India, migliaia di studenti in piazza contro il governo Modi: tensione davanti al Parlamento

di

Carlo Longo

La protesta, nata dopo lo scandalo che ha coinvolto gli esami di ammissione a Medicina, si è trasformata in una mobilitazione nazionale guidata da un movimento simbolo della Generazione Z

India, migliaia di studenti in piazza contro il governo Modi: tensione davanti al Parlamento

Una vasta mobilitazione studentesca ha portato decine di migliaia di giovani nelle strade della capitale indiana, dando vita a una delle più significative manifestazioni di protesta degli ultimi anni contro il governo del primo ministro Narendra Modi. I cortei hanno cercato di raggiungere il Parlamento per chiedere le dimissioni del ministro dell'Istruzione, Dharmendra Pradhan, ritenuto politicamente responsabile della gestione della crisi che ha investito il sistema degli esami nazionali.

Le autorità hanno dichiarato non autorizzata la manifestazione e predisposto un massiccio dispositivo di sicurezza per impedire l'accesso alle aree istituzionali. Le tensioni sono rapidamente sfociate in scontri: le forze dell'ordine hanno fatto ricorso a manganelli e lacrimogeni per disperdere i manifestanti, mentre alcuni partecipanti hanno risposto lanciando pietre contro gli agenti.

All'origine della protesta c'è il caso che ha coinvolto il National Eligibility cum Entrance Test (NEET), l'esame di ammissione alle facoltà di Medicina. La diffusione irregolare di alcune prove avrebbe compromesso la regolarità del concorso, costringendo le autorità ad annullare la sessione e a organizzare una nuova prova per oltre due milioni di candidati. L'episodio ha alimentato un forte sentimento di sfiducia nei confronti delle istituzioni, trasformando una contestazione universitaria in un movimento di carattere nazionale.

A guidare la mobilitazione è il Cockroach Janata Party, formazione nata inizialmente come iniziativa satirica sui social media. Il nome richiama un'espressione attribuita a un magistrato che avrebbe paragonato i giovani disoccupati a "scarafaggi", definizione che il movimento ha trasformato in un simbolo di rivendicazione e identità collettiva. In poche settimane il gruppo ha raccolto milioni di sostenitori online, intercettando il malcontento di una generazione alle prese con un mercato del lavoro difficile e con crescenti dubbi sulla trasparenza delle istituzioni.

Molti dei partecipanti alla manifestazione sono studenti e giovani provenienti da diverse regioni del Paese. Pur continuando a dichiarare il proprio impegno per una protesta non violenta, parte dei manifestanti ha esteso le richieste fino a mettere in discussione la leadership dello stesso Modi.

Nel frattempo, il governo mantiene una linea di estrema cautela. Durante l'apertura della sessione monsonica del Parlamento, il primo ministro non ha affrontato pubblicamente le manifestazioni che si stavano svolgendo a breve distanza dal complesso parlamentare.

Tra le figure più vicine al movimento c'è anche l'attivista Sonam Wangchuk, protagonista di uno sciopero della fame per denunciare l'uso della forza contro i manifestanti e chiedere maggiori garanzie per i diritti civili. Secondo i promotori della protesta, l'iniziativa si ispira ai principi della Satyagraha, la resistenza non violenta teorizzata da Mahatma Gandhi, e punta a mantenere alta l'attenzione sulle richieste degli studenti.

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