in questo periodo dell'anno. Anche gli indicatori di redditività evidenziano risultati particolarmente sostenuti: il ROE annualizzato raggiunge il 21%, mentre il ROTE si attesta al 26%, con un incremento dell'utile per azione del 10% su base annua. Numeri conseguiti nonostante un impatto fiscale vicino al miliardo di euro riconducibile alla Legge di Bilancio 2026. Commentando i risultati al 30 settembre, l'amministratore delegato Carlo Messina ha sottolineato che «Questi risultati confermano la solidità del nostro modello di business e la capacità di dare piena esecuzione al Piano d’Impresa 2026-2029», indicando nella continuità della strategia industriale uno dei principali fattori alla base della crescita.
Link to Ricavi ai massimi storici, crescono commissioni e assicurazioniRicavi ai massimi storici, crescono commissioni e assicurazioni
L'andamento dei ricavi conferma l'importanza della diversificazione delle attività, che consente a Intesa Sanpaolo di affiancare al credito tradizionale una presenza sempre più rilevante nella gestione patrimoniale, nella consulenza finanziaria e nei servizi assicurativi. Nei primi nove mesi del 2026 le commissioni sono aumentate del 5%, mentre il comparto assicurativo ha registrato una crescita del 6%, raggiungendo in entrambi i casi i migliori risultati storici sia nel periodo gennaio-settembre sia nel terzo trimestre. «Abbiamo registrato ricavi ai massimi storici, in crescita in tutte le componenti grazie alla diversificazione del nostro modello di business», ha evidenziato Messina, richiamando il contributo del Wealth Management e delle attività di Protection, sostenute dalle società prodotto interamente controllate dal gruppo e da una rete di consulenza composta da oltre 19.300 professionisti.
La crescita delle attività a maggiore valore aggiunto ha contribuito a compensare gli effetti del calo dell'Euribor, permettendo al margine di interesse di registrare comunque un incremento del 2%. Nel complesso, i ricavi sono aumentati di oltre un miliardo di euro rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le attività finanziarie della clientela hanno superato quota 1.500 miliardi, con un progresso di circa 100 miliardi su base annua. Positivo anche l'andamento del risparmio gestito, cresciuto del 6%, così come quello degli impieghi alla clientela, aumentati del 4%, e della raccolta diretta, salita dell'8%. La combinazione di questi risultati rafforza il posizionamento commerciale della banca e conferma il ruolo crescente dei servizi di investimento e protezione nella composizione dei ricavi complessivi.
Link to Efficienza operativa e tecnologia, cost/income ratio al 36,7%Efficienza operativa e tecnologia, cost/income ratio al 36,7%
Il miglioramento della redditività è sostenuto anche da una gestione particolarmente attenta delle spese, con costi operativi diminuiti dell'1,3% rispetto ai primi nove mesi del 2025. Il contenimento degli oneri si inserisce in un percorso di trasformazione tecnologica avviato negli anni precedenti, che ha comportato investimenti informatici complessivi per 6,2 miliardi di euro dal 2022. Le risorse destinate all'innovazione hanno permesso di modernizzare le infrastrutture, semplificare i processi interni e sviluppare servizi digitali, contribuendo a migliorare la produttività e la capacità operativa del gruppo. «La rigorosa disciplina nell’esecuzione del Piano d’Impresa e nel controllo dei costi continua a sostenere l’efficienza del nostro modello di business», ha osservato l'amministratore delegato, collegando i risultati economici alla progressiva evoluzione dell'organizzazione bancaria.
L'effetto di questa strategia emerge dal cost/income ratio, l'indicatore che misura il rapporto tra costi operativi e ricavi, sceso al 36,7%. Si tratta del livello più basso mai raggiunto da Intesa Sanpaolo nei primi nove mesi di un esercizio e di uno dei valori più competitivi tra i principali gruppi bancari europei. La capacità di ridurre i costi mentre aumentano i volumi commerciali e le attività finanziarie rappresenta un elemento importante per la sostenibilità dei risultati, soprattutto in un contesto nel quale la concorrenza sui servizi bancari e finanziari richiede investimenti continui in tecnologia, sicurezza e qualità della relazione con la clientela.
Link to Crediti deteriorati ai minimi storici e patrimonio solidoCrediti deteriorati ai minimi storici e patrimonio solido
La qualità del credito continua a rappresentare uno dei principali punti di forza del gruppo, con un'incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale degli impieghi scesa allo 0,8%, il livello più basso mai registrato dalla banca. Anche lo stock delle esposizioni problematiche e i nuovi flussi di crediti deteriorati rimangono su valori storicamente contenuti, mentre il costo del rischio annualizzato si riduce a 19 punti base. Il miglioramento si accompagna a un rafforzamento delle coperture sui crediti deteriorati e a un portafoglio finanziamenti caratterizzato da un'elevata diversificazione, nel quale non emergono segnali significativi di peggioramento. «La nostra posizione di Banca ‘Zero-NPL’ continua a rafforzarsi», ha dichiarato Messina, sottolineando l'importanza della gestione prudente del rischio nel mantenimento della solidità complessiva dell'istituto.
Sul versante patrimoniale, il CET1 ratio si attesta intorno al 13,1%, considerando il programma di riacquisto di azioni proprie da 2,3 miliardi di euro completato a ottobre e un payout ratio del 95%. Il livello di patrimonializzazione viene considerato dal gruppo adeguato a sostenere contemporaneamente l'attività creditizia, gli investimenti previsti dal piano industriale e una politica di remunerazione degli azionisti particolarmente significativa. La combinazione tra qualità degli attivi, redditività e solidità patrimoniale costituisce inoltre uno degli elementi sui quali Intesa Sanpaolo intende fare leva per affrontare le prossime iniziative di sviluppo.
Link to Dividendi e buyback, 9,4 miliardi agli azionisti nel 2026Dividendi e buyback, 9,4 miliardi agli azionisti nel 2026
La crescita degli utili si traduce in una remunerazione complessiva degli azionisti prevista in 9,4 miliardi di euro nel 2026, attraverso la distribuzione di dividendi e il riacquisto di azioni proprie. Il dividend yield si colloca intorno al 7,5%, un rendimento che posiziona Intesa Sanpaolo tra le principali banche europee sotto il profilo della distribuzione del capitale. «Intesa Sanpaolo continua a offrire uno dei rendimenti da dividendo più elevati e sostenibili nel settore bancario europeo», ha sottolineato Messina, confermando la centralità della politica di remunerazione nella strategia finanziaria del gruppo. Il prossimo appuntamento è fissato per il 25 novembre, quando verrà corrisposto un acconto sul dividendo pari a 3,8 miliardi di euro, equivalenti a 22 centesimi per azione, con un aumento del 18% rispetto all'anno precedente.
La distribuzione degli utili presenta anche una ricaduta diretta sull'economia nazionale, considerando che circa il 35% dei dividendi in contanti, per un valore stimato di 2,2 miliardi di euro, è destinato alle famiglie italiane e alle Fondazioni azioniste. Sulla base dei risultati maturati nei primi nove mesi, il gruppo ha già contabilizzato 7,8 miliardi di euro destinati alla remunerazione del capitale, dei quali oltre 6,1 miliardi sotto forma di dividendi cash. La politica di distribuzione viene portata avanti mantenendo, secondo quanto comunicato dalla banca, un livello di patrimonializzazione solido e coerente con gli obiettivi di crescita e con le esigenze di finanziamento dell'economia reale.
Link to Monte dei Paschi di Siena, l'offerta avanza secondo il calendarioMonte dei Paschi di Siena, l'offerta avanza secondo il calendario
Accanto ai risultati economici, uno dei dossier strategici più importanti riguarda l'offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi di Siena, un'operazione destinata, nelle intenzioni del management, a rafforzare ulteriormente la presenza di Intesa Sanpaolo nel sistema bancario italiano ed europeo. Secondo quanto comunicato dal gruppo, il percorso procede nel rispetto delle tempistiche programmate e ha già ottenuto tutte le autorizzazioni delle autorità di vigilanza competenti, comprese quelle della Banca Centrale Europea e dell'IVASS. Il progetto viene presentato come un'opportunità per ampliare la capacità di valorizzare il risparmio delle famiglie, sostenere gli investimenti delle imprese italiane e accompagnarne la crescita sui mercati internazionali, mantenendo al tempo stesso un forte radicamento territoriale.
Illustrando le motivazioni industriali dell'iniziativa, Carlo Messina ha dichiarato che «La nostra Offerta consente agli azionisti di Monte dei Paschi di Siena di entrare a far parte del principale gruppo bancario italiano e di uno dei principali gruppi bancari europei. Siamo convinti della solidità del progetto industriale e del valore che potrà generare per gli azionisti, i dipendenti, i clienti e i territori». L'operazione si inserisce in una strategia che punta a rafforzare la competitività del gruppo attraverso una maggiore dimensione operativa e una più ampia capacità distributiva, valorizzando le competenze commerciali e le infrastrutture tecnologiche già disponibili. Il management ritiene inoltre che l'esperienza maturata nelle precedenti integrazioni bancarie possa contribuire a gestire il processo preservando la continuità dei servizi alla clientela.
Link to Obiettivo oltre 16 miliardi di utile nel 2029Obiettivo oltre 16 miliardi di utile nel 2029
Le prospettive economiche associate all'operazione su Monte dei Paschi di Siena delineano un'accelerazione significativa rispetto agli obiettivi originariamente previsti dal Piano d'Impresa 2026-2029. Secondo le stime illustrate da Intesa Sanpaolo, il nuovo gruppo potrebbe raggiungere nel 2029 un utile netto superiore a 16 miliardi di euro, anticipando di tre anni alcuni dei traguardi industriali programmati. «Il nostro percorso di crescita è solido e l’operazione ci consentirà di anticipare di tre anni il raggiungimento degli obiettivi del Piano d’Impresa», ha spiegato Messina, evidenziando il potenziale contributo dell'aggregazione alla crescita della redditività e alla creazione di valore per gli investitori.
Le distribuzioni complessive agli azionisti nel periodo 2025-2029 potrebbero arrivare a circa 61 miliardi di euro, con un incremento di 11 miliardi rispetto alle previsioni contenute nel piano industriale annunciato a febbraio. Si tratta di obiettivi prospettici che dipenderanno dal perfezionamento dell'operazione e dall'effettiva realizzazione dei benefici attesi. La banca ritiene tuttavia di poter affrontare il percorso facendo leva sulla coesione della squadra manageriale, sull'esperienza nelle operazioni di integrazione e sulla solidità della piattaforma tecnologica, elementi che, secondo il gruppo, dovrebbero permettere di contenere i rischi operativi e garantire una transizione ordinata.
Link to Siena e Toscana, nuovi finanziamenti e un hub tecnologicoSiena e Toscana, nuovi finanziamenti e un hub tecnologico
Il progetto relativo a Monte dei Paschi comprende anche una serie di iniziative dedicate a Siena e alla Toscana, con l'obiettivo di valorizzare il legame storico dell'istituto senese con il territorio e rafforzare le prospettive di sviluppo economico locale. Tra gli interventi annunciati figurano l'aumento dei finanziamenti destinati a famiglie e imprese, la creazione di un hub tecnologico a Siena e l'attribuzione alla città di una sede secondaria delle strutture centrali di Intesa Sanpaolo. È inoltre prevista la valutazione di una nuova direzione commerciale in Toscana, che potrebbe contribuire a rafforzare il presidio della clientela e delle attività produttive regionali.
Le iniziative territoriali rappresentano una componente del progetto industriale, perché mirano ad accompagnare l'eventuale aggregazione con investimenti e funzioni organizzative capaci di mantenere un ruolo significativo per Siena nel futuro assetto del gruppo. La realizzazione di un polo tecnologico, in particolare, potrebbe favorire lo sviluppo di competenze specialistiche e nuove opportunità professionali, mentre il rafforzamento dell'attività creditizia punta a sostenere il tessuto imprenditoriale locale. L'effettiva portata degli interventi dipenderà dalle successive fasi di attuazione del piano e dalle decisioni organizzative che accompagneranno l'operazione.
Link to Oltre 66 miliardi di nuovi finanziamenti all'economia italianaOltre 66 miliardi di nuovi finanziamenti all'economia italiana
Il contributo di Intesa Sanpaolo al sistema economico nazionale emerge anche dai volumi di credito erogati nei primi nove mesi del 2026, quando il gruppo ha messo a disposizione di famiglie e imprese 66,4 miliardi di euro di nuovi finanziamenti. Di questi, circa 15,1 miliardi sono stati destinati a operazioni a medio-lungo termine collegate alla transizione sostenibile, mentre 4,4 miliardi hanno riguardato iniziative di credito sociale. «La solidità di Intesa Sanpaolo si traduce in un contributo concreto al Paese», ha affermato Messina, richiamando il ruolo dell'istituto nel sostenere investimenti, attività produttive e progetti con ricadute sociali e ambientali.
L'attività di supporto alle aziende in difficoltà ha inoltre consentito a circa 1.900 imprese italiane di tornare in bonis nei primi nove mesi dell'anno, recuperando una situazione di regolarità finanziaria. Dal 2014 il numero complessivo delle aziende riportate a una condizione creditizia regolare raggiunge circa 148.600. A questo si aggiunge il contributo fiscale del gruppo, che nel periodo gennaio-settembre ha generato imposte per 5,2 miliardi di euro, con un impatto di circa 900 milioni riconducibile agli effetti della Legge di Bilancio 2026 e agli accordi triennali sottoscritti nell'anno precedente. Il gruppo evidenzia così la volontà di affiancare alla crescita della redditività un ruolo attivo nel finanziamento dell'economia e nel sostegno al sistema produttivo italiano.
Link to Inclusione sociale e valorizzazione del personaleInclusione sociale e valorizzazione del personale
L'impegno di Intesa Sanpaolo si estende anche alle iniziative di contrasto alla povertà e alle disuguaglianze, alle quali sono stati destinati oltre 210 milioni di euro nei primi nove mesi del 2026. Considerando il periodo iniziato nel 2023, le risorse complessivamente impegnate superano 1,2 miliardi di euro, confermando la rilevanza attribuita dal gruppo alle attività di inclusione e sostegno alle comunità. Gli interventi si inseriscono in una strategia che punta ad affiancare agli obiettivi economici iniziative rivolte alle persone in condizioni di fragilità, attraverso programmi di supporto sociale e strumenti finalizzati a favorire una maggiore partecipazione alla vita economica.
Sul fronte delle risorse umane, la banca ha ottenuto nuovi riconoscimenti relativi all'attrattività e alla qualità dell'ambiente professionale. Intesa Sanpaolo si è classificata al primo posto nella graduatoria Universum delle aziende più apprezzate dagli studenti italiani dell'area Business e ha ricevuto nuovamente le certificazioni Top Employer Europe 2026 e Top Employer Italy, rispettivamente per il secondo e il quinto anno consecutivo. Risultati che il management collega agli investimenti nella formazione, nella crescita professionale e nella valorizzazione delle competenze, considerate fondamentali per sostenere la trasformazione tecnologica e l'evoluzione dei servizi bancari.
Nel commentare il bilancio dei primi nove mesi, Carlo Messina ha infine richiamato il contributo delle persone che lavorano nel gruppo, attribuendo alla qualità delle professionalità interne un ruolo determinante nel raggiungimento degli obiettivi economici e industriali. «La qualità delle nostre persone rappresenta il fondamento dei risultati che continuiamo a conseguire e della nostra capacità di creare valore sostenibile nel tempo. A loro va il mio più sincero ringraziamento per la professionalità, la dedizione e il contributo eccellente con cui, ogni giorno, rendono possibile il successo di Intesa Sanpaolo», ha concluso l'amministratore delegato, delineando una prospettiva nella quale crescita finanziaria, innovazione e capitale umano rimangono strettamente collegati.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati