A New Delhi la protesta degli «scarafaggi», il movimento giovanile nato online contro la gestione degli esami universitari, ha un nuovo protagonista: l’attivista e ingegnere ladakhi Sonam Wangchuk. Dopo 21 giorni di sciopero della fame, Wangchuk è stato prelevato dai poliziotti in borghese e trasferito con la forza all’ospedale di Safdarjung, su ordine dell’Alta corte della capitale, preoccupata per le sue condizioni di salute. Né la moglie né i medici di fiducia possono visitarlo.
La rimozione di Wangchuk ha scatenato un’ondata di solidarietà: social media e media internazionali hanno rilanciato le immagini e le testimonianze, denunciando le modalità autoritarie del governo Modi. Il fondatore del movimento, Abhijeet Dipke, ha deciso a sua volta di iniziare uno sciopero della fame, insieme a membri della All India Students’ Association, difesi dalla protezione di manifestanti per evitare ulteriori arresti.
Gli «scarafaggi», finora apolitici, hanno modificato la strategia della protesta: oltre a chiedere le dimissioni del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan, Dipke sta valutando di estendere le richieste direttamente al primo ministro Narendra Modi.
Lunedì 20 luglio è prevista una marcia ad alto rischio verso i palazzi del potere, a poche centinaia di metri da Jantar Mantar, dove si aprirà la sessione dei monsoni del Parlamento federale. Centinaia di delegati da tutto il Paese si uniranno alla protesta, che rischia di trasformarsi in uno scontro diretto con le forze dell’ordine.
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