Il presidente israeliano Isaac Herzog ha affidato a Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar ed ex capo di stato maggiore, l’incarico di formare il nuovo governo dopo le elezioni parlamentari del 27 ottobre. Eisenkot ha 28 giorni per riuscirci, con la possibilità di ottenere una proroga di altri 14.
Il compito è complesso: i quattro partiti di opposizione che compongono il nucleo della coalizione — Yashar, B’Yachad, Partito Democratico e Yisrael Beytenu — dispongono insieme di 48 seggi, meno dei 61 necessari per la maggioranza. Per raggiungere la soglia, Eisenkot potrebbe aver bisogno del sostegno dei partiti arabi, che insieme hanno 19 seggi. Ma alcuni potenziali alleati ebrei hanno escluso di voler governare con una maggioranza dipendente da loro.Tra le ipotesi c’è un governo di minoranza sostenuto dall’esterno dai partiti arabi. Una soluzione che consentirebbe di evitare la loro partecipazione diretta al governo, ma che lascerebbe l’esecutivo vulnerabile nelle votazioni decisive, come quelle sul bilancio e sulla sicurezza.
Pesano anche le divergenze sul servizio militare obbligatorio per i giovani ultraortodossi. Eisenkot ha indicato come principio la leva militare, nazionale o civile per tutti, una posizione che potrebbe rendere difficile l’ingresso dei partiti haredi nella coalizione. Restano inoltre da concordare gli incarichi istituzionali: i partiti non hanno ancora
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