Furto di fentanyl all'Israelitico di Roma, due custodi indagati: svolta nelle indagini

di

Mario Tosetti

Svolta nell'inchiesta sul furto di 80 fiale di fentanyl all'Ospedale Israelitico di Roma: due custodi sono indagati. Gli investigatori cercano ora di ricostruire la destinazione del potente oppioide

Furto di fentanyl all'Israelitico di Roma, due custodi indagati: svolta nelle indagini

Arriva una prima svolta nell'inchiesta sul furto di 80 fiale di fentanyl dall'Ospedale Israelitico di Roma. La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati due custodi della struttura sanitaria, ritenuti sospettati di aver sottratto il potente farmaco oppioide dalla farmacia dell'ospedale.

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Dopo aver ristretto il campo dei possibili responsabili, gli investigatori del Nas dei Carabinieri e del Nucleo investigativo stanno ora cercando di accertare quale fosse la destinazione delle fiale rubate.

L'ipotesi investigativa principale è che il fentanyl fosse destinato ai circuiti della medicina clandestina o al mercato illegale degli oppioidi, dove questa sostanza ha un valore elevatissimo per la sua estrema potenza.

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La vicenda era emersa nelle scorse settimane dopo la scoperta della scomparsa di 80 fiale di fentanyl dalla cassaforte della farmacia dell'ospedale.

Il fentanyl è un analgesico oppioide utilizzato in ambito ospedaliero per anestesia e terapia del dolore, ma è anche una delle sostanze più pericolose sul mercato illecito. Secondo le prime stime diffuse all'avvio dell'inchiesta, il quantitativo rubato sarebbe stato sufficiente a ricavare fino a circa 20 mila dosi destinate allo spaccio.

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Le indagini hanno evidenziato alcune criticità nella gestione del farmaco all'interno della struttura sanitaria.

Gli investigatori stanno verificando le modalità di custodia delle chiavi, la corretta tenuta dei registri di carico e scarico dei medicinali e il rispetto delle procedure previste per la conservazione delle sostanze stupefacenti. Proprio questi aspetti potrebbero aver favorito il furto senza lasciare evidenti segni di effrazione.

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L'iscrizione dei due custodi nel registro degli indagati rappresenta il primo sviluppo concreto dell'inchiesta, ma gli accertamenti sono ancora in corso.

La Procura dovrà chiarire il ruolo effettivo dei due indagati, verificare l'eventuale coinvolgimento di altre persone e soprattutto ricostruire il percorso seguito dalle fiale dopo la loro sottrazione. L'obiettivo degli investigatori resta quello di impedire che il farmaco finisca definitivamente nei circuiti del traffico illecito di sostanze stupefacenti.

 

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