Si aggrava il bilancio della strage di Cracovia. A poche ore dalla sparatoria che ha trasformato una delle piazze più frequentate della Polonia in uno scenario di terrore, emergono nuovi particolari sull'identità dell'aggressore, sulle possibili motivazioni dell'attacco e sulle vittime.
Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dalle autorità polacche e ripresi dalla stampa internazionale, le persone uccise sarebbero sei, quattro donne e due uomini, mentre il numero dei feriti oscilla tra quindici e sedici a seconda dei resoconti.
Tra le vittime figura anche un cittadino britannico. Cinque cittadini stranieri risultano inoltre tra i feriti, compresa una donna portoghese.
La polizia ha confermato di aver fermato l'autore della sparatoria, raggiunto dai colpi esplosi dagli agenti dopo aver aperto il fuoco contro i passanti. L'uomo è stato trasportato in ospedale e sottoposto a un intervento chirurgico.
Ma a rendere ancora più complessa l'indagine è una scoperta effettuata successivamente nella sua abitazione: tre persone, ritenute suoi familiari, sono state trovate senza vita.
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Il sospettato è un cittadino polacco di circa 25 anni. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe raggiunto la Piazza del Mercato, Rynek Główny, a bordo di una Subaru nera priva di targa.
Indossava abiti di tipo militare e avrebbe utilizzato un fucile semiautomatico AR-15 per sparare indiscriminatamente contro le persone presenti nell'area.
L'attacco sarebbe cominciato intorno alle 15, quando il centro storico era affollato di residenti e turisti.
L'uomo avrebbe continuato a muoversi a bordo del veicolo, esplodendo colpi in diversi punti della città, prima di essere intercettato dalle pattuglie della polizia.
Gli agenti hanno risposto al fuoco, ferendolo e riuscendo infine a bloccarlo. Anche dopo essere stato colpito, il sospettato avrebbe continuato a sparare.
Due poliziotti sono rimasti feriti durante l'intervento, uno dei quali in modo grave.
Secondo le informazioni emerse dalle indagini, l'uomo sarebbe stato in possesso di una licenza per armi da fuoco. Gli investigatori stanno tuttavia verificando la regolarità delle armi utilizzate e di quelle ritrovate nel veicolo, insieme a ulteriori munizioni.
Le autorità ritengono che il giovane abbia agito da solo e hanno escluso, sulla base degli elementi disponibili, la presenza di altri aggressori in fuga.
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Uno degli sviluppi più rilevanti riguarda le convinzioni politiche del sospettato.
Il ministro dell'Interno polacco Marcin Kierwiński ha riferito che gli investigatori stanno esaminando elementi riconducibili a posizioni radicali e ultranazionaliste di estrema destra.
Si tratta di una pista investigativa che potrebbe aiutare a comprendere le motivazioni della sparatoria, ma che non costituisce ancora un accertamento definitivo del movente.
Le autorità stanno ricostruendo le frequentazioni dell'uomo, i suoi eventuali contatti con ambienti estremisti e le informazioni disponibili sulla sua attività online.
L'ipotesi di una radicalizzazione ideologica è considerata particolarmente importante anche alla luce del carattere apparentemente indiscriminato dell'attacco.
Il primo ministro Donald Tusk ha definito l'accaduto un atto terroristico, mentre il ministro della Difesa ha utilizzato la stessa qualificazione per descrivere la gravità della strage.
Resta da chiarire se l'aggressore avesse pianificato l'azione da tempo e se avesse individuato obiettivi specifici oppure intendesse provocare il maggior numero possibile di vittime.
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Un elemento particolarmente inquietante è emerso durante gli accertamenti condotti nell'abitazione del presunto attentatore, a Ostrowiec Świętokrzyski.
Secondo quanto comunicato dal premier Donald Tusk, le autorità hanno individuato i corpi di tre persone, due donne e un uomo, ritenute appartenenti alla cerchia familiare del sospettato.
La scoperta sarebbe avvenuta nell'ambito delle verifiche avviate dopo la sparatoria, anche attraverso l'impiego di un drone.
Gli investigatori stanno cercando di stabilire quando siano avvenuti i decessi e se esista un collegamento diretto con l'attacco di Cracovia.
Al momento non sono state chiarite le cause della morte delle tre persone né è stata accertata pubblicamente un'eventuale responsabilità del sospettato.
L'ipotesi che la vicenda familiare e la sparatoria siano collegate è oggetto di approfondimento, ma le autorità non hanno ancora fornito una ricostruzione completa.
La scoperta potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per comprendere le ore precedenti all'attacco e l'eventuale preparazione dell'azione armata.
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Tra le persone che si trovavano nell'area della Piazza del Mercato al momento dell'attacco c'era anche una scolaresca italiana composta da 34 studenti e tre accompagnatori del liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale, in provincia di Roma.
La loro presenza è stata confermata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha seguito personalmente l'evoluzione della situazione.
L'ambasciata italiana a Varsavia ha immediatamente attivato la rete consolare, chiedendo alla console onoraria e al direttore dell'Istituto italiano di cultura di Cracovia di raggiungere gli studenti.
I funzionari hanno aiutato il gruppo a ricompattarsi e a trovare rifugio in un luogo sicuro.
Tutti i 37 italiani sono rimasti illesi e nessuno ha avuto bisogno di cure mediche.
La scolaresca avrebbe dovuto rientrare in Italia nella serata di sabato, ma l'emergenza ha impedito di raggiungere in tempo l'aeroporto.
Il ritorno è ora previsto per domenica 8 novembre, con l'assistenza della Farnesina. Qualora non fosse possibile trovare posti disponibili su un unico volo, gli studenti potrebbero essere suddivisi in gruppi.
La vicenda ha suscitato particolare apprensione nel Lazio, dove le famiglie hanno atteso notizie durante le ore successive alla sparatoria.
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Tra i testimoni dell'attacco figura anche Umberto Orsini, turista bolognese che stava trascorrendo il fine settimana a Cracovia insieme ad alcuni amici.
L'uomo ha raccontato sui social di essersi trovato davanti a un negozio Zara, proprio nella zona successivamente raggiunta dai colpi.
Pochi istanti prima dell'inizio della sparatoria aveva proposto agli amici di spostarsi per prendere un caffè all'Hard Rock Cafe.
Una decisione che, secondo il suo racconto, avrebbe consentito al gruppo di allontanarsi dalla traiettoria dell'aggressore.
Quando sono cominciati gli spari, i turisti si sono rifugiati all'interno del locale, raggiungendo i piani superiori attraverso un'uscita di emergenza.
Soltanto dopo essere usciti hanno compreso la gravità di quanto accaduto.
Orsini ha raccontato di aver visto la vetrina del negozio distrutta e una persona a terra nel punto in cui lui e i suoi amici si trovavano pochi minuti prima.
La testimonianza restituisce la rapidità dell'attacco e la difficoltà, per chi si trovava nella piazza, di comprendere immediatamente da dove provenissero i colpi.
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Tra i particolari emersi nelle ore successive alla strage figura il coinvolgimento di un tram in transito nei pressi del centro storico.
Secondo quanto comunicato dall'azienda dei trasporti di Cracovia, il conducente avrebbe segnalato che il mezzo era stato raggiunto dai colpi esplosi da un uomo a bordo di un'automobile.
Uno dei proiettili avrebbe infranto il vetro della cabina di guida.
L'episodio conferma che la sparatoria non si è limitata a un solo punto della piazza, ma ha interessato diverse zone attraversate dall'aggressore durante i suoi spostamenti.
Anche due cavalli utilizzati per le tradizionali carrozze turistiche di Cracovia sarebbero stati raggiunti dai colpi. Entrambi sono sopravvissuti.
La polizia sta ricostruendo il percorso seguito dall'auto, analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo le testimonianze delle persone presenti.
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La gravità dell'attacco ha spinto il governo polacco a proclamare due giorni di lutto nazionale.
Il premier Donald Tusk ha annunciato che domenica 8 e lunedì 9 novembre saranno dedicati al ricordo delle vittime.
Anche l'amministrazione comunale di Cracovia ha disposto un periodo di lutto cittadino fino a mercoledì 11 novembre, con modifiche alle manifestazioni pubbliche e alle iniziative celebrative.
La decisione riflette lo shock provocato da un episodio di violenza di dimensioni eccezionali per la Polonia, dove le sparatorie di massa sono relativamente rare.
Le autorità hanno inoltre rafforzato le misure di sicurezza in altre città, compresa Varsavia, mentre proseguono gli accertamenti sull'attentatore.
Il presidente polacco Karol Nawrocki ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e ai feriti, mentre numerosi rappresentanti delle istituzioni europee hanno manifestato solidarietà al Paese.
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La pista dell'estremismo di destra viene esaminata anche alla luce di altri episodi di violenza che hanno interessato la Polonia nelle settimane precedenti.
Nel mese di ottobre si erano verificati alcuni accoltellamenti in istituti scolastici, rispetto ai quali le autorità avevano segnalato possibili collegamenti con la diffusione online di contenuti violenti ed estremisti.
Non risultano tuttavia elementi che consentano di collegare direttamente quegli episodi alla strage di Cracovia.
Gli investigatori stanno verificando se il sospettato avesse frequentato comunità digitali radicali, manifestato intenzioni violente oppure pubblicato messaggi che possano contribuire a chiarire il movente.
Un altro aspetto riguarda il possesso delle armi. L'uomo avrebbe avuto una regolare licenza, ma nell'automobile sono stati trovati ulteriori fucili e munizioni.
La polizia dovrà stabilire la provenienza dell'arsenale e verificare se tutte le armi fossero detenute legalmente.
Il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz ha inoltre smentito le indiscrezioni secondo cui l'attentatore sarebbe stato un militare, precisando che non risultano precedenti rapporti con le forze armate polacche.
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Le indagini proseguono su due fronti principali: la ricostruzione dell'attacco nel centro storico e gli accertamenti sui tre corpi scoperti nell'abitazione del sospettato.
Gli investigatori stanno cercando di stabilire se l'uomo abbia agito esclusivamente per motivazioni ideologiche oppure se nella sua decisione abbiano avuto un ruolo anche circostanze personali.
La polizia ritiene che non vi siano altri aggressori coinvolti, ma rimane necessario chiarire come sia stata preparata l'azione e quale fosse l'obiettivo dell'attentatore.
Nel frattempo, la città si prepara a ricordare le vittime e a sostenere i feriti ancora ricoverati.
Per l'Italia, l'attenzione è rivolta soprattutto al rientro dei 34 studenti e dei tre accompagnatori di Albano Laziale, attesi in patria domenica dopo essere stati messi in sicurezza dalla rete diplomatica.
Il bilancio aggiornato di sei vittime, la scoperta dei tre corpi nell'abitazione del sospettato e la pista ultranazionalista rappresentano i principali sviluppi di una vicenda ancora in evoluzione. Saranno gli accertamenti delle autorità polacche a stabilire la natura definitiva dell'attacco e le responsabilità per le morti emerse durante le indagini.
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