L'obesità infantile continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie del Paese. Secondo il nuovo rapporto europeo diffuso oggi nell'ambito del programma di sorveglianza dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS Europa), l'Italia si conferma tra gli Stati con la maggiore diffusione di sovrappeso e obesità tra i bambini, nonostante alcuni segnali di lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti.
I dati mostrano che circa tre bambini su dieci tra i 7 e i 9 anni presentano un eccesso di peso, mentre quasi uno su dieci è obeso. Il fenomeno continua a interessare soprattutto le regioni del Mezzogiorno, dove le percentuali risultano sensibilmente superiori alla media nazionale.
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Il rapporto evidenzia una forte disomogeneità territoriale. Le regioni meridionali registrano i livelli più elevati di obesità infantile, mentre il Nord presenta dati decisamente più contenuti.
Secondo gli esperti, le differenze dipendono da numerosi fattori: condizioni socioeconomiche, minore pratica dell'attività fisica, maggiore consumo di alimenti ad alta densità calorica e una più limitata disponibilità di spazi dedicati allo sport e al movimento.
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Il documento richiama l'attenzione sul ruolo crescente degli alimenti ultra-processati e delle bevande zuccherate, che continuano a occupare una quota importante della dieta dei più piccoli.
A incidere è anche la progressiva riduzione dell'attività fisica quotidiana. Sempre più bambini trascorrono molte ore davanti a smartphone, tablet e videogiochi, riducendo il tempo dedicato al gioco all'aperto e allo sport organizzato.
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L'eccesso di peso in età pediatrica aumenta il rischio di sviluppare già durante l'adolescenza diabete di tipo 2, ipertensione, disturbi cardiovascolari e problemi metabolici, oltre ad avere importanti ripercussioni psicologiche e sociali.
Gli specialisti ricordano inoltre che un bambino obeso ha molte più probabilità di diventare un adulto obeso, con un conseguente aumento del rischio di malattie croniche e dei costi per il sistema sanitario.
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Il rapporto invita governi e istituzioni a rafforzare le politiche di prevenzione, puntando su educazione alimentare, promozione della dieta mediterranea, maggiore attività fisica nelle scuole e limitazione della pubblicità di alimenti poco salutari rivolta ai minori.
Secondo gli esperti, intervenire durante l'infanzia rappresenta la strategia più efficace per invertire una tendenza che continua a collocare l'Italia tra i Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno dell'obesità infantile.
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