Caso Roggero, sequestrati 50 mila euro su un conto in Tunisia: erano stati trasferiti dai fondi dei sostenitori

di

Carlo Longo

Il denaro proveniva dalla raccolta "Io sto con Mario Roggero". Secondo gli inquirenti il trasferimento all'estero avrebbe potuto compromettere il pagamento dei risarcimenti alle parti civili. La difesa respinge ogni ipotesi di fuga

Caso Roggero, sequestrati 50 mila euro su un conto in Tunisia: erano stati trasferiti dai fondi dei sostenitori

Mentre il dibattito politico si concentra sulla possibile concessione della grazia a Mario Roggero, emergono nuovi dettagli sulla situazione patrimoniale del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori dopo l'assalto alla sua attività nel 2021.

Al centro della vicenda c'è il sequestro conservativo di 50 mila euro, disposto nell'ambito del procedimento civile, dopo che la somma era stata trasferita su un conto corrente aperto in Tunisia e intestato allo stesso Roggero e alla moglie. Il denaro proveniva dal fondo alimentato dalle donazioni raccolte attraverso il comitato di sostegno nato dopo la condanna di primo grado.

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La raccolta "Io sto con Mario Roggero" era stata promossa per sostenere il gioielliere nelle spese legali e nei risarcimenti conseguenti al processo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una parte delle somme donate dai sostenitori sarebbe stata trasferita sul conto tunisino. Per questo motivo la magistratura ha disposto il sequestro conservativo dei 50 mila euro, ritenendo necessario preservare le risorse destinate a garantire l'eventuale soddisfazione dei crediti delle parti civili.

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Le indagini della Guardia di Finanza avevano evidenziato il bonifico verso il conto estero, elemento che aveva portato gli investigatori a ipotizzare il rischio di un possibile trasferimento del gioielliere in Tunisia in caso di conferma della condanna.

Su queste valutazioni era stato disposto anche un divieto di espatrio, misura successivamente contestata dalla difesa, che ha sempre respinto l'ipotesi di una fuga, sostenendo che il trasferimento del denaro non fosse finalizzato a sottrarsi alla giustizia.

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La questione si intreccia con quella dei risarcimenti dovuti ai familiari delle vittime.

Secondo i legali delle parti civili, Roggero deve ancora corrispondere una consistente parte delle somme stabilite in sede penale, mentre l'ammontare definitivo del risarcimento sarà definito nel successivo giudizio civile. Anche per questo motivo il patrimonio del gioielliere e le somme raccolte attraverso le donazioni sono finite sotto l'attenzione della magistratura.

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Le nuove rivelazioni arrivano mentre il caso Roggero resta al centro del confronto politico e istituzionale.

Da un lato prosegue il dibattito sull'eventuale grazia e sulla riforma della legittima difesa, dall'altro la vicenda patrimoniale del gioielliere continua ad alimentare il confronto giudiziario, con particolare attenzione alla destinazione delle somme raccolte dai sostenitori e alle garanzie per il pagamento dei risarcimenti riconosciuti alle parti civili.

 

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